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Cara ADUC

Dichiarazione errata CAF per università

22 marzo 2018
Domanda 22 marzo 2018
Buongiorno. Nel 2016 ci siamo decisi di iscrivere nostra figlia all'Università di Siena, in quanto per reddito ISEE e meriti rientrava in graduatoria per una borsa di studio molto conveniente: tassa di iscrizione gratuita, borsa di
studio, rimborso parziale per affitto in caso di mancanza di posto letto e pasti gratuiti. Dopo alcuni mesi a maggio 2017 l'università ci chiama e ci avverte che l'ISEE è sbagliato e che veniva revocata la borsa di studio ed i suoi benefici, con annessa multa di euro 1407. Ma la dichiarazione ISEE è stata sbagliata dal CAF, in seguito ad un altro loro errore occorso nella trascrizione dei dati del mio mod. 730 in cui loro avevano scritto una cifra errata rispetto a quanto effettivamente menzionato nel CUD. In seguito a questo lo Stato mi ha ridato indietro soldi che non mi spettavano, che io ho prontamente restituito nel giro di pochi giorni. Lo stesso CAF ha poi dimenticato di mandare la dichiarazione dei redditi correttiva trascinando così l'errore nel 2016. All'atto della compilazione della dichiarazione ISEE risultavano ancora presso l'Agenzie delle Entrate la dichiarazione dei redditi sbagliata. Inoltre hanno commesso un ulteriore errore andando a spuntare una casella per un ulteriore sconto dello 0,20 di cui non avevo diritto. Di tutto questo ce ne siamo accorti solo a danno avvenuto, e tra l'altro lo stesso CAF convinto di aver inviato la dichiarazione correttiva del mio 730, si è accorto di non averlo fatto inviandola solo nell'ottobre del 2017, due anni dopo. Ora dopo aver fatto lettere etc, etc. nella negoziazione assistita loro vorrebbero pagare solo la multa, ma io non sono daccordo. Noi abbiamo perso più di € 6000. Che mi consigliate di fare? Grazie in anticipo
Nicola, da Latina (LT)

Risposta ADUC
Cambiano drasticamente le responsabilità cui vanno incontro i CAF e gli intermediari abilitati che presentano i modelli 730/2015, sia in modalità precompilata che ordinaria. In caso di visto infedele, infatti, tali soggetti sono chiamati non solo al versamento delle sanzioni e degli interessi ma anche - ed è questa la novità - delle maggiori imposte del contribuente. La norma ha suscitato grosse perplessità anche in relazione al fatto che occorre stipulare una polizza assicurativa con massimale di tre milioni di euro che non tutte le compagnie sono disposte a concedere.
Le nuove disposizioni (articoli 5 e 6, D.Lgs. n. 175/2014) intervengono rivoluzionando il sistema sanzionatorio, in particolar modo nei confronti dei CAF e professionisti.
Ma cosa succede se l'errore ha dato origine a una multa? In questa circostanza, sono diversi i casi in cui si può chiedere il risarcimento della multa al Caf. Gli esempi tipici che ci danno questo diritto di rivalsa possono essere errori di conteggio e di calcolo, sbagli di compilazione, erronea attribuzione di detrazioni. Per mandare avanti la richiesta, si deve mandare una raccomandata (con ricevuta di ritorno), esponendo i fatti e il danno subito, sia al Caf di riferimento che all'Agenzia delle Entrate.
Nel caso in cui il CAF non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
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