Cara ADUC
Contratti commerciali e responsabilità del venditore
Domanda
20 aprile 2021
Cara ADUC,
mi ricollego ad una vs. precedente risposta:
https://sosonline.aduc.it/lettera/garanzia+venditore+pixel+bruciati+schermo+pc_169126.php
Sono un rivenditore di informatica da 40 anni. Da quando è nato l'e-commerce ho iniziato ad acquistare dai più grandi e noti distributori italiani di tali prodotti.
Da anni ormai accade però che, grazie ad una falla nella legge che dovrebbe tutelare il consumatore finale, il produttore e/o il distributore possano bellamente ignorare ogni problema post-vendita, rifiutando addirittura la sostituzione di prodotti arrivati difettosi (in gergo Dead on Arrival DOA) e rimbalzare a un servizio di terzi la gestione della garanzia commerciale, imponendo tempi, modi e costi inappropriati!
Tutto questo semplicemente inserendo opporture clausole strategiche nei contratti di compravendita (più o meno nascosti) che impone di accettare ai propri clienti.
Pertanto, chi rappresenta l'ultimo anello della catena distributiva, ovvero chi vende al consumatore finale, perde ogni tutela, trovandosi fra l'incudine e il martello.
Praticamente non è più in grado di assolvere a quel principio fondamentale sancito dal codice del consumo (d.lgs.206/05), agli articoli dal 128 al 135, che regola la garanzia legale sui beni di consumo venduti ai consumatori.
Derivante dalla norma originaria, il d.lgs. 24/2002 attuativo della direttiva 1999/44/CE che ha modificato il codice civile introducendo gli articoli dal 1519 bis al 1519 nonies, poi abrogati ed inglobati dal codice del consumo stesso.
In poche parole, se è vero che il venditore finale deve fornire garanzie al consumatore, come si può accettare che il produttore, direttamente o attraverso il distributore, non sia sottoposto agli stessi obblighi ?
E' normale che io riceva prodotti difettosi dal distributore e sia obbligato ad accettare clausole di un contratto che prevede costi di reso a mio carico, attese di settimane per avere il reso, prodotti ricondizionati in sostituzione di nuovi, e altre amenità del genere?
Sarebbe anche ora di smetterla con queste prese in giro.
Esiste qualcuno a cui la mia categoria può rivolgersi per essere tutelata ?
Grazie per l'eventuale risposta.
Un rivenditore disperato che s'illude ancora di poter offrire un servizio serio ai propri clienti.
Riccardo
mi ricollego ad una vs. precedente risposta:
https://sosonline.aduc.it/lettera/garanzia+venditore+pixel+bruciati+schermo+pc_169126.php
Sono un rivenditore di informatica da 40 anni. Da quando è nato l'e-commerce ho iniziato ad acquistare dai più grandi e noti distributori italiani di tali prodotti.
Da anni ormai accade però che, grazie ad una falla nella legge che dovrebbe tutelare il consumatore finale, il produttore e/o il distributore possano bellamente ignorare ogni problema post-vendita, rifiutando addirittura la sostituzione di prodotti arrivati difettosi (in gergo Dead on Arrival DOA) e rimbalzare a un servizio di terzi la gestione della garanzia commerciale, imponendo tempi, modi e costi inappropriati!
Tutto questo semplicemente inserendo opporture clausole strategiche nei contratti di compravendita (più o meno nascosti) che impone di accettare ai propri clienti.
Pertanto, chi rappresenta l'ultimo anello della catena distributiva, ovvero chi vende al consumatore finale, perde ogni tutela, trovandosi fra l'incudine e il martello.
Praticamente non è più in grado di assolvere a quel principio fondamentale sancito dal codice del consumo (d.lgs.206/05), agli articoli dal 128 al 135, che regola la garanzia legale sui beni di consumo venduti ai consumatori.
Derivante dalla norma originaria, il d.lgs. 24/2002 attuativo della direttiva 1999/44/CE che ha modificato il codice civile introducendo gli articoli dal 1519 bis al 1519 nonies, poi abrogati ed inglobati dal codice del consumo stesso.
In poche parole, se è vero che il venditore finale deve fornire garanzie al consumatore, come si può accettare che il produttore, direttamente o attraverso il distributore, non sia sottoposto agli stessi obblighi ?
E' normale che io riceva prodotti difettosi dal distributore e sia obbligato ad accettare clausole di un contratto che prevede costi di reso a mio carico, attese di settimane per avere il reso, prodotti ricondizionati in sostituzione di nuovi, e altre amenità del genere?
Sarebbe anche ora di smetterla con queste prese in giro.
Esiste qualcuno a cui la mia categoria può rivolgersi per essere tutelata ?
Grazie per l'eventuale risposta.
Un rivenditore disperato che s'illude ancora di poter offrire un servizio serio ai propri clienti.
Riccardo
Risposta ADUC
se le viene venduto un prodotto che non risponde alle caratteristiche per le quali vi siete accordati, lei ne può pretendere sostituzione o rimborso. Sui tempi e le difficoltà che potrà incontrare è solo frutto di accordi fra le parti, e se la sua è inadempiente potrà sempre pretendere il dovuto anche con una diffida:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Il codice del consumo è un ulteriore passaggio nel rapporto tra lei (che si presuppone professionista, a differenza del consumatore) e l'acquirente.
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Il codice del consumo è un ulteriore passaggio nel rapporto tra lei (che si presuppone professionista, a differenza del consumatore) e l'acquirente.
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