Cara ADUC
Ricorso corecom contro operatore telefonico: indennizzi e sostituzione scheda
Domanda
26 settembre 2026
Salve, il mio ricorso è stato dismesso perché non è stato raggiunto un accordo. Premetto che non ho partecipato alla udienza come avrei voluto perché il giorno previsto ci sono stati problemi tecnici.
La persona Wind, dopo averne chiesto una prima posticipazione per poter leggere quanto io avevo scritto, è venuta fuori con un rimborso complessivo di €100 a fronte di:
1) scheda non funzionante perché a detta sua è un 3G, i tecnici avevano parlato di scheda rotta per ben 4 volte da sostituirsi gratuitamente presso qualsiasi negozio Wind: non hanno mandato email di richiesta e a me si voleva imporre un costo di €20;
2) addebiti servizi non richiesti: segreteria telefonica io cancellavo e Wind reinstallava;
3) addebiti €35 per anticipo possibile utilizzo roaming dati mobili: mai avuti dati mobili sul telefono;
4) addebiti di somme da destinare a internet ad ogni ricarica, ripeto mai avuto internet su questo numero;
5) addebiti di somme per chiamate all'estero mai effettuate (con il cellulare, ma scherziamo?);
6) addebiti continui di €0,1 per semplici squilli fatti a numeri italiani mentre ero in Italia;
7) cambio contratto senza avviso.
Non ho accettato.
Da novembre 2024 il telefono non ha copertura, cosa che prima era una eccellenza, e non solo nella mia zona, in ampie zone interno a dove mi trovo, e non sono la sola. La funzionaria Wind dice che la mia è una vecchia scheda e il problema è colpa mia perché ormai loro sono in 5G e la mia scheda non riesce a sopportare la nuova tecnologia. Cosa strana, molti hanno telefoni arcaici e la linea funziona benissimo in alcune zone, molto peggio con telefoni bellissimi e potenti in altre. Da quando ho fatto il primo reclamo devo dire che a giorni ho addirittura 5 tacche a sprazzi. Nella zona hanno cambiato i ripetitori di posto, alcuni non li hanno ripristinati dopo l'incendio di qualche anno fa.
Ho diritto a un indennizzo per il mancato funzionamento della linea? Se la scheda è rotta ho diritto alla sostituzione gratuita? Devono ripristinare le condizioni originali del contratto?
In allegato la mia pec a Wind senza alcuna risposta da parte di Wind. Pec inserita nel fascicolo contro Tim dal Corecom.
Rimango in attesa.
Grazie.
Silvia, dalla provincia di RC
La persona Wind, dopo averne chiesto una prima posticipazione per poter leggere quanto io avevo scritto, è venuta fuori con un rimborso complessivo di €100 a fronte di:
1) scheda non funzionante perché a detta sua è un 3G, i tecnici avevano parlato di scheda rotta per ben 4 volte da sostituirsi gratuitamente presso qualsiasi negozio Wind: non hanno mandato email di richiesta e a me si voleva imporre un costo di €20;
2) addebiti servizi non richiesti: segreteria telefonica io cancellavo e Wind reinstallava;
3) addebiti €35 per anticipo possibile utilizzo roaming dati mobili: mai avuti dati mobili sul telefono;
4) addebiti di somme da destinare a internet ad ogni ricarica, ripeto mai avuto internet su questo numero;
5) addebiti di somme per chiamate all'estero mai effettuate (con il cellulare, ma scherziamo?);
6) addebiti continui di €0,1 per semplici squilli fatti a numeri italiani mentre ero in Italia;
7) cambio contratto senza avviso.
Non ho accettato.
Da novembre 2024 il telefono non ha copertura, cosa che prima era una eccellenza, e non solo nella mia zona, in ampie zone interno a dove mi trovo, e non sono la sola. La funzionaria Wind dice che la mia è una vecchia scheda e il problema è colpa mia perché ormai loro sono in 5G e la mia scheda non riesce a sopportare la nuova tecnologia. Cosa strana, molti hanno telefoni arcaici e la linea funziona benissimo in alcune zone, molto peggio con telefoni bellissimi e potenti in altre. Da quando ho fatto il primo reclamo devo dire che a giorni ho addirittura 5 tacche a sprazzi. Nella zona hanno cambiato i ripetitori di posto, alcuni non li hanno ripristinati dopo l'incendio di qualche anno fa.
