Cara ADUC
Caparra hotel non rimborsata dopo disdetta: quando si ha diritto al rimborso
Domanda
24 agosto 2026
Oggetto: Richiesta di consulenza per restituzione caparra alberghiera di €130
Buongiorno, vorrei chiedere una consulenza in merito alla restituzione di una caparra versata per una prenotazione alberghiera.
In data 12/04/2026 ho prenotato presso l'Hotel Acacia un soggiorno per 2 adulti e 1 bambino di 5 anni, dal 1° all'8 settembre 2026, per un totale di €930.
Nel preventivo inviato dall'hotel era indicato quanto segue: “A seguito di Vs. breve conferma sul ns. preventivo, verrà richiesta una caparra di Euro 130,00 tramite bonifico. In caso di disguido fino a 21 giorni prima dell'arrivo la caparra verrà rimborsata completamente, a seguire tratterremo il 100% oppure avete la possibilità di posticipare la vacanza in base alla disponibilità.”
Abbiamo quindi versato la caparra di €130.
Successivamente, in data 19/08/2026, quindi circa 13 giorni prima dell'arrivo, abbiamo comunicato all'hotel che non avremmo più usufruito del soggiorno.
L'hotel ci ha risposto per iscritto: “La ringraziamo come già anticipato telefonicamente provvediamo alla restituzione della caparra non appena verrà rioccupata la camera, diversamente sarà trattenuta dall'azienda come già scritto nel preventivo inviato il 13.04.2026.”
Vorrei sapere se questa modalità è corretta e, soprattutto, se l'hotel può trattenere la caparra nel caso in cui la camera venga successivamente nuovamente venduta.
In particolare, vorrei sapere:
1. Se, qualora la camera venga rioccupata per le stesse date (1-8 settembre), abbiamo diritto alla restituzione dei €130.
2. Se l'hotel ha l'obbligo di informarci qualora la camera venga nuovamente prenotata.
3. Se possiamo chiedere all'hotel di dimostrare che la camera non è stata rioccupata.
4. Se il fatto che l'hotel continui a pubblicizzare disponibilità per quel periodo può avere rilevanza.
5. Se possiamo formalmente chiedere la restituzione della caparra e, in caso di rifiuto, quali sono i passi successivi per far valere i nostri diritti.
Sono in possesso del preventivo, della conferma della prenotazione, della ricevuta del bonifico della caparra e delle comunicazioni scritte intercorse con l'hotel.
Ringrazio anticipatamente per la consulenza e resto a disposizione per fornire tutta la documentazione necessaria.
Cordiali saluti
Arianna
Buongiorno, vorrei chiedere una consulenza in merito alla restituzione di una caparra versata per una prenotazione alberghiera.
In data 12/04/2026 ho prenotato presso l'Hotel Acacia un soggiorno per 2 adulti e 1 bambino di 5 anni, dal 1° all'8 settembre 2026, per un totale di €930.
Nel preventivo inviato dall'hotel era indicato quanto segue: “A seguito di Vs. breve conferma sul ns. preventivo, verrà richiesta una caparra di Euro 130,00 tramite bonifico. In caso di disguido fino a 21 giorni prima dell'arrivo la caparra verrà rimborsata completamente, a seguire tratterremo il 100% oppure avete la possibilità di posticipare la vacanza in base alla disponibilità.”
Abbiamo quindi versato la caparra di €130.
Successivamente, in data 19/08/2026, quindi circa 13 giorni prima dell'arrivo, abbiamo comunicato all'hotel che non avremmo più usufruito del soggiorno.
L'hotel ci ha risposto per iscritto: “La ringraziamo come già anticipato telefonicamente provvediamo alla restituzione della caparra non appena verrà rioccupata la camera, diversamente sarà trattenuta dall'azienda come già scritto nel preventivo inviato il 13.04.2026.”
Vorrei sapere se questa modalità è corretta e, soprattutto, se l'hotel può trattenere la caparra nel caso in cui la camera venga successivamente nuovamente venduta.
In particolare, vorrei sapere:
1. Se, qualora la camera venga rioccupata per le stesse date (1-8 settembre), abbiamo diritto alla restituzione dei €130.
