Cara ADUC
Rumori notturni da portone del condominio vicino: cosa fare
Domanda
24 agosto 2026
Il portone del condominio attaccato a quello dove vivo io è malfunzionante (la molla idraulica dev'essere rotta), per cui le ante di legno (molto alte e pesanti) quando si chiudono sbattono fortissimo, generando rumore e tonfi che mi svegliano di continuo per tutta la notte (c'è un grosso viavai a tutte le ore, ma il fastidio è intollerabile dalle 22.00 alle 6.00). Ho fatto delle registrazioni che dimostrano il rumore intollerabile. Ho scritto una pec all'amministratore che non ha provveduto alla sistemazione.
Federica, dalla provincia di FI
Federica, dalla provincia di FI
Risposta ADUC
Gentile Federica,
Il problema che descrive rientra a pieno titolo nelle immissioni rumorose moleste, disciplinate dal codice civile (limite della normale tollerabilità) e, nei casi più gravi, anche penalmente rilevanti se il rumore supera la soglia che disturba le occupazioni o il riposo di più persone.
Il fatto che il portone rumoroso appartenga al condominio confinante, e non al suo, non cambia la sostanza: se il disturbo la raggiunge concretamente nella sua unità abitativa, lei ha comunque titolo per agire, semplicemente la controparte non sarà il suo amministratore ma l'amministratore (o i condomini) dell'edificio dove si trova il portone malfunzionante.
Le registrazioni che ha già raccolto sono un buon punto di partenza, ma tenga presente che in caso di contenzioso il mezzo di prova più solido è una perizia fonometrica eseguita da un tecnico competente, che misuri lo scarto tra rumore di fondo e rumore di picco nelle fasce orarie notturne: è quello che un giudice richiede tipicamente per accertare il superamento della normale tollerabilità.
Sul piano operativo le consigliamo innanzitutto di inviare una diffida formale scritta, questa volta indirizzata all'amministratore del condominio dove si trova il portone (non al suo amministratore, salvo che non sia lo stesso), con raccomandata A/R o PEC se l'amministratore ne ha una, intimando la riparazione della molla idraulica entro un termine congruo e riservandosi ogni azione. Se anche questa seconda diffida rimanesse senza esito, la strada successiva è la mediazione civile obbligatoria, che è condizione necessaria prima di poter adire il giudice in materia di immissioni: si attiva presso un organismo di mediazione e ha durata massima di 3 mesi. Se la mediazione fallisce, potrà rivolgersi al giudice competente per ottenere sia la cessazione delle immissioni sia l'eventuale risarcimento del disagio subito, supportato dalla perizia fonometrica.
Può trovare il modulo per la diffida nella sezione affitti/immobili del nostro generatore moduli.
Per approfondire: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria e il nostro approfondimento sulla nuova conciliazione civile obbligatoria
Il problema che descrive rientra a pieno titolo nelle immissioni rumorose moleste, disciplinate dal codice civile (limite della normale tollerabilità) e, nei casi più gravi, anche penalmente rilevanti se il rumore supera la soglia che disturba le occupazioni o il riposo di più persone.
Il fatto che il portone rumoroso appartenga al condominio confinante, e non al suo, non cambia la sostanza: se il disturbo la raggiunge concretamente nella sua unità abitativa, lei ha comunque titolo per agire, semplicemente la controparte non sarà il suo amministratore ma l'amministratore (o i condomini) dell'edificio dove si trova il portone malfunzionante.
Le registrazioni che ha già raccolto sono un buon punto di partenza, ma tenga presente che in caso di contenzioso il mezzo di prova più solido è una perizia fonometrica eseguita da un tecnico competente, che misuri lo scarto tra rumore di fondo e rumore di picco nelle fasce orarie notturne: è quello che un giudice richiede tipicamente per accertare il superamento della normale tollerabilità.
Sul piano operativo le consigliamo innanzitutto di inviare una diffida formale scritta, questa volta indirizzata all'amministratore del condominio dove si trova il portone (non al suo amministratore, salvo che non sia lo stesso), con raccomandata A/R o PEC se l'amministratore ne ha una, intimando la riparazione della molla idraulica entro un termine congruo e riservandosi ogni azione. Se anche questa seconda diffida rimanesse senza esito, la strada successiva è la mediazione civile obbligatoria, che è condizione necessaria prima di poter adire il giudice in materia di immissioni: si attiva presso un organismo di mediazione e ha durata massima di 3 mesi. Se la mediazione fallisce, potrà rivolgersi al giudice competente per ottenere sia la cessazione delle immissioni sia l'eventuale risarcimento del disagio subito, supportato dalla perizia fonometrica.
Può trovare il modulo per la diffida nella sezione affitti/immobili del nostro generatore moduli.
Per approfondire: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria e il nostro approfondimento sulla nuova conciliazione civile obbligatoria
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