Cara ADUC
Palestra mai aperta e finanziamento in corso: come chiedere il rimborso
Domanda
6 settembre 2026
Buonasera, scrivo per chiedere un parere.
A ottobre 2025 ho aderito ad una campagna abbonamenti di una palestra, la New Energy di Melegnano (Mi), che propagandava abbonamento per la nuova palestra che avrebbero aperto a gennaio a San Giuliano Milanese. L'offerta era molto allettante, consentendoci di frequentare la palestra già esistente gratuitamente fino all'apertura di quella nuova.
Il problema nasce dal fatto che la nuova palestra non ha ancora aperto, continuano a rimandare la data, e nel frattempo ha chiuso anche quella già esistente. Io ho scelto di pagare con un finanziamento di un tot al mese, mancano un paio di mensilità, mi consigliate di non pagare? Oppure è possibile chiedere il rimborso?
Grazie
Attendo consigli
A ottobre 2025 ho aderito ad una campagna abbonamenti di una palestra, la New Energy di Melegnano (Mi), che propagandava abbonamento per la nuova palestra che avrebbero aperto a gennaio a San Giuliano Milanese. L'offerta era molto allettante, consentendoci di frequentare la palestra già esistente gratuitamente fino all'apertura di quella nuova.
Il problema nasce dal fatto che la nuova palestra non ha ancora aperto, continuano a rimandare la data, e nel frattempo ha chiuso anche quella già esistente. Io ho scelto di pagare con un finanziamento di un tot al mese, mancano un paio di mensilità, mi consigliate di non pagare? Oppure è possibile chiedere il rimborso?
Grazie
Attendo consigli
Benedetta dalla provincia di MI
Risposta ADUC
Gentile Benedetta,
Risulta con chiarezza il disagio: se effettivamente la palestra che avrebbe dovuto aprire a gennaio non ha ancora aperto e nel frattempo è stata chiusa anche la sede esistente che vi era stata messa a disposizione, il servizio per cui lei ha sottoscritto il finanziamento non le viene erogato. Questo è un piano ben diverso da quello del finanziamento in sé, e va gestito separatamente.
Primo punto: il contratto di finanziamento è collegato al contratto di servizio (l'abbonamento palestra). Se il servizio non viene erogato, lei ha diritto ad agire sul contratto di abbonamento per inadempimento, e questo si riflette anche sul finanziamento, proprio perché sono contratti collegati. Non le consigliamo però di smettere autonomamente di pagare le rate residue senza prima formalizzare la contestazione: un'interruzione unilaterale del pagamento, senza aver comunicato nulla per iscritto, rischia di esporla a segnalazioni negative in centrale rischi da parte della finanziaria, che è soggetto terzo rispetto alla palestra e potrebbe non essere automaticamente a conoscenza dell'inadempimento del gestore.
Il percorso corretto è: primo, invii subito una diffida scritta con raccomandata A/R (o PEC se disponibile) alla palestra, contestando il mancato avvio del servizio promesso e chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento e il rimborso di quanto versato, con espressa indicazione che si riserva di sospendere i pagamenti residui del finanziamento collegato. Secondo, invii comunicazione anche alla società finanziaria, informandola della contestazione in corso verso il fornitore del servizio, chiedendo la sospensione delle rate residue proprio in virtù del collegamento negoziale. Se la palestra non risponde o rifiuta il rimborso, valuti l'azione per risoluzione contrattuale e recupero somme, ricordando che per importi fino a 5.000 euro è competente il Giudice di Pace, previo tentativo di mediazione civile obbligatoria.
Le suggeriamo di usare il nostro generatore di lettere per la diffida.
Per approfondire: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria e la nostra guida sul Giudice di Pace.
Risulta con chiarezza il disagio: se effettivamente la palestra che avrebbe dovuto aprire a gennaio non ha ancora aperto e nel frattempo è stata chiusa anche la sede esistente che vi era stata messa a disposizione, il servizio per cui lei ha sottoscritto il finanziamento non le viene erogato. Questo è un piano ben diverso da quello del finanziamento in sé, e va gestito separatamente.
Primo punto: il contratto di finanziamento è collegato al contratto di servizio (l'abbonamento palestra). Se il servizio non viene erogato, lei ha diritto ad agire sul contratto di abbonamento per inadempimento, e questo si riflette anche sul finanziamento, proprio perché sono contratti collegati. Non le consigliamo però di smettere autonomamente di pagare le rate residue senza prima formalizzare la contestazione: un'interruzione unilaterale del pagamento, senza aver comunicato nulla per iscritto, rischia di esporla a segnalazioni negative in centrale rischi da parte della finanziaria, che è soggetto terzo rispetto alla palestra e potrebbe non essere automaticamente a conoscenza dell'inadempimento del gestore.
Il percorso corretto è: primo, invii subito una diffida scritta con raccomandata A/R (o PEC se disponibile) alla palestra, contestando il mancato avvio del servizio promesso e chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento e il rimborso di quanto versato, con espressa indicazione che si riserva di sospendere i pagamenti residui del finanziamento collegato. Secondo, invii comunicazione anche alla società finanziaria, informandola della contestazione in corso verso il fornitore del servizio, chiedendo la sospensione delle rate residue proprio in virtù del collegamento negoziale. Se la palestra non risponde o rifiuta il rimborso, valuti l'azione per risoluzione contrattuale e recupero somme, ricordando che per importi fino a 5.000 euro è competente il Giudice di Pace, previo tentativo di mediazione civile obbligatoria.
Le suggeriamo di usare il nostro generatore di lettere per la diffida.
Per approfondire: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria e la nostra guida sul Giudice di Pace.
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