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Cara ADUC

Trasferimento diretto disabile 100% da regione Emilia Romagna ad altra regione

26 agosto 2017
Domanda 26 agosto 2017
Buongiorno, sono la sorella di Alessandro, ragazzo di 32 anni, disabile al 100% dalla nascita. Per motivi di salute, mia madre, residente assieme a mio fratello in Emilia Romagna, si trasferirà in Piemonte, nella provincia di Torino, dove vivo. Alessandro attualmente risiede in un'ottima struttura a Ferrara, vorremmo richiedere il trasferimento diretto in analoga struttura nella provincia di Torino. Ma "naturalmente" l'assistente sociale di Ferrara ci nega questa opportunità, dicendo a mia madre, che la soluzione è non trasferirsi! Il 5 settembre, mia madre, unico tutore legale di mio fratello, dovrà sostenere un delicato intervento e solo la biopsia ci dirà cosa ci aspetta. Come famiglia non possiamo permetterci di pagare una struttura privata per ospitare mio fratello, tanto meno possiamo pensare di farlo vivere in casa,senza le adeguate strumentazioni (sollevatore ecc) dato che, ad esempio, solo per sollevarlo dal letto o dalla sedia a rotelle, ci vogliono due operatori (ciò avviene nella struttura in cui risiede attualmente). Non sappiamo cosa fare, temiamo di rimanere sole nella difficoltà e soprattutto, abbiamo paura che tutto questo possa recare sofferenza ad Alessandro, abituato a vedere quotidianamente mia madre pur non vivendo più sotto il suo stesso tetto. Gli assistenti sociali della mia zona, ci prospettano tempi di attesa biblici, che non tengono in considerazione l'effettiva gravità del caso. In nessun pubblico ufficio e con nessun assistente sociale, con i quali io o mia madre si abbia avuto modo di parlare, i diritti di mio fratello sono stati messi in primo piano. Abbiamo bisogno di capire se c'è un modo per ottenere un riconoscimento del diritto di mio fratello ad essere trasferito, per poter seguire mia madre e per poter io stessa prendermi cura di lui in qualità di sua tutrice legale per successione, nella sfortunata eventualità che a mia madre, possa capitare qualcosa.
Grazie per l'ascolto anticipatamente.
Monica, da Leini (TO)

Risposta ADUC
la questione è complessa, ma riteniamo che sia diritto di suo fratello ottenere il passaggio ad altra regione italiana, per il tramite dell'asl e del comune di origine (che continueranno ad essere onerati dei costi di ricovero secondo la normativa del "domicilio di si soccorso"). Occorre che si faccia assistere da un legale di sua fiducia esperto del caso (in Piemonte vi sono associazioni - ed i rispettivi legali- che si sono occupati della materia, in Emilia Romagna non sappiamo). La prima cosa da fare è, reperita la struttura convenzionata con l'Asl del Piemonte, disponibile ed idonea ad accogliere in quota convenzionata vostro fratello, scrivere una raccomandata alle istituzioni competenti chiedendo il passaggio degli emolumenti economici ad altra struttura. In caso di diniego, non le rimane che un ricorso giudiziale.
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