Cara ADUC
Collettore moto non omologato montato dal concessionario: rimborso possibile?
Domanda
10 settembre 2026
Buongiorno, vi avevo scritto una settimana fa ma senza aver ricevuto riscontro. Sono un sostenitore, vi ho fatto un pagamento di 25 euro solo per aver un riscontro. Ci riprovo.
Ad inizio anno ho comprato una moto BMW 1300 ADV da una concessionaria ufficiale BMW. Quando mi arrivò chiesi se fosse possibile fare qualcosa per aumentare un po' il sound della moto e loro mi proposero un collettore da cambiare modello QD Exhaust. Io chiesi subito se fosse regolare per girare su strada e quello del reparto ricambi e officina mi disse di sì. Lo feci montare e la settimana scorsa stavo facendo un giro con dei miei amici motociclisti e sono stato fermato dalla Polizia Stradale in autostrada. Credo abbiano sentito il rumore della moto all'interno di una galleria. Per farla breve, dopo aver controllato la moto erano intenzionati a procedere con il ritiro della carta di circolazione, il fermo del mezzo e la revisione presso la Motorizzazione. Fortunatamente l'amico che era con me lavora a livelli alti presso la Guardia di Finanza di Milano ed è riuscito a convincere gli agenti a chiudere un occhio, assicurando che avrei provveduto a riportare la moto nelle condizioni corrette.
Scrissi al concessionario per chiedere:
• documentazione tecnica del collettore installato;
• certificato di omologazione e relativa documentazione del costruttore;
• condizioni di garanzia del prodotto;
• eventuali dichiarazioni di conformità e ogni altro documento fornito a corredo del componente.
Chiedo inoltre una dichiarazione scritta, su carta intestata della loro società, attestante:
• che il componente installato è idoneo all'utilizzo stradale in Italia;
mi rispondono così: Lo scarico è un pezzo racing, for racing use only, non originale, montato a regola d'arte, ordinato e voluto da te per modificare sound, non vi è alcuna certificazione per queste modifiche.
Il fatto che loro non me lo avevano detto e adesso mi chiedo, prima cosa, loro possono montare un componente su una moto ufficiale BMW non omologato per uso su strada? La BMW lo concede? Ed inoltre adesso io voglio rimontare l'originale e voglio essere rimborsato della cifra. È possibile?
Gianluca, dalla provincia di BS
Ad inizio anno ho comprato una moto BMW 1300 ADV da una concessionaria ufficiale BMW. Quando mi arrivò chiesi se fosse possibile fare qualcosa per aumentare un po' il sound della moto e loro mi proposero un collettore da cambiare modello QD Exhaust. Io chiesi subito se fosse regolare per girare su strada e quello del reparto ricambi e officina mi disse di sì. Lo feci montare e la settimana scorsa stavo facendo un giro con dei miei amici motociclisti e sono stato fermato dalla Polizia Stradale in autostrada. Credo abbiano sentito il rumore della moto all'interno di una galleria. Per farla breve, dopo aver controllato la moto erano intenzionati a procedere con il ritiro della carta di circolazione, il fermo del mezzo e la revisione presso la Motorizzazione. Fortunatamente l'amico che era con me lavora a livelli alti presso la Guardia di Finanza di Milano ed è riuscito a convincere gli agenti a chiudere un occhio, assicurando che avrei provveduto a riportare la moto nelle condizioni corrette.
Scrissi al concessionario per chiedere:
• documentazione tecnica del collettore installato;
• certificato di omologazione e relativa documentazione del costruttore;
• condizioni di garanzia del prodotto;
• eventuali dichiarazioni di conformità e ogni altro documento fornito a corredo del componente.
Chiedo inoltre una dichiarazione scritta, su carta intestata della loro società, attestante:
• che il componente installato è idoneo all'utilizzo stradale in Italia;
mi rispondono così: Lo scarico è un pezzo racing, for racing use only, non originale, montato a regola d'arte, ordinato e voluto da te per modificare sound, non vi è alcuna certificazione per queste modifiche.
Il fatto che loro non me lo avevano detto e adesso mi chiedo, prima cosa, loro possono montare un componente su una moto ufficiale BMW non omologato per uso su strada? La BMW lo concede? Ed inoltre adesso io voglio rimontare l'originale e voglio essere rimborsato della cifra. È possibile?
Gianluca, dalla provincia di BS
Risposta ADUC
Gentile Gianluca,
Prima di tutto ci scusiamo per il ritardo nella risposta alla sua prima segnalazione (che non ci risulta): le confermiamo che il contributo versato non è legato a un servizio di risposta garantita entro tempi fissi, ma comprendiamo il disagio.
