Giovedì 1 ottobre 2026
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Cara ADUC

spedizionidagliusa.com

13 gennaio 2018
Domanda 13 gennaio 2018
gentile ADUC,
mi sono affidato all'azienda di "forwarding" in oggetto per alcuni acquisti dagli USA.
Dopo aver verificato nell'elenco online pubblicato sul sito dell'azienda che le merci a cui ero interessato fossero consentite, procedo con l'acquisto dei beni da vari venditori e li faccio spedire presso il recapito dell'azienda come da loro istruzioni.
i beni acquistati sono due torce per uso sportivo usate (perfettamente esportabili come confermatomi dalle aziende produttrici) e un kit per softair (accessori estetici per una replica di arma, totalmente legale in Italia).
Il 19/12/17 chiedo la spedizione dei miei acquisti.
Non ricevendo nessuna risposta chiedo, il 22/12/17, perché non abbia ancora ricevuto l'email di conferma e se vi fosse qualche problema con il mio ordine.
Mi rispondo che devo attendere l'invio dell'email di conferma.
Non ricevendo ancora nessuna loro email richiedo nuovamente chiarimenti il 28/12/17, e mi rispondono che il mio box contiene parti di arma da fuoco e che
attendono la conferma di un non specificato "chi di dovere" per autorizzare la spedizione.
Ho provato tramite molti messaggi a far capire che i pezzi acquistati non erano per armi vere ma per repliche giocattolo/softair ma per loro restano pezzi per armi da fuoco.
Questo perché, come ho avuto modo di scoprire tramite ricerche personali, l'attività softair è in New Jersey, dove è situata l'azienda in questione, vietata per legge e quindi i pezzi da me ordinati vengono considerati a tutti gli effetti pezzi di arma da fuoco.
Di tutto questo ovviamente l'azienda non ha fatto nessuna menzione nell'elenco delle merci consentite o vietate, anzi, suddetto elenco sembra proprio suggerire il contrario.
http://spedizionidagliusa.com/merci-consentite.html
Il 05/01/18 mi viene confermato che la mia merce non può essere spedita, ma che può essere o distrutta o restituita al mittente. Gli oggetti non possono essere restituiti dato che l'azienda è entrata materialmente in possesso degli oggetti settimane prima delle mie richieste di chiarimento e quindi, secondo le regole di restituzione specifiche di ciascun oggetto stabilite dai rispettivi venditore, i limiti di tempo per la restituzione sono scaduti.
Di fronte alla minaccia di veder distrutti oggetti del valore di svariate centinaia di euro, chiedo (o meglio, sono costretto a chiedere) la spedizione verso un'altra azienda di forwarding per ricevere finalmente la merce da me acquistata.
Dato che ho dovuto comunque pagare l'azienda anche se non ha portato a termine il contratto come inizialmente pattuito, non avendo spedito a me qui in Italia, e che ho dovuto affrontare ulteriori spese a causa dell'operato dell'azienda stessa, posso chiedere all'azienda il rimborso di queste suddette spese?
Inoltre, avendo pagato con carta di credito, è questo uno di quei casi in cui si prospetta la possibilità di richiedere un chargeback?
ringraziando per l'attenzione,porgo distinti saluti.
Giuseppe, da Enna (EN)

Risposta ADUC
a quanto scrive, Lei ha deciso di non richiedere la distruzione o la restituzione della merce, ma di richiedere alla prima azienda l'invio della stessa ad altra azienda di spedizione. Non vediamo colpe della prima, se è vero che la merce richiesta è considerata in America arma da fuoco.
Quindi a ns. avviso non può richiedere alla stessa il rimborso di ulteriori spese, nè di avviare la procedura di chargeback (procedura di rimborso) in quanto non vi è la prova della restituzione o della distruzione della merce e quindi della mancata transazione.
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