Cara ADUC
Successione libretto postale
Domanda
20 marzo 2018
Madre di tre figli, dopo la morte del marito, apre un libretto postale nominativo cointestato alla stessa ed a due dei tre figli. Negli anni
successivi autorizza con delega ad operare sul libretto stesso la terza figlia. Venuta a mancare la madre il libretto cade in successione per la quota di 1/2 dell'importo complessivo, in quanto il commercialista sostiene che la rimanente quota spetta ai due figli cointestatari e che la delega a suo tempo concessa alla figlia viene cessare al momento del decesso della mamma. Sia la figlia (gia' delegata) che uno dei due figli cointestatari sostengono che tutta la somma iscritta su tale libretto è frutto esclusivo del de cuius, alimentato da pensione propria e di reversibilità, oltre alla rimanenza del risparmio presente dopo la morte del marito del de cuius. Sostengono inoltre che nessuno dei due figli cointestatari ha mai versato fondi propri su tale libretto e che pertanto l'intera somma dovrebbe cadere in successione per poi ripartirla equamente fra gli eredi. In sostanza due dei tre eredi sono del parere di dividere equamente l'intera somma fra i tre fratelli.Oltre alla fattibilità di tale ripartizione, a chi spetterebbe eventualmente l'onere della prova che l'intera somma iscritta sul libretto postale era unicamente
ascrivibile al de cuius? Inoltre, la cointestazione con due dei tre figli, escludendo la terza figlia, non potrebbe essere considerata una donazione?
Grazie per la consulenza. Cordiali saluti.
Gianfranco, da Saluggia (VC)
successivi autorizza con delega ad operare sul libretto stesso la terza figlia. Venuta a mancare la madre il libretto cade in successione per la quota di 1/2 dell'importo complessivo, in quanto il commercialista sostiene che la rimanente quota spetta ai due figli cointestatari e che la delega a suo tempo concessa alla figlia viene cessare al momento del decesso della mamma. Sia la figlia (gia' delegata) che uno dei due figli cointestatari sostengono che tutta la somma iscritta su tale libretto è frutto esclusivo del de cuius, alimentato da pensione propria e di reversibilità, oltre alla rimanenza del risparmio presente dopo la morte del marito del de cuius. Sostengono inoltre che nessuno dei due figli cointestatari ha mai versato fondi propri su tale libretto e che pertanto l'intera somma dovrebbe cadere in successione per poi ripartirla equamente fra gli eredi. In sostanza due dei tre eredi sono del parere di dividere equamente l'intera somma fra i tre fratelli.Oltre alla fattibilità di tale ripartizione, a chi spetterebbe eventualmente l'onere della prova che l'intera somma iscritta sul libretto postale era unicamente
ascrivibile al de cuius? Inoltre, la cointestazione con due dei tre figli, escludendo la terza figlia, non potrebbe essere considerata una donazione?
Grazie per la consulenza. Cordiali saluti.
Gianfranco, da Saluggia (VC)
Risposta ADUC
ha ragione in parte il commercialista. Il libretto postale era di proprietà della madre e dei suoi due figli in parti uguali, ossia per un terzo ; morta la madre, i due terzi sono di proprietà degli altri due cointestatari e cade in successione il terzo rimanente.
Ai fini della cointestazione del libretto non ha rilevanza il motivo o la provenienza dei fondi. Per sostenere la donazione (indiretta) occorre provare, da parte di chi vi ha interesse, l'animus donandi del de cuius a favore di alcuni figli con esclusione di altri, oltre la mancanza di versamenti da parte dei cointestatari. In tale eventualità i due terzi del libretto cadono in "collazione", istituto della successione ereditaria.
La delega alla figlia ad operare sul libretto viene a cessare con la morte della delegante.
Ai fini della cointestazione del libretto non ha rilevanza il motivo o la provenienza dei fondi. Per sostenere la donazione (indiretta) occorre provare, da parte di chi vi ha interesse, l'animus donandi del de cuius a favore di alcuni figli con esclusione di altri, oltre la mancanza di versamenti da parte dei cointestatari. In tale eventualità i due terzi del libretto cadono in "collazione", istituto della successione ereditaria.
La delega alla figlia ad operare sul libretto viene a cessare con la morte della delegante.
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