Cara ADUC
avvisi di accertamento tassa rifiuti
Domanda
17 febbraio 2021
Gentile Aduc, sono unico proprietario di un immobile dal 2012 dove abito con moglie e figli. Ho sempre puntualmente pagato la TARSU/TARES/TARI indicando nell’F24 il mio codice fiscale. Nel 2014 mia moglie riceve una semplice lettera (no raccomandata) dal comune di Palermo: viene invitata ad effettuare il pagamento della TARES 2013 in quanto dalle loro verifiche la tassa risulta non pagata. Come da istruzioni, mia moglie invia un’e-mail allegando le prove del pagamento effettuato a mio nome. Negli anni successivi, il comune continua ad inviare semplici lettere a mia moglie comunicando che il pagamento non risulta effettuato, lettere alle quali provvediamo sempre a rispondere tramite e-mail ma anche PEC e allegando le quietanze di pagamento. Facciamo sempre presente che la tassa è stata pagata a nome del proprietario dell’immobile e chiediamo l’aggiornamento dei loro sistemi. A fine 2019 mia moglie riceve una raccomandata con un avviso di accertamento TARI 2014. È la prova che il comune ha ignorato le nostre comunicazioni precedenti, sebbene fatte anche con PEC ai loro indirizzi istituzionali. Le istruzioni contenute danno la possibilità di presentare istanza tramite i servizi online del comune, ma specificano anche che l’istanza non interrompe le eventuali azioni di recupero forzoso. Presentiamo pertanto istanza, a nome di mia moglie, usando i servizi online. Ad oggi, ad oltre un anno, l’istanza risulta ancora nello stato di “presentata”. Tutto tace sino a fine 2020, quando arrivano ben 5 raccomandate sempre indirizzate a mia moglie con altrettanti avvisi di accertamento (TARI dal 2015 al 2019). Inseriamo pertanto altrettante istanze di annullamento sul portale dei servizi online del comune. Non mi sorprendo che gli impiegati/funzionari/dirigenti del comune non abbiano né le capacità tecnico-informatiche né le competenze per verificare, prima dell’invio dell’atto di accertamento, se la tassa sia stata pagata da altro familiare. Temo tuttavia che tali inefficienze possano tramutarsi in ulteriori atti, es. pignoramenti dei conti correnti, nei confronti di mia moglie. Cosa fare per tutelarsi? Sul sito del comune ho cercato la PEC per i reclami ma ho solo trovato una casella dell’URP dedicata ai suggerimenti. Posso inoltrare periodicamente, e sino a quando non archivieranno i procedimenti, PEC dove sollecito la lavorazione delle istanze presentate? Posso inoltre far presente che il numero di raccomandate ricevute e/o eventuali ulteriori loro comunicazioni o provvedimenti potrebbero considerarsi forme di accanimento o persecuzione e pertanto verrebbero trattate come tali nelle forme e modalità più opportune al fine della mia tutela? Scusatemi, ma aver sempre pagato con puntualità e vedersi recapitare ben 6 atti di accertamento è davvero sconcertante. Potrei iniziare a pagare le prossime scadenze a nome di mia moglie, ma sono quasi certo che arriverebbero poi gli avvisi di accertamento a nome mio! Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
Antonio, dalla provincia di PA
Antonio, dalla provincia di PA
Risposta ADUC
è evidente che l'inefficienza del Comune grava sulla considerazione delle sue istanze e continuare potrebbe essere un inutile procrastinarsi del problema. Per cui crediamo sia il caso, oltre a richiedere bonariamente l'annullamento, di fare ricorso alla commissione provinciale tributaria (purtroppo per i soli atti ricevuti da non piu' di 60 giorni): http://sosonline.aduc.it/scheda/commissione+provinciale+tributaria+giudice_11217.php
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