Cara ADUC
Avvocato furbetto
Domanda
1 marzo 2018
Salve, avrei bisogno di un consiglio
Praticamente 4 anni fa ho dato mandato al mio avvocato per recuperare un credito di un cliente che non ha saldato una fattura.
Ho chiesto subito un preventivo per sapere che spesa avrei dovuto affrontare e ho provveduto subito al pagamento. L'ingiunzione è andata avanti per anni fino a che il giudice ha cercato un'accordo tra le parti dandomi come compenso dovuto solo una minima parte della fattura in questione.
Il mio avvocato mi chiede se voglio contestare e io logicamente rispondo in maniera affermativa, ma non mi ha messo al corrente che avrei dovuto affrontare un'ulteriore spesa nei suoi confronti e tanto meno non mi ha presentato un' altro preventivo.
Ora alla conclusione del dibattito che ha impiegato anche un consulente CTU, l'avvocato mi chiede un'ulteriore parcella superiore all'importo che il giudice ha concesso in mio favore. Premetto che se avessi saputo da subito dell'ulteriore spesa non sarei andato avanti con il processo.
Mi sento imbrogliato da chi invece mi doveva tutelare, come dovrei comportarmi? So che per legge avrebbe dovuto farmi un'ulteriore preventivo accettato da entrambi le parti, mi date conferma?
Renato, da Wuppertal (EE)
Praticamente 4 anni fa ho dato mandato al mio avvocato per recuperare un credito di un cliente che non ha saldato una fattura.
Ho chiesto subito un preventivo per sapere che spesa avrei dovuto affrontare e ho provveduto subito al pagamento. L'ingiunzione è andata avanti per anni fino a che il giudice ha cercato un'accordo tra le parti dandomi come compenso dovuto solo una minima parte della fattura in questione.
Il mio avvocato mi chiede se voglio contestare e io logicamente rispondo in maniera affermativa, ma non mi ha messo al corrente che avrei dovuto affrontare un'ulteriore spesa nei suoi confronti e tanto meno non mi ha presentato un' altro preventivo.
Ora alla conclusione del dibattito che ha impiegato anche un consulente CTU, l'avvocato mi chiede un'ulteriore parcella superiore all'importo che il giudice ha concesso in mio favore. Premetto che se avessi saputo da subito dell'ulteriore spesa non sarei andato avanti con il processo.
Mi sento imbrogliato da chi invece mi doveva tutelare, come dovrei comportarmi? So che per legge avrebbe dovuto farmi un'ulteriore preventivo accettato da entrambi le parti, mi date conferma?
Renato, da Wuppertal (EE)
Risposta ADUC
Dal 29 agosto 2017 torna ad essere obbligatorio per gli avvocati (e per tutti professionisti in genere) il preventivo scritto al momento del conferimento dell'incarico.
E' questa una delle novità di maggiore interesse previste dalla Legge 4 agosto 2017, n. 124 (“Legge annuale per il mercato e la concorrenza”), che entra in vigore appunto il 29 agosto.
Ricordiamo che il decreto-legge 4 gennaio 2012, n. 1, aveva introdotto l'obbligo del preventivo per i tutti i professionisti; per gli avvocati era poi intervenuta la Legge 31 dicembre 2012, n. 247 (“Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”) a limitare l'obbligo del preventivo ai soli casi di "richiesta" da parte del cliente (art. 13, comma 5).
Con l'eliminazione dell'inciso "a richiesta" dal testo della legge sull'ordinamento forense, per gli avvocati il preventivo scritto diventa obbligatorio sempre.
L'avvocato dovrà quindi "comunicare in forma scritta a colui che conferisce l'incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale".
Quindi, poichè fino al 2017 non vi era obbligo di fare il preventivo da parte dell'avvocato, nulla Lei potrà eccepire su ciò se l'incarico era precedente.
La liquidazione del giudice va rispettata da tutte le parti ed equivale a ciò che il soccombente dovrà pagare per rimborso di spese legali.
la parcella del suo avvocato deve essere rapportata al valore della domanda, quando questo non sia palesemente incongruo rispetto al valore deciso dal giudice. (Cfr. DM 55/2014 art. 5 1à e 2° comma contenente le tariffe). Per ulteriori ragguagli può chiedere info al l'Ordine degli avvocati, per una revisione della parcella.
E' questa una delle novità di maggiore interesse previste dalla Legge 4 agosto 2017, n. 124 (“Legge annuale per il mercato e la concorrenza”), che entra in vigore appunto il 29 agosto.
Ricordiamo che il decreto-legge 4 gennaio 2012, n. 1, aveva introdotto l'obbligo del preventivo per i tutti i professionisti; per gli avvocati era poi intervenuta la Legge 31 dicembre 2012, n. 247 (“Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”) a limitare l'obbligo del preventivo ai soli casi di "richiesta" da parte del cliente (art. 13, comma 5).
Con l'eliminazione dell'inciso "a richiesta" dal testo della legge sull'ordinamento forense, per gli avvocati il preventivo scritto diventa obbligatorio sempre.
L'avvocato dovrà quindi "comunicare in forma scritta a colui che conferisce l'incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale".
Quindi, poichè fino al 2017 non vi era obbligo di fare il preventivo da parte dell'avvocato, nulla Lei potrà eccepire su ciò se l'incarico era precedente.
La liquidazione del giudice va rispettata da tutte le parti ed equivale a ciò che il soccombente dovrà pagare per rimborso di spese legali.
la parcella del suo avvocato deve essere rapportata al valore della domanda, quando questo non sia palesemente incongruo rispetto al valore deciso dal giudice. (Cfr. DM 55/2014 art. 5 1à e 2° comma contenente le tariffe). Per ulteriori ragguagli può chiedere info al l'Ordine degli avvocati, per una revisione della parcella.
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