Cara ADUC
Occhiali con lenti non conformi: come agire tra garanzia, penale e AGCM
Domanda
20 settembre 2026
Tre anni fa ordino occhiali da vista nel negozio Lama Optical, montatura gratuita in una promo, lenti asferiche made in Italy delle diottrie che mi vengono prescritte e riconfermate dall'anno 2005. A giugno vado a pagare e ritirare, poi iniziano i problemi: mal di testa, nausea, secchezza oculare forti, non riuscivo a vedere bene come con altri occhiali fatti da altre ottiche.
L'ottica inizialmente mi dice che devo abituarmi, ma io rimarco che non ho mai avuto problemi del genere perché uso dal 2005 le stesse diottrie, che dalle buste delle lenti si legge "Prodotto Importato" e le date di fabbricazione sono anteriori di oltre 1 anno dall'ordine. Impossibile avendomi misurato la distanza interpupillare. Allora sono lenti di stock cinesi.
Quindi chiedo il certificato di conformità e stampano una sorta di documento incompleto delle dovute informazioni, che l'ottico mi chiede di firmare. Io mi rifiuto e lui lo lancia verso di me con arroganza e dice che non ha tempo da perdere, e non c'erano altri clienti.
Ma lo fa dinanzi a me e mia madre che rimane molto male, perché la volta prima lo stesso ottico, un uomo era tutto disponibile per ogni evenienza.
Vado dall'oculista e mi dice che le diottrie sono superiori alla prescrizione.
Da allora parte la lotta contro Lama Optical e anche Dai Optical, da quest'ultimo scopro che le lenti sono importate da Paese extra UE, ma sul suo sito web dichiara che vende "tutte Made in Italy", "con lavorazione tracciabile" quando il QR code non tracciano nulla, "registrate e codificate dal Ministero della Salute".
Pec, solleciti, diffide, mi sono rivolta anche a Ministero della Salute, Imprese e Made in Italy, si sono scaricati a vicenda le responsabilità e non fanno nulla. A luglio 2025 su consiglio di un ingegnere che si occupa di normative CE, ho inoltrato denuncia alla Guardia di Finanza, ma non mi hanno risposto e a inizio 2026 si presentano i Carabinieri in casa mia per formalizzare la denuncia e prendere la documentazione (che avevo inviato già via pec) è arrivata alla Procura della Repubblica.
A marzo dopo un mio sollecito mi viene scritto che le indagini sono in corso, ricontatto per essere informata alla fine delle indagini. Pochi giorni fa dubbiosa eseguo un sollecito e mi viene scritto con freddezza che è stata archiviata, di rivolgermi ad un altro indirizzo pec per un fascicolo da 8 euro. Ricontatta non risponde.
Dal Giudice di Pace mi verrebbe richiesto inizialmente un contributo unificato di 43 euro, poi dopo non so. Per 195 euro Lama Optical e Dai Optical lo hanno fatto di proposito.
Il legale di Lama Optical mi ha sfidato con arroganza ad andare in tribunale, mi ha anche accusata di stalkeraggio e minacciato di ledere l'immagine dell'azienda.
Ma sia Lama Optical che Dai Optical hanno fatto ricerche sulla mia persona e attività lavorativa, LinkedIn ha tracciato la ricerca. Anomalo comportamento. Anche altri clienti recensiscono negativamente Lama Optical, e AGCM non ha fatto nulla a riguardo.
Nadia, dalla provincia di PZ
L'ottica inizialmente mi dice che devo abituarmi, ma io rimarco che non ho mai avuto problemi del genere perché uso dal 2005 le stesse diottrie, che dalle buste delle lenti si legge "Prodotto Importato" e le date di fabbricazione sono anteriori di oltre 1 anno dall'ordine. Impossibile avendomi misurato la distanza interpupillare. Allora sono lenti di stock cinesi.
Quindi chiedo il certificato di conformità e stampano una sorta di documento incompleto delle dovute informazioni, che l'ottico mi chiede di firmare. Io mi rifiuto e lui lo lancia verso di me con arroganza e dice che non ha tempo da perdere, e non c'erano altri clienti.
Ma lo fa dinanzi a me e mia madre che rimane molto male, perché la volta prima lo stesso ottico, un uomo era tutto disponibile per ogni evenienza.
Vado dall'oculista e mi dice che le diottrie sono superiori alla prescrizione.
Da allora parte la lotta contro Lama Optical e anche Dai Optical, da quest'ultimo scopro che le lenti sono importate da Paese extra UE, ma sul suo sito web dichiara che vende "tutte Made in Italy", "con lavorazione tracciabile" quando il QR code non tracciano nulla, "registrate e codificate dal Ministero della Salute".
Pec, solleciti, diffide, mi sono rivolta anche a Ministero della Salute, Imprese e Made in Italy, si sono scaricati a vicenda le responsabilità e non fanno nulla. A luglio 2025 su consiglio di un ingegnere che si occupa di normative CE, ho inoltrato denuncia alla Guardia di Finanza, ma non mi hanno risposto e a inizio 2026 si presentano i Carabinieri in casa mia per formalizzare la denuncia e prendere la documentazione (che avevo inviato già via pec) è arrivata alla Procura della Repubblica.
A marzo dopo un mio sollecito mi viene scritto che le indagini sono in corso, ricontatto per essere informata alla fine delle indagini. Pochi giorni fa dubbiosa eseguo un sollecito e mi viene scritto con freddezza che è stata archiviata, di rivolgermi ad un altro indirizzo pec per un fascicolo da 8 euro. Ricontatta non risponde.