Ho diritto a un indennizzo per il mancato funzionamento della linea? Se la scheda è rotta ho diritto alla sostituzione gratuita? Devono ripristinare le condizioni originali del contratto?
In allegato la mia pec a Wind senza alcuna risposta da parte di Wind. Pec inserita nel fascicolo contro Tim dal Corecom.
Rimango in attesa.
Grazie.
Silvia, dalla provincia di RC
Risposta ADUC
Gentile Silvia,
sul mancato accordo in conciliazione: se lei non ha accettato la proposta di 100 euro perché la ritiene insufficiente rispetto ai disservizi lamentati, ha fatto bene a non firmare nulla che non la soddisfacesse. Il verbale di mancata conciliazione le apre ora due strade alternative, non l'una necessariamente prima dell'altra: la definizione della controversia al Corecom tramite istanza GU14 (da presentare entro 3 mesi dal verbale di mancata conciliazione, gratuita, senza bisogno di avvocato, con indennizzi automatici tabellari per le varie voci: malfunzionamento della linea, mancata risposta ai reclami, ecc.), oppure la causa al Giudice di Pace se il valore della controversia rientra nei limiti di competenza. Le ricordiamo però che il Corecom riconosce solo indennizzi automatici standard, non il risarcimento del danno effettivo che lei ritiene di aver subito: per quello serve comunque il giudice, e resta possibile chiederlo anche dopo la definizione GU14.
Sui suoi tre quesiti: sì, ha diritto a un indennizzo per il mancato o difettoso funzionamento della linea, se effettivamente la coincidenza tra il reclamo e il miglioramento del segnale non è casuale ma indica un problema imputabile all'operatore (rete, ripetitori) e non al suo apparecchio. Sulla scheda, se i tecnici hanno più volte riconosciuto un problema tecnico non imputabile a lei, la sostituzione dovrebbe essere gratuita: la pretesa di un costo in negozio è contestabile, tanto più se la questione tecnologica (3G/5G) viene sollevata solo ora, in sede di conciliazione, mai prima. Sul ripristino delle condizioni contrattuali originarie: se il cambiamento è avvenuto senza comunicazione scritta preventiva come previsto, ha diritto a contestarlo e chiederne l'annullamento.
sul mancato accordo in conciliazione: se lei non ha accettato la proposta di 100 euro perché la ritiene insufficiente rispetto ai disservizi lamentati, ha fatto bene a non firmare nulla che non la soddisfacesse. Il verbale di mancata conciliazione le apre ora due strade alternative, non l'una necessariamente prima dell'altra: la definizione della controversia al Corecom tramite istanza GU14 (da presentare entro 3 mesi dal verbale di mancata conciliazione, gratuita, senza bisogno di avvocato, con indennizzi automatici tabellari per le varie voci: malfunzionamento della linea, mancata risposta ai reclami, ecc.), oppure la causa al Giudice di Pace se il valore della controversia rientra nei limiti di competenza. Le ricordiamo però che il Corecom riconosce solo indennizzi automatici standard, non il risarcimento del danno effettivo che lei ritiene di aver subito: per quello serve comunque il giudice, e resta possibile chiederlo anche dopo la definizione GU14.
Sui suoi tre quesiti: sì, ha diritto a un indennizzo per il mancato o difettoso funzionamento della linea, se effettivamente la coincidenza tra il reclamo e il miglioramento del segnale non è casuale ma indica un problema imputabile all'operatore (rete, ripetitori) e non al suo apparecchio. Sulla scheda, se i tecnici hanno più volte riconosciuto un problema tecnico non imputabile a lei, la sostituzione dovrebbe essere gratuita: la pretesa di un costo in negozio è contestabile, tanto più se la questione tecnologica (3G/5G) viene sollevata solo ora, in sede di conciliazione, mai prima. Sul ripristino delle condizioni contrattuali originarie: se il cambiamento è avvenuto senza comunicazione scritta preventiva come previsto, ha diritto a contestarlo e chiederne l'annullamento.
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