Cara ADUC
Richieste invalidità e rsa
Domanda
25 agosto 2017
Gentili Signori,
ho delle domande da rivolgervi riguardo la condizione di mio padre, dichiarato invalido al 100% da più di sei anni. Vi illustro in breve la situazione.
Dieci anni fa mio padre ha avuto una emorragia cerebrale ed ha subito un ricovero di circa 4 mesi tra ospedale e degenza per la riabilitazione; successivamente ha continuato le cure e le terapie da casa riprendendosi in maniera insperabile rispetto alle aspettative, anche se le sue facoltà cognitive non erano più le stesse. Inizialmente abbiamo rinunciato a fare la domanda di invalidità, ma poi vedendo qualche peggioramento abbiamo deciso di farla ottenendo quella fino al 99% e facendo l'aggravamento due anni dopo. Nel frattempo mio padre ha subito altri incidenti, come la rottura del femore ed un piccolo infarto che hanno comportato operazioni e di conseguenza anestesie e riabilitazioni; il suo stato generale ne ha logicamente risentito, ma abbiamo continuato a tenerlo in casa cercando di seguirlo come meglio si poteva. Mio padre però ha continuato a peggiorare e negli ultimi tre anni questi peggioramenti sono stati notevoli (tutti sul piano cognitivo e della memoria); durante quest'estate poi c'è stato un peggioramento molto forte ed attualmente mio padre risulta completamente disorientato nel tempo e nello spazio, non riconoscendo nessuno dei familiari, anche se brutto dirlo, è praticamente un vegetale al quale è rimasta la funzione di alzarsi dal letto e mangiare. Per il resto ha bisogno di continua assistenza.
A giugno ci siamo rivolti all'assistenza sociale, ma dai colloqui fatti ci han fatto capire che mio padre ha poche speranze di ottenere un ricovero in RSA in quanto ha un reddito alto, una casa di proprietà e persone che lo seguono.
Ora io mi chiedo e vi chiedo se tutto questo è vero. Mio padre ha una normalissima pensione di impiegato statale con la quale campano anche mia madre, che ormai ha 80anni e non riesce a seguirlo, e mia sorella (che ha un piccolo lavoro da 300euro al mese!) ed una casa in un condominio che chiede sempre più spese. Io ho cercato informazioni tra conoscenti e consultando le leggi. Lui, essendo invalido grave con gravi deficit a livello nervoso, cognitivo e della memoria, non avrebbe diritto quantomeno al dimezzamento della retta in RSA? Il fatto che prenda un accompagnamento su cosa incide?
In casa non sappiamo più come fare, la situazione è diventata ingestibile e, dopo 10 anni di sofferenze, sta cominciando a pesare su tutti i familiari incidendo anche sulla nostra salute purtroppo, anche perchè particolarmente negli ultimi due anni mio padre è diventato anche aggressivo (soprattutto nei confronti di mia madre) e dispettoso.
Se avete delle risposte per me e potete dirmi a chi rivolgermi per cercare di ottenere qualcosa, visto che noi non possiamo permetterci una casa di riposo, ve ne sarei infinitamente grata.
Cordiali saluti
Oriana, da Firenze (FI)
ho delle domande da rivolgervi riguardo la condizione di mio padre, dichiarato invalido al 100% da più di sei anni. Vi illustro in breve la situazione.
Dieci anni fa mio padre ha avuto una emorragia cerebrale ed ha subito un ricovero di circa 4 mesi tra ospedale e degenza per la riabilitazione; successivamente ha continuato le cure e le terapie da casa riprendendosi in maniera insperabile rispetto alle aspettative, anche se le sue facoltà cognitive non erano più le stesse. Inizialmente abbiamo rinunciato a fare la domanda di invalidità, ma poi vedendo qualche peggioramento abbiamo deciso di farla ottenendo quella fino al 99% e facendo l'aggravamento due anni dopo. Nel frattempo mio padre ha subito altri incidenti, come la rottura del femore ed un piccolo infarto che hanno comportato operazioni e di conseguenza anestesie e riabilitazioni; il suo stato generale ne ha logicamente risentito, ma abbiamo continuato a tenerlo in casa cercando di seguirlo come meglio si poteva. Mio padre però ha continuato a peggiorare e negli ultimi tre anni questi peggioramenti sono stati notevoli (tutti sul piano cognitivo e della memoria); durante quest'estate poi c'è stato un peggioramento molto forte ed attualmente mio padre risulta completamente disorientato nel tempo e nello spazio, non riconoscendo nessuno dei familiari, anche se brutto dirlo, è praticamente un vegetale al quale è rimasta la funzione di alzarsi dal letto e mangiare. Per il resto ha bisogno di continua assistenza.
A giugno ci siamo rivolti all'assistenza sociale, ma dai colloqui fatti ci han fatto capire che mio padre ha poche speranze di ottenere un ricovero in RSA in quanto ha un reddito alto, una casa di proprietà e persone che lo seguono.
Ora io mi chiedo e vi chiedo se tutto questo è vero. Mio padre ha una normalissima pensione di impiegato statale con la quale campano anche mia madre, che ormai ha 80anni e non riesce a seguirlo, e mia sorella (che ha un piccolo lavoro da 300euro al mese!) ed una casa in un condominio che chiede sempre più spese. Io ho cercato informazioni tra conoscenti e consultando le leggi. Lui, essendo invalido grave con gravi deficit a livello nervoso, cognitivo e della memoria, non avrebbe diritto quantomeno al dimezzamento della retta in RSA? Il fatto che prenda un accompagnamento su cosa incide?
In casa non sappiamo più come fare, la situazione è diventata ingestibile e, dopo 10 anni di sofferenze, sta cominciando a pesare su tutti i familiari incidendo anche sulla nostra salute purtroppo, anche perchè particolarmente negli ultimi due anni mio padre è diventato anche aggressivo (soprattutto nei confronti di mia madre) e dispettoso.
Se avete delle risposte per me e potete dirmi a chi rivolgermi per cercare di ottenere qualcosa, visto che noi non possiamo permetterci una casa di riposo, ve ne sarei infinitamente grata.
Cordiali saluti
Oriana, da Firenze (FI)
Risposta ADUC
la materia è molto complessa e la rimandiamo al nostro approfondimento che le consigliamo di leggere per intero:
https://www.aduc.it/info/rettersa.php
Nello specifico suo caso, occorre, in primo luogo prendere visione delle normative locali (nel caso della Società della salute competente per territorio) e regionali e comunque presentare la domanda di inserimento. Il reddito, infatti, così come la rete familiare di supporto, sono solo alcuni indici che devono esser tenuti conto nello stilare le graduatorie per l'inserimento definitivo. Lo stato di bisogno è definito tramite la compilazione di moduli relativi sia alla situazione socio ambientale che clinica.
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Ha risposto Claudia Moretti: https://www.aduc.it/info/claudiamoretti.php
https://www.aduc.it/info/rettersa.php
Nello specifico suo caso, occorre, in primo luogo prendere visione delle normative locali (nel caso della Società della salute competente per territorio) e regionali e comunque presentare la domanda di inserimento. Il reddito, infatti, così come la rete familiare di supporto, sono solo alcuni indici che devono esser tenuti conto nello stilare le graduatorie per l'inserimento definitivo. Lo stato di bisogno è definito tramite la compilazione di moduli relativi sia alla situazione socio ambientale che clinica.
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Ha risposto Claudia Moretti: https://www.aduc.it/info/claudiamoretti.php
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