Veniamo al merito. Se i fatti sono andati come lei li descrive, la vicenda si colloca su due piani distinti, entrambi rilevanti.
Sul piano della sicurezza stradale, un componente non omologato per uso stradale non avrebbe dovuto essere montato senza informarla chiaramente della sua natura racing/uso pista, specie a fronte di una sua esplicita domanda preventiva sulla regolarità del componente per circolare su strada. Non esiste alcuna deroga che consenta a un rivenditore, ufficiale o meno, di installare su un mezzo omologato un componente non omologato destinandolo all'uso stradale: la casa madre non concede nulla in tal senso, ed è il singolo componente a dover essere omologato per la circolazione, non la moto in astratto. Se il personale le ha dato assicurazioni verbali contrarie al vero (idoneità all'uso stradale), questo integra un'informazione ingannevole rilevante anche ai fini della responsabilità contrattuale del venditore.
Sul piano contrattuale, lei ha diritto a chiedere la risoluzione dell'accordo relativo alla sostituzione del collettore e il rimborso di quanto pagato per il componente e per la manodopera di montaggio, oltre al riaddebito dei costi che dovrà sostenere per rimontare l'originale, qualora dimostri che il prodotto è stato consegnato senza le caratteristiche di conformità all'uso dichiarato e concordato. La risposta scritta ricevuta dal concessionario, in cui ammettono che si tratta di un pezzo racing non certificato per la strada, è un elemento probatorio importante a suo favore, specie se in origine le è stata garantita verbalmente l'idoneità stradale.
Le suggeriamo di formalizzare una diffida scritta al concessionario, con richiesta di rimborso delle spese sostenute per il collettore, il montaggio e lo smontaggio/rimontaggio dell'originale, allegando lo scambio di comunicazioni già avuto. Se il concessionario rifiuta, resta possibile agire per le vie legali ordinarie (mediazione civile obbligatoria e, se necessario, giudice competente in base al valore). Può utilizzare come traccia il nostro modulo generico per reclami e diffide.
Per approfondire: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria, la nostra scheda sulla nuova conciliazione civile obbligatoria.
Questa la nostra scheda sul Giudice di Pace: la nostra guida al Giudice di Pace
Prima di tutto ci scusiamo per il ritardo nella risposta alla sua prima segnalazione (che non ci risulta): le confermiamo che il contributo versato non è legato a un servizio di risposta garantita entro tempi fissi, ma comprendiamo il disagio.
Veniamo al merito. Se i fatti sono andati come lei li descrive, la vicenda si colloca su due piani distinti, entrambi rilevanti.
Sul piano della sicurezza stradale, un componente non omologato per uso stradale non avrebbe dovuto essere montato senza informarla chiaramente della sua natura racing/uso pista, specie a fronte di una sua esplicita domanda preventiva sulla regolarità del componente per circolare su strada. Non esiste alcuna deroga che consenta a un rivenditore, ufficiale o meno, di installare su un mezzo omologato un componente non omologato destinandolo all'uso stradale: la casa madre non concede nulla in tal senso, ed è il singolo componente a dover essere omologato per la circolazione, non la moto in astratto. Se il personale le ha dato assicurazioni verbali contrarie al vero (idoneità all'uso stradale), questo integra un'informazione ingannevole rilevante anche ai fini della responsabilità contrattuale del venditore.
Sul piano contrattuale, lei ha diritto a chiedere la risoluzione dell'accordo relativo alla sostituzione del collettore e il rimborso di quanto pagato per il componente e per la manodopera di montaggio, oltre al riaddebito dei costi che dovrà sostenere per rimontare l'originale, qualora dimostri che il prodotto è stato consegnato senza le caratteristiche di conformità all'uso dichiarato e concordato. La risposta scritta ricevuta dal concessionario, in cui ammettono che si tratta di un pezzo racing non certificato per la strada, è un elemento probatorio importante a suo favore, specie se in origine le è stata garantita verbalmente l'idoneità stradale.
Le suggeriamo di formalizzare una diffida scritta al concessionario, con richiesta di rimborso delle spese sostenute per il collettore, il montaggio e lo smontaggio/rimontaggio dell'originale, allegando lo scambio di comunicazioni già avuto. Se il concessionario rifiuta, resta possibile agire per le vie legali ordinarie (mediazione civile obbligatoria e, se necessario, giudice competente in base al valore). Può utilizzare come traccia il nostro modulo generico per reclami e diffide.
Per approfondire: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria, la nostra scheda sulla nuova conciliazione civile obbligatoria.
Questa la nostra scheda sul Giudice di Pace: la nostra guida al Giudice di Pace
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