Sabato 3 ottobre 2026
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Cara ADUC

TIM non rimborsa senza voltura: cosa fare dopo la morte del titolare

31 agosto 2026
Domanda 31 agosto 2026
Morta la mia mamma e vivendo io nella casa, che rimane a me per testamento, decido di mantenere la linea telefonica fissa e la lascio a suo nome: pago io le bollette, da mesi tramite conto corrente. La linea si guasta per cattiva manutenzione della centrale, TIM cerca di farmi passare a un servizio telefonico tramite internet, mi rifiuto perché qui in montagna la corrente elettrica manca spesso, e il modem che non si sa se a pagamento o meno sarebbe inutile, come spesso sono inutili i cellulari.
La centrale viene aggiustata dopo mesi e mesi, ma nel frattempo TIM ha cambiato il contratto senza dire nulla: ha aggiunto servizi non richiesti, da quota fissa al mese di 21.50 mette le chiamate a consumo ma non si sa quanto costino. Mi ribello. Centinaia di chiamate, il 187 non risponde più da mesi, il tempo di attesa è di 142 minuti ma la linea cade sempre prima; PEC. La TIM mi contatta e dice che vuole i documenti di tutti gli eredi della defunta per effettuare un eventuale rimborso. Pare che nessuna legge mi obblighi o stabilisca che sia necessario cambiare intestatario della utenza telefonica. Domande: se mia madre è morta e pago io e il guasto è segnalato dalla sua morte, TIM può obbligarmi a questo e minacciare che non rimborserà nulla? Se la linea serve casa mia e qui vivo io, TIM si può appellare a un defunto per eredità di somme che il defunto medesimo non ha pagato? In più TIM vuole un documento notarile dove si dichiarino tutti i presunti eredi della mia mamma. E se gli altri non sono interessati a diatribe varie che si fa?
Silvia, dalla provincia di RC

Risposta ADUC
Gentile Silvia,
TIM non può condizionare la correzione degli addebiti indebiti alla voltura: sono questioni distinte. Tim ha l'obbligo di porre rimedio quantomeno per quanto riguarda la cessazione di addebiti indebiti.
Il rimborso, invece, appartiene tecnicamente all'asse ereditario finché l'utenza resta intestata a Sua madre, quindi la richiesta di sapere chi sono gli eredi ha un fondamento. Ma l'atto notarile è sproporzionato: basta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (autocertificazione ex art. 47 DPR 445/2000) firmata da Lei, che indichi gli eredi — lo contesti per iscritto chiedendo che l'accettino al posto del notaio. Se gli altri eredi non vogliono firmare nulla, può comunque procedere con la sola Sua autocertificazione, assumendosene la responsabilità delle dichiarazioni. Per il disservizio (guasto mesi, 187 irraggiungibile, modifiche unilaterali del contratto), gli eredi hanno diritto a indennizzo e al recesso senza penali; se TIM non risponde, la via è la conciliazione gratuita su ConciliaWeb AGCOM:
Per il prosieguo, attivi il tentativo obbligatorio di conciliazione tramite la piattaforma ConciliaWeb di Agcom (occorre SPID o CIE):
il portale ConciliaWeb di AGCOM
la nostra guida sulla conciliazione obbligatoria davanti al Corecom

Ulteriore domanda 03/09/2026
Grazie per la vostra risposta. Solo qualche chiarimento per favore:
1) I rimborsi riguardano bollette stratosferiche, cambio del contratto, servizi non richiesti.
2) Mamma muore il 18 settembre, io pago da quella data anche con il mio conto: rientra nell'asse ereditario?
3) Autocertificazione: loro dicono che se non firmano tutti gli eredi non fanno alcun rimborso. "Se gli altri eredi non vogliono firmare nulla, può comunque procedere con la sola Sua autocertificazione, assumendosene la responsabilità delle dichiarazioni": cosa vuole dire per favore? Me lo potrebbe gentilmente spiegare in maniera più chiara così da poterlo spiegare io a TIM? Nell'autocertificazione cosa devo scrivere per favore?
4) Il telefono devo tenerlo vista la zona di montagna e altri gestori non ci sono purtroppo. Ma perché nonostante le proteste TIM continua a mantenere un contratto che ha modificato senza avvertire, quindi palesemente contro legem?
5) Rimborsi: tra le somme pagate per cambio contratto, aggiunta di servizi non dovuti mai richiesti, le somme dell'indennizzo per tutti i mesi in cui hanno ritardato di riparare la linea telefonica sono bei soldini. TIM mi ha detto che tali somme non verranno mai rimborsate. Stamattina ho ricevuto una email in cui TIM mi scrive un elenco delle richieste: "Dichiarazione sostitutiva di atto notorio degli eredi dalla quale devono risultare i dati anagrafici e il codice fiscale di tutti gli eredi. Tale dichiarazione dovrà essere autenticata da un funzionario comunale ovvero da un notaio, poiché viene presentata ad una società di servizi privata; 3. Liberatoria con cui ciascun erede autorizza parte istante, in qualità di unico beneficiario, a incassare gli eventuali indennizzi/rimborsi concordati nel relativo verbale di conciliazione in nome e per conto di ciascun erede. Alla liberatoria dovranno essere allegate le copie dei documenti e del codice fiscale di ciascun erede. 4. Manleva con cui parte istante si impegna a manlevare TIM da ogni contestazione/giudizio che ciascun erede possa far valere o incardinare nei confronti della stessa TIM, rivendicando (per l'intero o in parte) le somme incassate in virtù dell'accordo di conciliazione. La possibilità di riconoscere indennizzi/rimborsi a favore dell'istante nonché erede deve essere considerata come un fatto eccezionale, poiché tutti gli uffici Postali sul territorio Italiano sono tenuti a verificare la sussistenza e la correttezza/completezza dei requisiti dell'erede (verifica dell'asse ereditario) che richiedesse l'incasso dell'assegno."
5) Può TIM non aderire alla procedura di conciliazione con il Corecom? Cosa succede se il Corecom dice che TIM ha ragione nelle sue richieste?
Attendo fiduciosa. Grazie
Silvia

