Lunedì 31 agosto 2026
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Cara ADUC

Trasloco linea WindTre bloccato 4 mesi: come chiedere indennizzo

31 agosto 2026
Domanda 31 agosto 2026
Buonasera, sono stato in studio da Voi qualche settimana fa. Riepilogo in breve l'accaduto. Ho richiesto trasloco della linea telefonica/internet, da Treviso a Firenze nell'agosto 2025.
Per 4 mesi WindTre non è stata in grado di portare la linea, e in quel lasso di tempo non sono stati onesti nel spiegarmi perché, fino a che non ho scoperto da solo che è una cosa che non si può fare, anche se loro non l'hanno mai ammesso.
Ho mandato a WindTre varie pec (3) che ripercorrono tutti i passaggi dal momento della mia iniziale richiesta di trasloco al momento in cui ho deciso di smettere di pagare le loro bollette, cioè Gennaio 2026.
Non mi hanno mai risposto.
Mi hanno fatto contattare da uno studio di recupero crediti per pagare le bollette non pagate.
Durante il colloquio con Voi, mi avete consigliato di inviare nuovamente PEC a Wind con il riassunto della mia esperienza, e con anche richiesta di indennizzo, cosa che ho fatto.
Ora, WindTre mi ha dato conferma di aver ricevuto la mia segnalazione. Il loro studio legale mi ha poco fa mandato mail di risposta con pdf che allego.
Il passaggio successivo sarebbe di fare una segnalazione su ConciliaWeb, di AGCOM, corretto?
Avete dei consigli al riguardo?
Grazie
Nicola, dalla provincia di FI

Risposta ADUC
Gentile Nicola,
Il passaggio che ha in mente è corretto, ma con una precisazione sui tempi e sulla procedura.

Poiché ha già inviato reclamo scritto all'operatore (le PEC) senza ottenere risposta soddisfacente nei 45 giorni previsti, la condizione per accedere alla conciliazione è soddisfatta. Il fatto che ora le abbia scritto lo studio legale della società di recupero crediti non cambia questo quadro: quella lettera è un tentativo di recupero del credito (presumibilmente relativo alle fatture che lei ha smesso di pagare da gennaio 2026, ritenendo il servizio non erogato), non una risposta di merito al suo reclamo sul disservizio.

Le confermiamo quindi che il passaggio corretto è la conciliazione obbligatoria tramite la piattaforma ConciliaWeb di AGCOM (accesso con SPID o CIE).

Se la conciliazione non si conclude con un accordo, avrà due strade alternative: presentare istanza di definizione al Corecom (modulo GU14, entro 3 mesi dal verbale di mancata conciliazione), che può riconoscerle indennizzi automatici tabellari per il disservizio e il mancato trasloco della linea nei tempi previsti, oppure agire direttamente davanti al Giudice di Pace se vuole anche il risarcimento del danno ulteriore, che il Corecom non può liquidare.

Quanto al credito richiesto dalla società di recupero, nella conciliazione può e deve far valere anche la contestazione di quell'importo, motivandola con il disservizio documentato dalle PEC: se il servizio non è mai stato erogato nel periodo indicato, le fatture relative non sono dovute, ma questo va fatto valere formalmente nella procedura, non ignorando semplicemente le richieste di pagamento.

Inoltre, ha diritto all'indennizzo per mancata risposta ai reclami (fino a 300 Euro).

Le ricordiamo la scheda di riferimento sulla procedura di conciliazione obbligatoria davanti al Corecom.
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