Cara ADUC
Multe Park&control per parcheggio privato: come contestarle
Domanda
18 settembre 2026
Buongiorno, avrei bisogno di una vostra consulenza per poter contestare o patteggiare le "multe" di questa società. Purtroppo io ho parcheggiato la macchina in un'area sotto la loro gestione in via Padova a Milano dove c'è anche il supermercato Penny. L'ho fatto varie volte lasciando lì l'auto parecchie ore (dalle 8.30 circa fino alle 17.30 circa) recandomi poi al lavoro. Il cartello che dichiara le clausole è esposto fuori ma è scritto in un modo che entrando con l'auto non si riesce a leggere e non sono indicate in grande le sanzioni. Ci sono dei cartelli invece sul fronte del supermercato. Purtroppo stanno arrivando tante multe e non so quante saranno. L'auto è aziendale. Cosa posso fare? Grazie per il vostro aiuto.
Viviana, dalla provincia di MI
Viviana, dalla provincia di MI
Risposta ADUC
Gentile Viviana,
Il caso che descrive riguarda un parcheggio privato (non una multa di Codice della Strada in senso proprio, ma una richiesta di pagamento per violazione delle condizioni contrattuali di sosta esposte tramite cartello). La distinzione è importante perché cambiano i rimedi disponibili.
In questi casi la giurisprudenza è ormai consolidata nel ritenere che il cartello con le condizioni di sosta (tariffe, durata massima consentita, importo delle penali) debba essere chiaramente visibile e leggibile da chi entra con il veicolo, prima di occupare lo stallo: se le condizioni contrattuali non sono conoscibili in modo agevole al momento dell'ingresso, non possono considerarsi validamente accettate da chi parcheggia, e la richiesta di pagamento della "penale" diventa contestabile. Il fatto che i cartelli leggibili siano posizionati sul fronte del supermercato, e non sul fronte da cui si accede in auto all'area di sosta, rafforza questa contestazione: se effettivamente le condizioni non erano visibili a chi arriva in macchina, la clausola penale non le è opponibile.
Le consigliamo di procedere così. Per ogni richiesta di pagamento ricevuta invii una lettera di contestazione scritta alla società di gestione del parcheggio, raccomandata A/R o PEC se disponibile, in cui descrive la posizione dei cartelli, allega possibilmente foto della segnaletica scattate dal punto di ingresso auto (anche a distanza di tempo, se la situazione non è cambiata), e chiede l'annullamento della pretesa per mancata adeguata informativa contrattuale. Non paghi nulla finché non ha valutato con attenzione ogni singola richiesta: il pagamento spontaneo potrebbe essere interpretato come accettazione tacita.
Se la società insiste e le richieste sfociano in un'azione giudiziale (decreto ingiuntivo), può opporsi davanti al Giudice di Pace facendo valere l'illeggibilità della cartellonistica. Trattandosi di auto aziendale, informi anche l'ufficio competente della sua azienda, perché le comunicazioni potrebbero arrivare intestate al proprietario del veicolo.
Per approfondire: la nostra guida sul giudice di pace
la nostra guida sul decreto ingiuntivo
Il caso che descrive riguarda un parcheggio privato (non una multa di Codice della Strada in senso proprio, ma una richiesta di pagamento per violazione delle condizioni contrattuali di sosta esposte tramite cartello). La distinzione è importante perché cambiano i rimedi disponibili.
In questi casi la giurisprudenza è ormai consolidata nel ritenere che il cartello con le condizioni di sosta (tariffe, durata massima consentita, importo delle penali) debba essere chiaramente visibile e leggibile da chi entra con il veicolo, prima di occupare lo stallo: se le condizioni contrattuali non sono conoscibili in modo agevole al momento dell'ingresso, non possono considerarsi validamente accettate da chi parcheggia, e la richiesta di pagamento della "penale" diventa contestabile. Il fatto che i cartelli leggibili siano posizionati sul fronte del supermercato, e non sul fronte da cui si accede in auto all'area di sosta, rafforza questa contestazione: se effettivamente le condizioni non erano visibili a chi arriva in macchina, la clausola penale non le è opponibile.
Le consigliamo di procedere così. Per ogni richiesta di pagamento ricevuta invii una lettera di contestazione scritta alla società di gestione del parcheggio, raccomandata A/R o PEC se disponibile, in cui descrive la posizione dei cartelli, allega possibilmente foto della segnaletica scattate dal punto di ingresso auto (anche a distanza di tempo, se la situazione non è cambiata), e chiede l'annullamento della pretesa per mancata adeguata informativa contrattuale. Non paghi nulla finché non ha valutato con attenzione ogni singola richiesta: il pagamento spontaneo potrebbe essere interpretato come accettazione tacita.
Se la società insiste e le richieste sfociano in un'azione giudiziale (decreto ingiuntivo), può opporsi davanti al Giudice di Pace facendo valere l'illeggibilità della cartellonistica. Trattandosi di auto aziendale, informi anche l'ufficio competente della sua azienda, perché le comunicazioni potrebbero arrivare intestate al proprietario del veicolo.
Per approfondire: la nostra guida sul giudice di pace
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