Cara ADUC
Triveo
Domanda
2 marzo 2018
Buongiorno,
volevo chiederLe una consulenza breve su un acquisto online effettuato in data 30/07/2017.
Siccome non è mai stata fornita la merce ordinata, benché anticipatamente pagata tramite bonifico bancario di Euro 790, il 13/10/2017 la sottoscritta (dopo che era stato concesso un termine supplementare di 14 giorni il 03/10) ha comunicato a triveo.it di voler esercitare il proprio diritto alla risoluzione del contratto per inadempimento da parte di triveo e contemporaneamente ha chiesto il rimborso della somma pagata con bonifico bancario. La società ha risposto alle richieste per le ragioni del mancato rimborso con delle scuse generiche e non ha mai offerto delle spiegazioni al riguardo. La restituzione dei soldi non è finora avvenuta.
Anche le richieste riguardanti la mancata spedizione dell'articolo ordinato sono sempre state affrontate con scuse generiche (il fornitore non ci ha fornito la merce, verrà spedito fra poco etc), o non è stata fornita risposta alcuna.
Anche il servizio clienti risponde solo dopo tempi di attesa improponibili (mai sotto i 5min) e non è in grado di dare spiegazioni utili.
Il punto è che l'impresa vende prodotti a prezzi vantaggiosi che risultano perfettamente disponibili online - con una spedizione a tempi assai ridotti. In realtà però i prodotti non sono disponibili e i clienti non ricevono mai o solo dopo tempistiche troppo onerose l'articolo come si vede da tantissime recensioni online (purtroppo scoperte dalla sottoscritta solo dopo). In più non rimborsano i clienti che hanno esercitato il diritto alla risoluzione del contratto - e trattengono indebitamente i soldi altrui.
Ho già fatto mandare una diffida da parte di un avvocato tramite spedizione raccomandata che ha raggiunto il destinatario il 30/01. Con quest'ultima si concedeva un termine di 10 giorni per il rimborso. Decorso inutilmente si minacciava nuovamente di procedere in via giudiziale, nonché di sporgere denuncia per truffa.
Il 28/11/2017 è stato inoltre segnalata la vicenda all'AGCM.
La mia domanda è: cosa posso fare oltre ciò che è già stato intrapreso, per riottenere i miei soldi? Vale la pena - soprattutto anche in termini economici - di adire il giudice di pace?
In allegato Le trasmetto dei documenti rilevanti ai fini della vicenda.
Anticipatamente La ringrazio per una Sua gentile risposta.
Cordiali Saluti,
Hanna, da San Pancrazio (BZ)
volevo chiederLe una consulenza breve su un acquisto online effettuato in data 30/07/2017.
Siccome non è mai stata fornita la merce ordinata, benché anticipatamente pagata tramite bonifico bancario di Euro 790, il 13/10/2017 la sottoscritta (dopo che era stato concesso un termine supplementare di 14 giorni il 03/10) ha comunicato a triveo.it di voler esercitare il proprio diritto alla risoluzione del contratto per inadempimento da parte di triveo e contemporaneamente ha chiesto il rimborso della somma pagata con bonifico bancario. La società ha risposto alle richieste per le ragioni del mancato rimborso con delle scuse generiche e non ha mai offerto delle spiegazioni al riguardo. La restituzione dei soldi non è finora avvenuta.
Anche le richieste riguardanti la mancata spedizione dell'articolo ordinato sono sempre state affrontate con scuse generiche (il fornitore non ci ha fornito la merce, verrà spedito fra poco etc), o non è stata fornita risposta alcuna.
Anche il servizio clienti risponde solo dopo tempi di attesa improponibili (mai sotto i 5min) e non è in grado di dare spiegazioni utili.
Il punto è che l'impresa vende prodotti a prezzi vantaggiosi che risultano perfettamente disponibili online - con una spedizione a tempi assai ridotti. In realtà però i prodotti non sono disponibili e i clienti non ricevono mai o solo dopo tempistiche troppo onerose l'articolo come si vede da tantissime recensioni online (purtroppo scoperte dalla sottoscritta solo dopo). In più non rimborsano i clienti che hanno esercitato il diritto alla risoluzione del contratto - e trattengono indebitamente i soldi altrui.
Ho già fatto mandare una diffida da parte di un avvocato tramite spedizione raccomandata che ha raggiunto il destinatario il 30/01. Con quest'ultima si concedeva un termine di 10 giorni per il rimborso. Decorso inutilmente si minacciava nuovamente di procedere in via giudiziale, nonché di sporgere denuncia per truffa.
Il 28/11/2017 è stato inoltre segnalata la vicenda all'AGCM.
La mia domanda è: cosa posso fare oltre ciò che è già stato intrapreso, per riottenere i miei soldi? Vale la pena - soprattutto anche in termini economici - di adire il giudice di pace?
In allegato Le trasmetto dei documenti rilevanti ai fini della vicenda.
Anticipatamente La ringrazio per una Sua gentile risposta.
Cordiali Saluti,
Hanna, da San Pancrazio (BZ)
Risposta ADUC
lei ha gia' fatto tutti i passi necessari (messa n mora a Antitrust). Il passo successivo e' rivolgersi al giudice che, per importi come il suo, non c'e' bisogno di un legale. Questa la nostra scheda sul Giudice di Pace:
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
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