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Privacy: esercizio dei diritti e tutela davanti al Garante o al giudice
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Scheda Pratica di Rita Sabelli
6 luglio 2018 9:22
 
Le regole in ambito privacy sono uniformi a livello europeo, fissate dal 25/5/2018 da un Regolamento (UE 2016/679). Nonostante l’immediata operatività del Regolamento -senza bisogno di recepimento- il legislatore italiano ha previsto che vengano emesse normative nazionali di attuazione per adeguare alle nuove disposizioni il Codice della Privacy, il D.lgs.196/2003.

In attesa il Garante della privacy ha comunque precisato che per quanto riguarda i reclami si applica il nuovo Regolamento e NON il Codice della Privacy che risulta inapplicabile perché incompatibile con i dettami europei.

Quindi chi ritenesse di aver subito una violazione dei propri diritti, o non riuscisse ad esercitarli rivolgendosi direttamente al titolare del trattamento, potrà rivolgersi all’Autorità giudiziaria oppure al Garante della Privacy con un reclamo.
Dal 25/5/2018 non è più attivo invece l’istituto del “ricorso” al Garante, non previsto dalle nuove normative europee.

Per ogni informazione sulle regole europee della privacy si veda la scheda Privacy, le nuove regole in ambito europeo

Indice scheda
RICHIESTE/CONTESTAZIONI AL TITOLARE DEL TRATTAMENTO
RECLAMO AL GARANTE
RICORSO GIUDIZIALE
RIFERIMENTI NORMATIVI

RICHIESTE/CONTESTAZIONI AL TITOLARE DEL TRATTAMENTO
Come primo passo è opportuno rivolgersi a chi tratta i nostri dati, esercitando i diritti previsti dalla legge.
Le modalità e l’indirizzo a cui rivolgersi devono essere specificate dal titolare stesso e comunque non sono necessarie particolari formalità, pur se sarebbe bene utilizzare un mezzo che consenta di avere la prova di ricevimento, come una raccomandata a/r o un messaggio di posta elettronica certificata (PEC).

I diritti esercitabili, lo ricordiamo, sono:
- l'accesso ai dati (conferma e natura dei dati gestiti, finalità del trattamento, origine dei dati, esistenza di un processo di profilazione, etc.);
- intervento sui dati (rettifica, cancellazione, limitazione del trattamento);
- portabilità dei dati (ricezione o trasmissione ad altro titolare);
- opposizione al trattamento, anche ai fini di marketing diretto.

Il titolare deve rispondere “senza ritardo” e comunque entro 1 mese dal ricevimento. In casi eccezionali il titolare può rispondere entro 2 mesi, dandone comunicazione al richiedente comunque entro 1 mese.

La richiesta può essere liberamente redatta ma per comodità può essere utilizzato un modulo, utilissimo perché già preimpostato, presente sul sito del Garante: MODULO DEL GARANTE

Ovviamente oltre a quanto strettamente previsto in tema di diritti sui dati al titolare o responsabile è contestabile ogni utilizzo illegittimo o non conforme alle regole, con eventuale richiesta di rimborso del danno.

RECLAMO AL GARANTE
Per ogni violazione alle regole di legge il Garante è disponibile ad accogliere e gestire reclami, a prescindere dal fatto che ci si sia già rivolti al titolare del trattamento.
All’invio del reclamo segue un’istruttoria ed un eventuale provvedimento amministrativo formale con cui il Garante agisce sui titolari e responsabili del trattamento secondo i propri poteri sanciti dalle norme europee (art.58).

Il reclamo al Garante della Privacy è fattibile:
- per raccomandata A/R indirizzata a Garante per la protezione dei dati personali, Piazza di Monte Citorio, 121 00186 Roma;
- con consegna a mano allo stesso indirizzo;
- via posta elettronica certificata (PEC) indirizzando a protocollo@pec.gpdp.it

Informazioni e modulistica si trovano QUI

RICORSO GIUDIZIALE
Tutte le controversie che riguardano la privacy possono essere portate davanti al giudice ordinario, agendo direttamente contro il titolare o il responsabile del trattamento.

Occorre promuovere l’azione davanti ad una autorità giurisdizionale (Tribunale) dello Stato membro in cui risiede l’interessato (normalmente quello della propria città). Il giudice, oltre a decidere provvedimenti a carico del titolare/responsabile del trattamento dei dati, può anche decidere sul rimborso del danno.

Il ricorso può anche esser fatto avverso un provvedimento del Garante o nel caso in cui a seguito della presentazione del reclamo già detto non vi sia stata risposta o notizia nei tre mesi.

RIFERIMENTI NORMATIVI
- Regolamento UE 2016/679 artt. dal 15 al 22 (diritti) art.58 (poteri dell’autorità) art.77 (reclamo al garante) e 78/79 (ricorso giudiziale);
- Delibera Garante della Privacy n.374 del 31/5/2018

(versione precedente della scheda: 12/7/2010)
 
 
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