Cara ADUC
Divisione appartamento ereditato tra fratelli: le possibili soluzioni
Domanda
17 settembre 2026
Tre fratelli hanno ereditato un appartamento.
Un fratello ha la residenza presso l'appartamento.
Quali sono le possibili modalità per suddividere in parti uguali il bene tra i fratelli?
Nella valutazione del valore dell'immobile bisogna considerare anche i mobili sebbene l'acquisto risalga a più di trent'anni fa.
Grazie.
Laura, dalla provincia di LC
Un fratello ha la residenza presso l'appartamento.
Quali sono le possibili modalità per suddividere in parti uguali il bene tra i fratelli?
Nella valutazione del valore dell'immobile bisogna considerare anche i mobili sebbene l'acquisto risalga a più di trent'anni fa.
Grazie.
Laura, dalla provincia di LC
Risposta ADUC
Gentile Laura,
In caso di eredità condivisa tra più fratelli, l'appartamento entra in comunione: ciascuno ne diventa comproprietario per la propria quota, a prescindere dal fatto che uno di loro vi abbia la residenza. La residenza anagrafica non attribuisce diritti di proprietà maggiori, ma può rilevare se quel fratello occupa l'immobile senza versare nulla agli altri: in tal caso gli altri comproprietari possono chiedere un'indennità di occupazione proporzionale alle rispettive quote, oppure concordare che resti lì a fronte di un canone o di una compensazione in sede di divisione.
Per suddividere il bene tra tre fratelli in parti uguali le strade principali sono queste. La prima è la vendita a terzi dell'intero immobile, con divisione del ricavato in tre parti uguali: è la soluzione più semplice se nessuno dei tre è interessato a tenerlo. La seconda è che uno o due fratelli acquistino le quote degli altri, liquidandoli in denaro sulla base di una stima concordata o di una perizia; se è il fratello residente a voler restare, questa è spesso la via più naturale. La terza, praticabile solo se l'immobile è materialmente frazionabile in più unità autonome (con accessi, impianti e planimetrie separate, e nel rispetto delle norme urbanistiche), è la divisione fisica in tre porzioni. Se i fratelli non trovano un accordo, qualunque di loro può agire in giudizio per la divisione giudiziale: il giudice, se il bene non è comodamente divisibile, ne dispone la vendita all'asta e ripartisce il ricavato.
Sulla valutazione dei mobili, se effettivamente si tratta di beni acquistati oltre trent'anni fa e caduti anch'essi in successione, andrebbero in linea di principio inclusi nella massa da dividere, ma il loro valore economico attuale va accertato con una stima concreta (potrebbero valere pochissimo, salvo pezzi di pregio o antiquariato). Le consigliamo di far redigere una perizia di stima sia dell'immobile sia dei mobili da un tecnico incaricato di comune accordo, così da avere una base oggettiva su cui trattare. Per la formalizzazione dell'accordo di divisione è opportuno rivolgersi a un notaio, trattandosi di beni immobili.
Per approfondire: la nostra scheda sulla garanzia dei prodotti a carico del venditore e la nostra guida su come acquistare un immobile all'asta giudiziaria
In caso di eredità condivisa tra più fratelli, l'appartamento entra in comunione: ciascuno ne diventa comproprietario per la propria quota, a prescindere dal fatto che uno di loro vi abbia la residenza. La residenza anagrafica non attribuisce diritti di proprietà maggiori, ma può rilevare se quel fratello occupa l'immobile senza versare nulla agli altri: in tal caso gli altri comproprietari possono chiedere un'indennità di occupazione proporzionale alle rispettive quote, oppure concordare che resti lì a fronte di un canone o di una compensazione in sede di divisione.
Per suddividere il bene tra tre fratelli in parti uguali le strade principali sono queste. La prima è la vendita a terzi dell'intero immobile, con divisione del ricavato in tre parti uguali: è la soluzione più semplice se nessuno dei tre è interessato a tenerlo. La seconda è che uno o due fratelli acquistino le quote degli altri, liquidandoli in denaro sulla base di una stima concordata o di una perizia; se è il fratello residente a voler restare, questa è spesso la via più naturale. La terza, praticabile solo se l'immobile è materialmente frazionabile in più unità autonome (con accessi, impianti e planimetrie separate, e nel rispetto delle norme urbanistiche), è la divisione fisica in tre porzioni. Se i fratelli non trovano un accordo, qualunque di loro può agire in giudizio per la divisione giudiziale: il giudice, se il bene non è comodamente divisibile, ne dispone la vendita all'asta e ripartisce il ricavato.
Sulla valutazione dei mobili, se effettivamente si tratta di beni acquistati oltre trent'anni fa e caduti anch'essi in successione, andrebbero in linea di principio inclusi nella massa da dividere, ma il loro valore economico attuale va accertato con una stima concreta (potrebbero valere pochissimo, salvo pezzi di pregio o antiquariato). Le consigliamo di far redigere una perizia di stima sia dell'immobile sia dei mobili da un tecnico incaricato di comune accordo, così da avere una base oggettiva su cui trattare. Per la formalizzazione dell'accordo di divisione è opportuno rivolgersi a un notaio, trattandosi di beni immobili.
Per approfondire: la nostra scheda sulla garanzia dei prodotti a carico del venditore e la nostra guida su come acquistare un immobile all'asta giudiziaria
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