Cara ADUC
RSA accreditata Lombardia: può chiedere ISEE e fideiussione ai figli?
Domanda
6 ottobre 2026
Buongiorno.
Vi contatto a seguito di ricerche su internet dove ho trovato il vostro contatto per ricevere informazioni.
Ho presentato varie domande in più RSA per mia mamma affetta da Alzheimer e in una, Golgi Redaelli Abbiategrasso accreditata SSN, mi stanno chiedendo il 730 sia di mia mamma che dei due figli non conviventi; ho risposto che intendo solo presentare l'Isee sociosanitario residenziale che devo richiedere al Caf.
Questa mattina a seguito di questa mia risposta mi hanno specificato che al momento della firma del contratto anche noi figli firmeremo come garanti della retta.
A quanto capito questo non è legalmente corretto ma insistono nel dire che è scritto nel contratto.
Volevo sapere se è effettivamente così o se non è corretto come mi devo comportare per evitare che "cestinino" la domanda di ingresso di mia mamma.
Inoltre sono tenuta a consegnare 730 e isee?
Vi ringrazio in anticipo e porgo cordiali saluti.
Laura, dalla provincia di MI
Vi contatto a seguito di ricerche su internet dove ho trovato il vostro contatto per ricevere informazioni.
Ho presentato varie domande in più RSA per mia mamma affetta da Alzheimer e in una, Golgi Redaelli Abbiategrasso accreditata SSN, mi stanno chiedendo il 730 sia di mia mamma che dei due figli non conviventi; ho risposto che intendo solo presentare l'Isee sociosanitario residenziale che devo richiedere al Caf.
Questa mattina a seguito di questa mia risposta mi hanno specificato che al momento della firma del contratto anche noi figli firmeremo come garanti della retta.
A quanto capito questo non è legalmente corretto ma insistono nel dire che è scritto nel contratto.
Volevo sapere se è effettivamente così o se non è corretto come mi devo comportare per evitare che "cestinino" la domanda di ingresso di mia mamma.
Inoltre sono tenuta a consegnare 730 e isee?
Vi ringrazio in anticipo e porgo cordiali saluti.
Laura, dalla provincia di MI
Risposta ADUC
Gentile Laura,
Proviamo a distinguere i due profili che lei pone, perché sono diversi tra loro.
Sul piano della documentazione reddituale: per l'accesso a una RSA accreditata, ai fini della compartecipazione alla retta, l'ISEE richiesto è quello sociosanitario (nella versione per prestazioni residenziali), che la struttura ha titolo a richiedere in base alla normativa regionale lombarda sulle unità d'offerta sociosanitarie. L'ISEE sociosanitario, a differenza di quello ordinario, può includere i redditi dei figli anche non conviventi se la DSU viene presentata in forma "ristretta" solo con il beneficiario, proprio perché la normativa prevede meccanismi di corresponsabilità economica dei familiari tenuti agli alimenti nell'ambito delle prestazioni sociosanitarie. La richiesta del 730 come documento a sé, oltre o in sostituzione dell'ISEE, non ha invece un fondamento altrettanto solido: l'ISEE è il documento che la normativa individua come strumento di attestazione della situazione reddituale e patrimoniale ai fini dell'accesso alle prestazioni agevolate, e le chiediamo di verificare con il CAF se l'ISEE sociosanitario che lei si appresta a richiedere assorbe già le informazioni reddituali necessarie, rendendo superflua la consegna del 730 a parte.
Sul tema della fideiussione dei figli: qui il discorso è diverso e più delicato. Si tratta di una clausola contrattuale, non di un obbligo di legge: nessuna norma impone ai figli di garantire personalmente il pagamento della retta della RSA. Se la struttura inserisce questa clausola nel contratto di ingresso, lo fa in base all'autonomia contrattuale, e lei è libera di sottoscriverla o meno; un eventuale rifiuto a firmare come garante non equivale di per sé a rinunciare alla domanda di ammissione, ma la struttura potrebbe effettivamente condizionare l'accoglimento della domanda alla sottoscrizione della fideiussione, se il contratto è strutturato in questo modo. Le consigliamo di farsi mostrare per iscritto la clausola contrattuale specifica prima della firma e di valutare, con un legale, la portata e le conseguenze di un'eventuale fideiussione prima di sottoscriverla, trattandosi di un impegno patrimoniale personale che può avere conseguenze rilevanti nel tempo. Se non dovessero ammettere la paziente al suo rifiuto di offrire garanzia, e si trovasse a "dover coattivamente firmare" potrà valutare l'inciso che scrive a mano: "con riserva di valutazione anche giudiziale della legalità dell'atto di impegno richiesto".
Le ricordiamo che per queste problematiche relative a rette e contratti RSA può consultare anche la nostra scheda dedicata a rette e contratti RSA.
Proviamo a distinguere i due profili che lei pone, perché sono diversi tra loro.
Sul piano della documentazione reddituale: per l'accesso a una RSA accreditata, ai fini della compartecipazione alla retta, l'ISEE richiesto è quello sociosanitario (nella versione per prestazioni residenziali), che la struttura ha titolo a richiedere in base alla normativa regionale lombarda sulle unità d'offerta sociosanitarie. L'ISEE sociosanitario, a differenza di quello ordinario, può includere i redditi dei figli anche non conviventi se la DSU viene presentata in forma "ristretta" solo con il beneficiario, proprio perché la normativa prevede meccanismi di corresponsabilità economica dei familiari tenuti agli alimenti nell'ambito delle prestazioni sociosanitarie. La richiesta del 730 come documento a sé, oltre o in sostituzione dell'ISEE, non ha invece un fondamento altrettanto solido: l'ISEE è il documento che la normativa individua come strumento di attestazione della situazione reddituale e patrimoniale ai fini dell'accesso alle prestazioni agevolate, e le chiediamo di verificare con il CAF se l'ISEE sociosanitario che lei si appresta a richiedere assorbe già le informazioni reddituali necessarie, rendendo superflua la consegna del 730 a parte.
Sul tema della fideiussione dei figli: qui il discorso è diverso e più delicato. Si tratta di una clausola contrattuale, non di un obbligo di legge: nessuna norma impone ai figli di garantire personalmente il pagamento della retta della RSA. Se la struttura inserisce questa clausola nel contratto di ingresso, lo fa in base all'autonomia contrattuale, e lei è libera di sottoscriverla o meno; un eventuale rifiuto a firmare come garante non equivale di per sé a rinunciare alla domanda di ammissione, ma la struttura potrebbe effettivamente condizionare l'accoglimento della domanda alla sottoscrizione della fideiussione, se il contratto è strutturato in questo modo. Le consigliamo di farsi mostrare per iscritto la clausola contrattuale specifica prima della firma e di valutare, con un legale, la portata e le conseguenze di un'eventuale fideiussione prima di sottoscriverla, trattandosi di un impegno patrimoniale personale che può avere conseguenze rilevanti nel tempo. Se non dovessero ammettere la paziente al suo rifiuto di offrire garanzia, e si trovasse a "dover coattivamente firmare" potrà valutare l'inciso che scrive a mano: "con riserva di valutazione anche giudiziale della legalità dell'atto di impegno richiesto".
Le ricordiamo che per queste problematiche relative a rette e contratti RSA può consultare anche la nostra scheda dedicata a rette e contratti RSA.
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