Martedì 25 agosto 2026
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Cara ADUC

Multe per sosta vietata in parcheggio privato: come contestarle

25 agosto 2026
Domanda 25 agosto 2026
Ho ricevuto tre preavvisi di accertamento relativi alla mia autovettura Suzuki Swift, targa ***, parcheggiata presso l'area di parcheggio del Centro Commerciale Oriocenter, in Via ***, Orio al Serio.
I tre preavvisi sono:
n. ***, accertato il 15/08/2026 alle ore 01:22;
n. ***, accertato il 16/08/2026 alle ore 00:54;
n. ***, accertato il 19/08/2026 alle ore 00:54.
Tutti contestano la violazione dell'art. 7, commi 1 e 14, del Codice della Strada, in relazione al divieto di parcheggio dalle ore 00:00 alle ore 05:00.
Presso il centro commerciale è presente un cartello che richiama l'Ordinanza n. 42 del 14/10/2011 e indica che, per motivi di sicurezza, è vietato parcheggiare nei parcheggi del Centro Commerciale Oriocenter dalle ore 00:00 alle ore 05:00.
Il cartello, tuttavia, non si trovava in corrispondenza degli stalli presso i quali era parcheggiata la mia autovettura, ma in un'altra posizione all'interno del complesso. Considerata inoltre l'estensione dell'area di parcheggio, vorrei capire se la modalità con cui il divieto è segnalato sia sufficiente a rendere effettivamente conoscibile la prescrizione agli utenti e se l'Ordinanza n. 42/2011 sia effettivamente applicabile alla specifica area nella quale si trovava il veicolo.
Ho intenzione di presentare al Comando di Polizia Locale del Comune di Orio al Serio una richiesta di riesame e annullamento in autotutela, chiedendo anche copia dell'ordinanza, l'individuazione precisa delle aree interessate dal divieto, la documentazione relativa alla segnaletica, eventuali fotografie effettuate dagli agenti e la documentazione utilizzata per individuare l'esatta posizione del veicolo.
Prima di procedere, tuttavia, vorrei avere un vostro parere sulla situazione e, in particolare, sapere:
se vi siano effettivi presupposti per contestare i tre preavvisi;
se la segnaletica descritta possa essere considerata sufficiente ai fini della validità del divieto;
se sia rilevante il fatto che l'area sia un parcheggio di un centro commerciale e quali siano i requisiti affinché possa essere applicato il Codice della Strada;
se i tre accertamenti possano essere contestati anche in relazione al fatto che riguardano il medesimo veicolo e la medesima situazione di sosta;
quale sia la procedura più opportuna da seguire e se sia consigliabile presentare prima l'istanza di autotutela al Comune oppure procedere direttamente con un eventuale ricorso;
se, considerando gli importi delle tre sanzioni e i possibili costi di un ricorso, riteniate economicamente conveniente procedere.
Allego le fotografie dei tre preavvisi di accertamento e la fotografia del cartello presente presso il centro commerciale.
Vorrei quindi un vostro parere sulla possibilità di contestare le sanzioni e, se possibile, indicazioni sui passi successivi da intraprendere.
Grazie
Alessio, dalla provincia di MI

Risposta ADUC
Gentile Alessio,
Premesso che gli allegati che dice non ci sono, per cui facciamo fede alla sua descrizione.
Andiamo con ordine sui diversi profili che ha posto.

Sulla segnaletica: se effettivamente il cartello che richiama l'ordinanza non si trova in corrispondenza degli stalli dove era parcheggiato il suo veicolo, questo è un elemento potenzialmente rilevante. La segnaletica stradale deve essere posizionata in modo da essere effettivamente visibile e conoscibile da chi si trova nel luogo interessato dal divieto: un'area di parcheggio molto estesa con un solo cartello collocato altrove può non soddisfare questo requisito, ma (ricordandole che non ci ha inviato la foto e che in linea di massima questo cartello dovrebbe essere apposto ad ogni ingresso del parcheggio), la valutazione definitiva su "quanto distante è troppo distante" spetta al giudice, caso per caso, anche sulla base di planimetrie e fotografie.

Sull'applicabilità del Codice della Strada a un parcheggio privato di centro commerciale: la giurisprudenza ammette che le aree private aperte alla libera circolazione di un numero indeterminato di persone (come i parcheggi di centri commerciali) possano essere assimilate a strade ad uso pubblico ai fini del Codice della Strada, a condizione che vi sia una regolare ordinanza del Comune che lo disponga e che tale ordinanza sia stata adottata nei modi previsti. Verificare che l'ordinanza n. 42/2011 riguardi esattamente quell'area, e non altre porzioni del complesso, è quindi un punto centrale della sua contestazione, ed è corretto richiederne copia integrale.

Sul fatto che siano tre accertamenti distinti: ogni notte di sosta vietata costituisce, in linea di principio, una violazione autonoma, quindi non c'è di per sé un vizio nella loro moltiplicazione, salvo che le circostanze del singolo accertamento (fotografie, orari, posizione) presentino le stesse criticità di segnaletica che lei ha individuato per il primo caso.

Sulla procedura, la sua strategia è corretta: la richiesta di accesso agli atti e l'istanza in autotutela alla Polizia Locale sono il primo passo sensato, e non le fanno perdere tempo utile, perché i termini di 60 giorni al Prefetto o 30 giorni al Giudice di Pace decorrono dalla notifica e restano comunque validi se l'autotutela non dovesse essere accolta; verifichi solo di non lasciare scadere questi termini nell'attesa di risposta dal Comune, quindi valuti di presentare eventualmente il ricorso in parallelo se la scadenza si avvicina.

Sulla convenienza economica (non sappiamo quanto siano gli importi delle multe), con tre sanzioni della stessa natura e problematiche comuni, il ricorso al Giudice di Pace (senza necessità di avvocato per importi di questo tipo, oppure con assistenza legale se preferisce) può essere valutato in un'unica soluzione, riducendo i costi rispetto a procedimenti separati.

Le ricordiamo che può trovare il nostro modulo per ricorsi e istanze.

Per approfondire: la nostra guida sul ricorso al Giudice di Pace
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