Cara ADUC
carta di debito prepagata revolut
Domanda
31 maggio 2021
io possiedo dal 2018 una carta di debito ricaricabile revolut che funziona utilizzando il circuito mastercard e un conto con Iban che inizialmente era inglese ed ora, dopo la brexit, è lituano. La uso prevalentemente per le spese all'estero in valuta diversa dall'euro perchè non addebitano commissioni. Sul conto, che ricarico con una carta di credito prepagata emessa da una banca italiana, ci sono stati al massimo 400/500 euro. Da poco revolut mi chiede di inserire il mio codice fiscale fra i miei dati personali perchè deve comunicarli alle autorità (non capisco se italiane o lituane). Avrei dovuto inserire nella mia dichiarazione dei redditi che possiedo questa carta di debito con relativo Iban? Devo pagare delle tasse in Italia o in Lituania per questa carta di debito prepagata?
Filippo, dalla provincia di TN
Filippo, dalla provincia di TN
Risposta ADUC
in generale, le persone fisiche residenti in Italia che detengono attività estere di natura finanziaria devono compilare il quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche ai fini del monitoraggio fiscale e dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari dei conti correnti (IVAFE).
L’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 15.000 euro (basta che detto valore sia superato un solo giorno dell'anno affinchè scatti l'obbligo); altresì, è in ogni caso tenuto alla compilazione del quadro Rw ove sia dovuta l'IVAFE (per i conti correnti, l'Ivafe è dovuta nella misura fissa di € 34,20 su base annua in tutti i casi dove la giacenza media di tutti i conti detenuti all'estero superi i 5.000 euro).
Inoltre, ai fini delle imposte sui redditi, se il conto corrente ha generato interessi attivi, questi devono essere dichiarati nel quadro RM del modello Redditi, e saranno soggetti ad un'imposta sostitutiva del 26%.
Pertanto, se nessuna delle due soglie è superata, non sussiste obbligo di dichiarazione.
L’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 15.000 euro (basta che detto valore sia superato un solo giorno dell'anno affinchè scatti l'obbligo); altresì, è in ogni caso tenuto alla compilazione del quadro Rw ove sia dovuta l'IVAFE (per i conti correnti, l'Ivafe è dovuta nella misura fissa di € 34,20 su base annua in tutti i casi dove la giacenza media di tutti i conti detenuti all'estero superi i 5.000 euro).
Inoltre, ai fini delle imposte sui redditi, se il conto corrente ha generato interessi attivi, questi devono essere dichiarati nel quadro RM del modello Redditi, e saranno soggetti ad un'imposta sostitutiva del 26%.
Pertanto, se nessuna delle due soglie è superata, non sussiste obbligo di dichiarazione.
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