Cara ADUC
Garanzia Stroili Oro negata
Domanda
5 aprile 2018
Salve,
mia madre (di 70 anni) ha acquistato con bancomat a dicembre 2016 una collana in oro giallo 18kt in saldo del 50% pagandola € 590. Tornata a casa va per indossarla e la collana si spezza in più punti (gancini e catena). Dopo qualche giorno si reca quindi presso il punto vendita dove ritengono di NON sostituire la collana ma di metterla in riparazione. Dopo ripetuti rimandi, a distanza di circa un mese, le consegnano la collana riparata. Nei giorni successivi mia mamma si accorge che la collana appare annerita in più parti, color argento anziché oro. Fa ritorno quindi presso il punto vendita a far presente la cosa ma le dicono di non preoccuparsi, che non si tratterebbe di un difetto, di stare tranquilla e, ingenuamente, va via. La collana viene quindi messa da mia mamma in un cassetto e verrà ripresa solo dopo alcuni mesi quando, maggio 2017, nel riprenderla si accorgerà che la stessa si è quasi completamente annerita e addirittura sgretolata in alcune parti. Contatta quindi telefonicamente il punto vendita che, nella persona del responsabile sig.ra Tiziana la quale le dice che la collana è assolutamente in garanzia, di stare tranquilla.. Una volta portata la collana presso il punto vendita, la terranno li' per circa 3 mesi nei quali abbiamo più volte sollecitato sia telefonicamente che di presenza fino alla data del 30 marzo 2018, giorno in cui, recandoci noi per l'ennesima volta nel negozio a pretendere un aggiornamento sulla vicenda, ci verrà comunicato che, sulla base delle 3 perizie eseguite sulla collana dai loro esperti, la collana è entrata in contatto con un acido (che scopriremo essere un acido utilizzato in ambito gioielleria) per cause a noi imputabili e dunque non coperte da garanzia. Alla mia richiesta di avere rilasciato qualcosa di scritto attestante questa perizia e il conseguente rifiuto della garanzia sul bene, ci viene risposto che, essendo le perizie state fatte a loro spese, non erano tenuti a rilasciarci alcunché. Chiediamo quindi l'intervento di 2 agenti di polizia locale rintracciati in zona i quali stileranno un verbale sull'accaduto raccogliendo separatamente la nostra versione dei fatti e quella della responsabile Stroili e rilasciandoci una ricevuta per il successivo eventuale consulto dell'atto da parte nostra o di un legale. Riteniamo a quel punto di non ritirare la collana dovendo altrimenti firmare per il ritiro temendo, così facendo, di accondiscendere alle loro ragioni.
Chiedo cortesemente un Vostro parere e un Vostro aiuto legale in merito alla vicenda, considerato il difetto originario della collana portata subito in riparazione e che, se così fosse, l'unico contatto plausibile con un acido utilizzato in gioielleria potrebbe essere avvenuto unicamente in fase di riparazione della collana presso i loro stessi tecnici a cui inviano i loro articoli per la riparazione.
In attesa di Vostro cortese riscontro invio i più cordiali saluti.
Ambra, da Milano (MI)
mia madre (di 70 anni) ha acquistato con bancomat a dicembre 2016 una collana in oro giallo 18kt in saldo del 50% pagandola € 590. Tornata a casa va per indossarla e la collana si spezza in più punti (gancini e catena). Dopo qualche giorno si reca quindi presso il punto vendita dove ritengono di NON sostituire la collana ma di metterla in riparazione. Dopo ripetuti rimandi, a distanza di circa un mese, le consegnano la collana riparata. Nei giorni successivi mia mamma si accorge che la collana appare annerita in più parti, color argento anziché oro. Fa ritorno quindi presso il punto vendita a far presente la cosa ma le dicono di non preoccuparsi, che non si tratterebbe di un difetto, di stare tranquilla e, ingenuamente, va via. La collana viene quindi messa da mia mamma in un cassetto e verrà ripresa solo dopo alcuni mesi quando, maggio 2017, nel riprenderla si accorgerà che la stessa si è quasi completamente annerita e addirittura sgretolata in alcune parti. Contatta quindi telefonicamente il punto vendita che, nella persona del responsabile sig.ra Tiziana la quale le dice che la collana è assolutamente in garanzia, di stare tranquilla.. Una volta portata la collana presso il punto vendita, la terranno li' per circa 3 mesi nei quali abbiamo più volte sollecitato sia telefonicamente che di presenza fino alla data del 30 marzo 2018, giorno in cui, recandoci noi per l'ennesima volta nel negozio a pretendere un aggiornamento sulla vicenda, ci verrà comunicato che, sulla base delle 3 perizie eseguite sulla collana dai loro esperti, la collana è entrata in contatto con un acido (che scopriremo essere un acido utilizzato in ambito gioielleria) per cause a noi imputabili e dunque non coperte da garanzia. Alla mia richiesta di avere rilasciato qualcosa di scritto attestante questa perizia e il conseguente rifiuto della garanzia sul bene, ci viene risposto che, essendo le perizie state fatte a loro spese, non erano tenuti a rilasciarci alcunché. Chiediamo quindi l'intervento di 2 agenti di polizia locale rintracciati in zona i quali stileranno un verbale sull'accaduto raccogliendo separatamente la nostra versione dei fatti e quella della responsabile Stroili e rilasciandoci una ricevuta per il successivo eventuale consulto dell'atto da parte nostra o di un legale. Riteniamo a quel punto di non ritirare la collana dovendo altrimenti firmare per il ritiro temendo, così facendo, di accondiscendere alle loro ragioni.
Chiedo cortesemente un Vostro parere e un Vostro aiuto legale in merito alla vicenda, considerato il difetto originario della collana portata subito in riparazione e che, se così fosse, l'unico contatto plausibile con un acido utilizzato in gioielleria potrebbe essere avvenuto unicamente in fase di riparazione della collana presso i loro stessi tecnici a cui inviano i loro articoli per la riparazione.
In attesa di Vostro cortese riscontro invio i più cordiali saluti.
Ambra, da Milano (MI)
Risposta ADUC
l'acquisto di beni da parte del consumatore per vizi o difetti tempestivamente denunciati è coperto dalla garanzia biennale del venditore. Questi è tenuto a riparare ,o sostituire il bene con un altro identico; se ciò non è possibile il consumatore ha diritto al risarcimento del danno ; questo in sintesi ciò che prevede il codice del consumo.
Pertanto Lei può richiedere al venditore il rimborso del prezzo e l'eventuale ulteriore risarcimento di danni specificati.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Per il servizio Aduc 'scrivimi una lettera':
https://www.aduc.it/info/assistenza
Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
Pertanto Lei può richiedere al venditore il rimborso del prezzo e l'eventuale ulteriore risarcimento di danni specificati.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Per il servizio Aduc 'scrivimi una lettera':
https://www.aduc.it/info/assistenza
Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
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