Cara ADUC
Lettera minatoria da studio legale tedesco: è una truffa o un vero debito
Domanda
1 ottobre 2026
Gentile Signore Starace, Le scriviamo per informarLa che abbiamo chiesto al giudice distrettuale competente un atto esecutivo per ottenere in modo automatico il pagamento di quanto ci è dovuto.
Non appena avremo ricevuto il titolo esecutivo, trasmetteremo la Sua documentazione all'ufficiale giudiziario.
L'unico modo ancora possibile per evitare tale misura è di pagare l'importo pari a EUR 180,02 immediatamente.
Vi preghiamo di assicurarvi che venga indicato il nome corretto del beneficiario del pagamento, ovvero Auer Witte Thiel, nonché il nostro numero di riferimento 36126186423. Senza l'indicazione corretta, il vostro pagamento non potrà essere assegnato, con la conseguenza che il pagamento non andrà a buon fine.
Non appena riceveremo il completo pagamento, provvederemo a chiudere la pratica dell'oggetto in questione.
Le ricordiamo che il pagamento può essere eseguito tramite bonifico bancario utilizzando le seguenti coordinate: Titolare del conto: Auer Witte Thiel, IBAN: DE82700310000001250323, BIC: BHLSDEM1XXX, Somma pagamento: EUR 180,02, Oggetto: 36126186423.
È possibile pagare comodamente online. A tal fine, cliccare sul pulsante.
Cordiali saluti, Auer Witte Thiel, Avvocati, Bayerstraße 27, D-80335 Monaco di Baviera. E-mail: [email protected], Web: www.auerwittethiel.com, Telefax: +49 89/ 59 06 83 145.
Coordinate bancarie per il bonifico SEPA: Titolare del conto: Auer Witte Thiel, IBAN: DE82700310000001250323, BIC: BHLSDEM1XXX.
Buongiorno, continuano a perseguitarmi, io non ce la faccio più, non ho fatto niente, che cosa vogliono da me con queste minacce? Avevo cancellato anche il mio account Outlook per non essere reperibile, ma nonostante un periodo di 60 giorni per l'eliminazione, provando ad accedervi per accertarmene scopro che è ancora attivo! Aiutatemi, non so cosa fare, grazie...
Giuseppe, dalla provincia di NA
Non appena avremo ricevuto il titolo esecutivo, trasmetteremo la Sua documentazione all'ufficiale giudiziario.
L'unico modo ancora possibile per evitare tale misura è di pagare l'importo pari a EUR 180,02 immediatamente.
Vi preghiamo di assicurarvi che venga indicato il nome corretto del beneficiario del pagamento, ovvero Auer Witte Thiel, nonché il nostro numero di riferimento 36126186423. Senza l'indicazione corretta, il vostro pagamento non potrà essere assegnato, con la conseguenza che il pagamento non andrà a buon fine.
Non appena riceveremo il completo pagamento, provvederemo a chiudere la pratica dell'oggetto in questione.
Le ricordiamo che il pagamento può essere eseguito tramite bonifico bancario utilizzando le seguenti coordinate: Titolare del conto: Auer Witte Thiel, IBAN: DE82700310000001250323, BIC: BHLSDEM1XXX, Somma pagamento: EUR 180,02, Oggetto: 36126186423.
È possibile pagare comodamente online. A tal fine, cliccare sul pulsante.
Cordiali saluti, Auer Witte Thiel, Avvocati, Bayerstraße 27, D-80335 Monaco di Baviera. E-mail: [email protected], Web: www.auerwittethiel.com, Telefax: +49 89/ 59 06 83 145.
Coordinate bancarie per il bonifico SEPA: Titolare del conto: Auer Witte Thiel, IBAN: DE82700310000001250323, BIC: BHLSDEM1XXX.
Buongiorno, continuano a perseguitarmi, io non ce la faccio più, non ho fatto niente, che cosa vogliono da me con queste minacce? Avevo cancellato anche il mio account Outlook per non essere reperibile, ma nonostante un periodo di 60 giorni per l'eliminazione, provando ad accedervi per accertarmene scopro che è ancora attivo! Aiutatemi, non so cosa fare, grazie...