Dal Giudice di Pace mi verrebbe richiesto inizialmente un contributo unificato di 43 euro, poi dopo non so. Per 195 euro Lama Optical e Dai Optical lo hanno fatto di proposito.
Il legale di Lama Optical mi ha sfidato con arroganza ad andare in tribunale, mi ha anche accusata di stalkeraggio e minacciato di ledere l'immagine dell'azienda.
Ma sia Lama Optical che Dai Optical hanno fatto ricerche sulla mia persona e attività lavorativa, LinkedIn ha tracciato la ricerca. Anomalo comportamento. Anche altri clienti recensiscono negativamente Lama Optical, e AGCM non ha fatto nulla a riguardo.
Nadia, dalla provincia di PZ
Risposta ADUC
Gentile Nadia,
prima di tutto complimenti per la sua tenacia :-). Capiamo la frustrazione per una vicenda che si trascina da tempo, ma proviamo a mettere ordine sui piani distinti che lei ha aperto, perché ciascuno ha regole e tempi propri e vanno tenuti separati.
Sul piano penale, se la Procura ha archiviato la denuncia, quella strada è di fatto chiusa salvo che lei presenti opposizione all'archiviazione entro i termini indicati nell'avviso ricevuto: questo è un atto tecnico che richiede una valutazione di un avvocato penalista, perché comporta argomentazioni giuridiche specifiche sulla richiesta del pubblico ministero. Le consigliamo di far vedere subito il provvedimento di archiviazione a un legale per capire se sussistono margini concreti, perché i termini per opporsi sono brevi e perentori.
Sul piano civile, se le lenti consegnate non erano conformi a quanto pattuito (diottrie diverse dalla prescrizione, provenienza difforme da quanto dichiarato, mancata consegna di idonea documentazione di conformità), lei ha diritto ad attivare la garanzia legale di conformità nei confronti del venditore, con possibilità di chiedere la sostituzione, la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto. Per una somma di 195 euro, il Giudice di Pace è la sede naturale: il contributo unificato che le hanno indicato è quello base per le cause di modesto valore, ma prima di procedere verifichi che non sia obbligatoria la mediazione civile: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria
Sulle dichiarazioni pubblicitarie del secondo negozio ("tutte Made in Italy" a fronte di prodotto extra UE), se effettivamente ingannevoli verso la generalità dei consumatori, può risollecitare l'AGCM allegando prove concrete (screenshot del sito, QR code non funzionante); se l'AGCM ha già archiviato, può eventualmente rivolgersi al TAR contro il diniego, ma anche qui serve un legale amministrativista.
Sulle minacce e accuse ricevute dal legale della controparte, se ritiene che integrino diffamazione o altro illecito, è materia per un penalista, non per noi.
Le ricerche online su di lei non costituiscono di per sé violazione privacy se riguardano informazioni pubbliche (LinkedIn), salvo usi impropri dei dati raccolti: in tal caso può segnalare al Garante Privacy.
Per approfondire: la nostra guida sulla garanzia dei prodotti a carico del venditore, la nostra guida sulla tutela della privacy davanti al Garante e al giudice e la nostra guida sul Giudice di Pace.
prima di tutto complimenti per la sua tenacia :-). Capiamo la frustrazione per una vicenda che si trascina da tempo, ma proviamo a mettere ordine sui piani distinti che lei ha aperto, perché ciascuno ha regole e tempi propri e vanno tenuti separati.
Sul piano penale, se la Procura ha archiviato la denuncia, quella strada è di fatto chiusa salvo che lei presenti opposizione all'archiviazione entro i termini indicati nell'avviso ricevuto: questo è un atto tecnico che richiede una valutazione di un avvocato penalista, perché comporta argomentazioni giuridiche specifiche sulla richiesta del pubblico ministero. Le consigliamo di far vedere subito il provvedimento di archiviazione a un legale per capire se sussistono margini concreti, perché i termini per opporsi sono brevi e perentori.
Sul piano civile, se le lenti consegnate non erano conformi a quanto pattuito (diottrie diverse dalla prescrizione, provenienza difforme da quanto dichiarato, mancata consegna di idonea documentazione di conformità), lei ha diritto ad attivare la garanzia legale di conformità nei confronti del venditore, con possibilità di chiedere la sostituzione, la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto. Per una somma di 195 euro, il Giudice di Pace è la sede naturale: il contributo unificato che le hanno indicato è quello base per le cause di modesto valore, ma prima di procedere verifichi che non sia obbligatoria la mediazione civile: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria
Sulle dichiarazioni pubblicitarie del secondo negozio ("tutte Made in Italy" a fronte di prodotto extra UE), se effettivamente ingannevoli verso la generalità dei consumatori, può risollecitare l'AGCM allegando prove concrete (screenshot del sito, QR code non funzionante); se l'AGCM ha già archiviato, può eventualmente rivolgersi al TAR contro il diniego, ma anche qui serve un legale amministrativista.
Sulle minacce e accuse ricevute dal legale della controparte, se ritiene che integrino diffamazione o altro illecito, è materia per un penalista, non per noi.
Le ricerche online su di lei non costituiscono di per sé violazione privacy se riguardano informazioni pubbliche (LinkedIn), salvo usi impropri dei dati raccolti: in tal caso può segnalare al Garante Privacy.
Per approfondire: la nostra guida sulla garanzia dei prodotti a carico del venditore, la nostra guida sulla tutela della privacy davanti al Garante e al giudice e la nostra guida sul Giudice di Pace.
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