Cara ADUC
vendita ingannevole
Domanda
6 febbraio 2018
Il giorno 31.1.2018 mi ha fatto visita un incaricato della Ditta MG via Brescia, 26 35030 Rubano (PD) per consegnarmi dei codici relativi agli sconti a mio nome. In tale occasione ho capito di essere obbligata ad effettuare presso la Stessa un acquisto di 2.990, 00 + IVA.
Desidero esprimere alcune perplessità che riporterò, più brevemente possibile, qui di seguito.
Il mese di settembre sono stata ripetutamente contattata al telefono per la consegna di un catalogo di articoli di vendita, perché ero stata fortunatamente estratta in questa zona. Dopo molte insistenze una signora mi ha telefonato dicendomi che aveva il catalogo pertanto mi chiedeva di potermelo consegnare, avendo numerose cose da fare ci siamo incontrate in strada, dove mi è stato consegnato il catalogo con l’assicurazione che non avrei avuto alcun obbligo di acquisto, poi mi è stata posta una carta precompilata da firmare, dicendo “per ricevuta” come di fa per i pacchi postali. Prima di apporre la firma ho chiesto ripetutamente se avessi dovuto acquistare qualcosa e mi è stato risposto che non avevo alcun obbligo, ha anche aggiunto che per fare eventuali acquisti avevo tempo 5 anni per usufruire degli sconti, così ho siglato il foglio. Devo dire di non aver dato importanza né al catalogo né al foglio che mi è stato lasciato come copia. Poi io ho dovuto partire e la cosa è rimasta là. Sono stata contattata in seguito per la consegna dei codici che davano diritto agli sconti, in quell’occasione ho addotto che non ero interessata ad alcun acquisto, tuttavia mi è stato risposto che i codici dovevano essere consegnati. Quando il signor P è venuto a trovarmi mi ha messo davanti all’obbligo di dover fare una spesa, per me onerosa, (sono pensionata) pure in un tempo dilazionato ma solo per un settore del catalogo che contiene articoli quali mobili, lenzuola, piatti, che già posseggo e di cui non ho bisogno, per tanto ho rifiutato i codici di acquisto. Sottolineo che articoli in vendita hanno prezzi veramente elevati e non di poco. Avendo rifiutato il Sig. P mi ha avvertito che sarei stata contattata dal loro ufficio legale. Ora è evidente che ci sono stati degli errori da parte mia: disattenzione, superficialità, buonafede (perché ho ritenuto di aver siglato la consegna del catalogo) e ciò non mi favorisce. Faccio però presente che le condizioni in cui è stato siglato questo contratto sono state ingannevoli, mi è stato più volte sottolineato che non avevo alcun obbligo (era solo un’opportunità), si è trattato di un incontro di pochi minuti, non mi è stato detto che avevo 14 giorni di tempo per recedere, né che dovevo fare un acquisto di almeno 2990,00+ IVA in 5 anni (già questo avrebbe determinato il mio rifiuto).
Allego alla presente copia del contratto.
Gradirei un consiglio su cosa fare. Cordiali saluti
Anna, da Muggia (TS)
Desidero esprimere alcune perplessità che riporterò, più brevemente possibile, qui di seguito.
Il mese di settembre sono stata ripetutamente contattata al telefono per la consegna di un catalogo di articoli di vendita, perché ero stata fortunatamente estratta in questa zona. Dopo molte insistenze una signora mi ha telefonato dicendomi che aveva il catalogo pertanto mi chiedeva di potermelo consegnare, avendo numerose cose da fare ci siamo incontrate in strada, dove mi è stato consegnato il catalogo con l’assicurazione che non avrei avuto alcun obbligo di acquisto, poi mi è stata posta una carta precompilata da firmare, dicendo “per ricevuta” come di fa per i pacchi postali. Prima di apporre la firma ho chiesto ripetutamente se avessi dovuto acquistare qualcosa e mi è stato risposto che non avevo alcun obbligo, ha anche aggiunto che per fare eventuali acquisti avevo tempo 5 anni per usufruire degli sconti, così ho siglato il foglio. Devo dire di non aver dato importanza né al catalogo né al foglio che mi è stato lasciato come copia. Poi io ho dovuto partire e la cosa è rimasta là. Sono stata contattata in seguito per la consegna dei codici che davano diritto agli sconti, in quell’occasione ho addotto che non ero interessata ad alcun acquisto, tuttavia mi è stato risposto che i codici dovevano essere consegnati. Quando il signor P è venuto a trovarmi mi ha messo davanti all’obbligo di dover fare una spesa, per me onerosa, (sono pensionata) pure in un tempo dilazionato ma solo per un settore del catalogo che contiene articoli quali mobili, lenzuola, piatti, che già posseggo e di cui non ho bisogno, per tanto ho rifiutato i codici di acquisto. Sottolineo che articoli in vendita hanno prezzi veramente elevati e non di poco. Avendo rifiutato il Sig. P mi ha avvertito che sarei stata contattata dal loro ufficio legale. Ora è evidente che ci sono stati degli errori da parte mia: disattenzione, superficialità, buonafede (perché ho ritenuto di aver siglato la consegna del catalogo) e ciò non mi favorisce. Faccio però presente che le condizioni in cui è stato siglato questo contratto sono state ingannevoli, mi è stato più volte sottolineato che non avevo alcun obbligo (era solo un’opportunità), si è trattato di un incontro di pochi minuti, non mi è stato detto che avevo 14 giorni di tempo per recedere, né che dovevo fare un acquisto di almeno 2990,00+ IVA in 5 anni (già questo avrebbe determinato il mio rifiuto).
Allego alla presente copia del contratto.
Gradirei un consiglio su cosa fare. Cordiali saluti
Anna, da Muggia (TS)
Risposta ADUC
quello che lei ha firmato non è un semplice foglio ma un contratto di vendita fuori degli esercizi commerciali, con tutte le pattuizioni contenute.
Circa il diritto di recesso, trattandosi di una clausola vessatoria, la giurisprudenza ritiene che nono è sufficiente il richiamo numerico, ma occorre la conoscenza e la firma di ogni clausola dell'utente.
Quindi lei può opporre alla società la invalidità del contratto sui termini del recesso, che intende esercitare a pieno titolo.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
Non abbiamo sedi in zona Trieste.
Circa il diritto di recesso, trattandosi di una clausola vessatoria, la giurisprudenza ritiene che nono è sufficiente il richiamo numerico, ma occorre la conoscenza e la firma di ogni clausola dell'utente.
Quindi lei può opporre alla società la invalidità del contratto sui termini del recesso, che intende esercitare a pieno titolo.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
Non abbiamo sedi in zona Trieste.
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