2. Se l'hotel ha l'obbligo di informarci qualora la camera venga nuovamente prenotata.
3. Se possiamo chiedere all'hotel di dimostrare che la camera non è stata rioccupata.
4. Se il fatto che l'hotel continui a pubblicizzare disponibilità per quel periodo può avere rilevanza.
5. Se possiamo formalmente chiedere la restituzione della caparra e, in caso di rifiuto, quali sono i passi successivi per far valere i nostri diritti.
Sono in possesso del preventivo, della conferma della prenotazione, della ricevuta del bonifico della caparra e delle comunicazioni scritte intercorse con l'hotel.
Ringrazio anticipatamente per la consulenza e resto a disposizione per fornire tutta la documentazione necessaria.
Cordiali saluti
Arianna
Risposta ADUC
Gentile Arianna,
Il caso riguarda un contratto di soggiorno con una condizione di cancellazione chiaramente pattuita nel preventivo, che lei stesso conferma di aver accettato prenotando. Chiariamo innanzitutto la natura di quanto versato: si tratta di una caparra confirmatoria, che per sua natura giuridica non è semplicemente "trattenibile a discrezione", ma segue una logica precisa, ossia funge da anticipo se il contratto si esegue, mentre in caso di recesso di chi l'ha versata la parte che riceve la caparra può trattenerla a titolo di risarcimento forfettario del mancato guadagno.
Nel suo caso la condizione pattuita era chiara: oltre i 21 giorni dall'arrivo, in caso di rinuncia il 100% della caparra viene trattenuto. Avendo comunicato la rinuncia a circa 13 giorni dall'arrivo, quindi oltre il termine previsto, la clausola prevede la trattenuta integrale, e su questo punto la posizione dell'hotel di trattenere i 130 euro trova base contrattuale.
Ora l'albergo si rende disponibile ad una restituzione della caparra se riesce ad affittare la stanza per il periodo che lei aveva prenotato. Bene, è una variazione a suo vantaggio
Le suggeriamo comunque di inviare una richiesta scritta formale, segnalando che l'hotel stesso ha dichiarato disponibilità a restituire la caparra e chiedendo conferma scritta dei tempi. In caso di rifiuto ingiustificato, la via è la diffida scritta e, se necessario, il Giudice di Pace, competente per il valore della controversia.
Può utilizzare il nostro modulo per la diffida.
Per approfondire: la nostra guida sul Giudice di Pace
Il caso riguarda un contratto di soggiorno con una condizione di cancellazione chiaramente pattuita nel preventivo, che lei stesso conferma di aver accettato prenotando. Chiariamo innanzitutto la natura di quanto versato: si tratta di una caparra confirmatoria, che per sua natura giuridica non è semplicemente "trattenibile a discrezione", ma segue una logica precisa, ossia funge da anticipo se il contratto si esegue, mentre in caso di recesso di chi l'ha versata la parte che riceve la caparra può trattenerla a titolo di risarcimento forfettario del mancato guadagno.
Nel suo caso la condizione pattuita era chiara: oltre i 21 giorni dall'arrivo, in caso di rinuncia il 100% della caparra viene trattenuto. Avendo comunicato la rinuncia a circa 13 giorni dall'arrivo, quindi oltre il termine previsto, la clausola prevede la trattenuta integrale, e su questo punto la posizione dell'hotel di trattenere i 130 euro trova base contrattuale.
Ora l'albergo si rende disponibile ad una restituzione della caparra se riesce ad affittare la stanza per il periodo che lei aveva prenotato. Bene, è una variazione a suo vantaggio
Le suggeriamo comunque di inviare una richiesta scritta formale, segnalando che l'hotel stesso ha dichiarato disponibilità a restituire la caparra e chiedendo conferma scritta dei tempi. In caso di rifiuto ingiustificato, la via è la diffida scritta e, se necessario, il Giudice di Pace, competente per il valore della controversia.
Può utilizzare il nostro modulo per la diffida.
Per approfondire: la nostra guida sul Giudice di Pace
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