Risposta ADUC
Gentile Silvia,
andiamo in ordine:

1) Bollette anomale e servizi non richiesti sono addebiti da contestare come tali, a prescindere dalla successione: TIM deve comunque storni e correzioni, perché derivano da un suo inadempimento contrattuale, non da un credito dell'asse ereditario.

2) Le somme che lei ha pagato di tasca propria dopo il 18 settembre, con il suo conto corrente, non rientrano nell'asse ereditario: sono pagamenti suoi, per un debito che nel frattempo continuava a maturare sull'utenza intestata alla madre. Il tema eredità riguarda semmai l'eventuale credito (il rimborso che TIM deve restituire ed eventuali indennizzi), non quanto lei ha versato per tenere attiva la linea.

3) L'autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, articolo 47 DPR 445/2000) è una dichiarazione che lei firma sotto la propria responsabilità penale, in cui attesta chi sono gli eredi legittimi della madre, senza bisogno che gli altri eredi la sottoscrivano insieme a lei. Nella dichiarazione indica: dati della defunta, data del decesso, l'assenza di testamento oppure gli estremi del testamento se esiste, l'elenco nominativo di tutti gli eredi con grado di parentela. Va poi autenticata da un funzionario comunale o da un notaio, come TIM stessa richiede. Il punto che TIM contesta è diverso: loro vogliono anche la firma di ciascun erede su liberatoria e manleva, non solo la sua dichiarazione. Questo è legittimo da parte loro per tutelarsi da richieste future di altri eredi, ma è una richiesta contrattuale interna di TIM, non un obbligo di legge nei suoi confronti.

4) Che TIM continui a mantenere condizioni contrattuali contestate nonostante le proteste è un inadempimento contestabile in sede di reclamo e conciliazione, e va provato con la documentazione (bollette, PEC, registrazione chiamate se possibile).

5) Se gli altri eredi non collaborano, l'ostacolo pratico resta reale: TIM, come qualunque debitore verso una pluralità di eredi, tende a pretendere garanzie per non pagare due volte. Le opzioni sono: provare a ottenere l'assenso scritto anche informale degli altri eredi (basta una email o lettera firmata, non serve andare dal notaio insieme); oppure procedere solo con la conciliazione Corecom limitandosi a richiedere gli indennizzi automatici che spettano a lei come utente/pagatore, lasciando da parte il rimborso ereditario delle bollette contestate, che può eventualmente essere richiesto in separata sede civile.

Sulla conciliazione: TIM non può rifiutarsi di partecipare alla conciliazione ConciliaWeb, è obbligatoria per legge come condizione di procedibilità. Se l'operatore non si presenta o non collabora, ciò viene registrato nel verbale ed è comunque a suo favore, perché rafforza la successiva domanda al Corecom (istanza GU14) o al giudice. Se il Corecom, all'esito della conciliazione o della definizione, dovesse dare ragione a TIM su alcuni punti, lei mantiene comunque il diritto di rivolgersi al Giudice di Pace per far valere pretese ulteriori, perché la definizione Corecom non preclude la tutela giudiziaria.

Le ricordiamo il percorso: reclamo scritto già fatto, poi il portale ConciliaWeb di AGCOM per il tentativo obbligatorio, poi se necessario istanza di definizione GU14 al Corecom entro 3 mesi dal verbale negativo, oppure causa al giudice.

Per approfondire: la nostra guida sulla nuova conciliazione civile obbligatoria e la nostra scheda sui servizi bancari e il conto corrente.
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