Giovedì 10 settembre 2026
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Cara ADUC

Pronto intervento elettricista: prezzo sproporzionato, come contestarlo

10 settembre 2026
Domanda 10 settembre 2026
Buongiorno, vi scrivo per chiedere un vostro parere e capire se posso essere tutelata in merito a un intervento di pronto intervento elettrico effettuato ieri sera, domenica 6 settembre, presso il mio appartamento a Milano.
Al momento dell'intervento l'appartamento era occupato dai miei inquilini, i quali mi hanno contattata segnalando che l'elettricità continuava a interrompersi.
A seguito della loro segnalazione, ho contattato il call center della società Service Italia S.a.s. di Monzani Ivo Angelo e C., spiegando telefonicamente la problematica. Mi è stato comunicato che il costo per l'uscita del tecnico sarebbe stato di €60, mentre il costo dell'eventuale intervento sarebbe stato comunicato successivamente, una volta individuata la problematica.
Il tecnico intervenuto sul posto non disponeva di un numero di telefono aziendale e, per comunicare con me, si è avvalso del telefono cellulare della mia inquilina.
Prima di procedere con qualsiasi verifica dell'impianto, del quadro elettrico, delle prese di corrente, ecc., il tecnico mi ha comunicato telefonicamente che il costo dell'intervento sarebbe stato di €695. Mi è stato precisato che tale importo sarebbe stato dovuto indipendentemente dall'esito dell'intervento, anche nel caso in cui non fosse stata individuata alcuna problematica e senza che fossero necessari interventi di riparazione, sostituzione di componenti o acquisto di ricambi.
Mi è stato inoltre richiesto di confermare preventivamente l'accettazione dell'importo mediante contratto e firma.
Considerata l'urgenza della situazione, la presenza degli inquilini nell'appartamento e la necessità di ripristinare quanto prima una situazione di elettricità stabile, nonché la presenza del tecnico sul posto in attesa di una mia risposta immediata, ho accettato di procedere con l'intervento alle condizioni indicate.
Non essendo fisicamente presente nell'appartamento, ho comunicato telefonicamente al tecnico le mie generalità, mentre il documento è stato materialmente firmato dalla mia inquilina a proprio nome.
Dopo meno di un'ora, il tecnico mi ha comunicato di non aver riscontrato alcuna dispersione di corrente nel quadro elettrico né problemi riconducibili alle prese di corrente o ad altre anomalie evidenti dell'impianto.
Di conseguenza, mi è stato comunicato che l'intervento poteva considerarsi concluso.
Prima di lasciare l'appartamento, il tecnico mi ha richiesto di effettuare immediatamente un bonifico di €695 e di inviare la relativa contabile all'indirizzo e-mail della società, precisando che altrimenti non avrebbe potuto lasciare l'appartamento.
Quando ho chiesto informazioni in merito alla fattura, il tecnico mi ha risposto di non sapere quando l'avrei ricevuta e ho dunque inviato il pagamento.
Vi sarei grata se poteste indicarmi quali siano i passi che mi consigliate di intraprendere per tutelarmi e, se possibile, recuperare la somma versata.
Martina, dalla provincia di MI

Risposta ADUC
Gentile Martina,
Capiamo la sua preoccupazione: si tratta di una vicenda che presenta diversi elementi critici sotto il profilo della correttezza contrattuale, anche se va inquadrata correttamente prima di indicarle come muoversi.

Il punto centrale è che le sarebbe stato richiesto un pagamento di 695 euro per un intervento che, secondo quanto lei riferisce, non ha rilevato alcun guasto né ha comportato riparazioni, sostituzioni o ricambi. Se davvero il tecnico si è limitato a una verifica dell'impianto senza alcun intervento risolutivo, il prezzo pattuito appare sproporzionato rispetto alla prestazione resa, e questo può essere contestato sul piano civilistico come eccessiva onerosità o mancata proporzionalità tra prezzo e prestazione, soprattutto se il preventivo iniziale (60 euro per la sola uscita) non è stato rispettato nella sostanza.

Ci sono poi altri aspetti da verificare. Le è stato chiesto di firmare un'accettazione sotto pressione, con il tecnico in attesa e in una situazione di urgenza: se il consenso è stato estorto in condizioni di necessità e senza un tempo adeguato per valutare, questo può configurare una pratica commerciale scorretta, particolarmente se la società adotta sistematicamente questo schema (contatto telefonico, preventivo generico, poi comunicazione del prezzo reale solo a intervento già iniziato, pressione per il pagamento immediato in loco). Aggiungiamo che il documento sarebbe stato firmato da una persona (la sua inquilina) diversa dal soggetto che ha stipulato l'accordo telefonicamente (lei), il che solleva dubbi sulla validità formale dell'accettazione contrattuale.

Le consigliamo di richiedere immediatamente per iscritto la fattura fiscale dell'intervento, che la società è comunque obbligata a emettere, e di formalizzare un reclamo scritto contestando la sproporzione tra prezzo e prestazione resa, la mancanza di un preventivo dettagliato e vincolante, e le modalità di pressione con cui è stata ottenuta la sua accettazione. Se il reclamo non sortisce effetto, può rivolgersi al Giudice di Pace per il recupero, anche parziale, della somma versata, o valutare una segnalazione all'Antitrust se ritiene che si tratti di una prassi commerciale scorretta reiterata verso altri consumatori.

Può utilizzare il nostro generatore di moduli per la diffida.

Per approfondire: la nostra scheda sul Giudice di Pace
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