Cara ADUC
Spese di chiusura TIM
Domanda
22 marzo 2018
Salve gent.mi di ADUC siccome sono in procinto di chiudere un contratto telefonico che ho con la TIM vi chiedo di sapere se le spese di chiusura del contratto per il (telefono fisso) di 35 € che la TIM chiede bisogna pagarle. Perchè ho sentito dire che trattasi di altro furto che in questo caso le compagnie telefoniche fanno ai cittadini peraltro indifesi. Un mio conoscente a compilato un bollettino postale in bianco escludendo tale importo e pagando solo la differenza, e sempre a suo dire sembra che gli sia andato bene. Secondo voi è una cosa che si potrebbe tentare, oppure si corre il rischio di ricevere una cartella per il recupero crediti? Vi ringrazio per la vostra eventuale risposta in merito. Un cordiale saluto
Giorgio, da Fano (PU)
Giorgio, da Fano (PU)
Risposta ADUC
RECESSO ANTICIPATO E PENALI
La legge Bersani del 2007 ha abolito le "penali" per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay-tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
Quindi può respingere la richiesta per iscritto, pec, fax o rac.ta a/r.
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
La legge Bersani del 2007 ha abolito le "penali" per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay-tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
Quindi può respingere la richiesta per iscritto, pec, fax o rac.ta a/r.
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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