Giuseppe, dalla provincia di NA
Risposta ADUC
Gentile Giuseppe,
Capiamo la preoccupazione, ma cerchiamo di ridimensionare la situazione perché quello che ha ricevuto non è un atto giudiziario, bensì una comunicazione di uno studio legale tedesco (Auer Witte Thiel) che opera per conto di terzi nel recupero crediti in tutta Europa, spesso su presunti debiti derivanti da servizi online, abbonamenti o piattaforme che lei potrebbe aver usato anche solo in prova. Il linguaggio usato, con riferimenti a "giudice distrettuale" e "atto esecutivo imminente", è tipico di queste lettere di sollecito e ha lo scopo di indurre un pagamento rapido per timore, ma non equivale affatto a un titolo esecutivo già ottenuto né a un pignoramento in corso.
Le conviene procedere così. Prima di tutto non paghi nulla finché non ha chiarezza sull'origine del preteso debito: le lettere di questo tipo, provenendo da studi legali esteri che agiscono per conto di società di recupero crediti, non hanno di per sé valore di titolo esecutivo in Italia. Un pignoramento vero e proprio richiede sempre un decreto ingiuntivo o una sentenza notificati ritualmente da un ufficiale giudiziario italiano, con tutti i crismi di legge: non arriva mai come semplice email o lettera con un pulsante di pagamento online.
Verifichi se in passato ha effettivamente sottoscritto un servizio, un abbonamento o una prova gratuita (spesso legata a corsi online, VPN, piattaforme di incontri o simili) che possa aver generato un addebito non pagato. Se non ricorda nulla del genere, può anche trattarsi di un tentativo generalizzato di recupero crediti basato su dati non aggiornati o su terzi che hanno usato i suoi dati.
Sulla questione dell'account Outlook non cancellato nonostante la richiesta, questo è un tema distinto e rilevante sotto il profilo privacy: se ha richiesto la cancellazione e sono trascorsi i termini previsti senza esito, può presentare reclamo al Garante Privacy. Le consigliamo di conservare tutta la documentazione (richiesta di cancellazione, riscontro).
Non risponda né paghi tramite i link presenti nella lettera. Può eventualmente scrivere un reclamo formale allo studio chiedendo la prova documentale dell'origine del credito.
Capiamo la preoccupazione, ma cerchiamo di ridimensionare la situazione perché quello che ha ricevuto non è un atto giudiziario, bensì una comunicazione di uno studio legale tedesco (Auer Witte Thiel) che opera per conto di terzi nel recupero crediti in tutta Europa, spesso su presunti debiti derivanti da servizi online, abbonamenti o piattaforme che lei potrebbe aver usato anche solo in prova. Il linguaggio usato, con riferimenti a "giudice distrettuale" e "atto esecutivo imminente", è tipico di queste lettere di sollecito e ha lo scopo di indurre un pagamento rapido per timore, ma non equivale affatto a un titolo esecutivo già ottenuto né a un pignoramento in corso.
Le conviene procedere così. Prima di tutto non paghi nulla finché non ha chiarezza sull'origine del preteso debito: le lettere di questo tipo, provenendo da studi legali esteri che agiscono per conto di società di recupero crediti, non hanno di per sé valore di titolo esecutivo in Italia. Un pignoramento vero e proprio richiede sempre un decreto ingiuntivo o una sentenza notificati ritualmente da un ufficiale giudiziario italiano, con tutti i crismi di legge: non arriva mai come semplice email o lettera con un pulsante di pagamento online.
Verifichi se in passato ha effettivamente sottoscritto un servizio, un abbonamento o una prova gratuita (spesso legata a corsi online, VPN, piattaforme di incontri o simili) che possa aver generato un addebito non pagato. Se non ricorda nulla del genere, può anche trattarsi di un tentativo generalizzato di recupero crediti basato su dati non aggiornati o su terzi che hanno usato i suoi dati.
Sulla questione dell'account Outlook non cancellato nonostante la richiesta, questo è un tema distinto e rilevante sotto il profilo privacy: se ha richiesto la cancellazione e sono trascorsi i termini previsti senza esito, può presentare reclamo al Garante Privacy. Le consigliamo di conservare tutta la documentazione (richiesta di cancellazione, riscontro).
Non risponda né paghi tramite i link presenti nella lettera. Può eventualmente scrivere un reclamo formale allo studio chiedendo la prova documentale dell'origine del credito.
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