Martedì 25 agosto 2026
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Cara ADUC

Revoca SPID PosteID: Poste può rifiutare la firma FEA con CieSign?

25 agosto 2026
Domanda 25 agosto 2026
Buongiorno,

vi contatto per chiedere un vostro parere sulla correttezza della procedura che Poste Italiane sta applicando alla mia richiesta di revoca di un'Identità Digitale PosteID abilitata a SPID.

In data 11/08/2026 ho presentato la richiesta di revoca utilizzando CieSign e la mia Carta d'Identità Elettronica. La sottoscrizione effettuata tramite CieSign è una Firma Elettronica Avanzata (FEA).

La richiesta è stata respinta da Poste con la seguente motivazione: «La firma digitale non risulta valida.» Non è stata fornita alcuna ulteriore spiegazione relativa al motivo tecnico o giuridico del mancato riconoscimento della firma.

Ho verificato il documento utilizzando uno degli strumenti indicati da AgID per la verifica delle firme. Il risultato riportava: «Firma verificata: OK», verifica di validità online effettuata tramite CRL, «Stato firma: TOTAL_PASSED», formato PAdES.

Ho inoltre effettuato la verifica tramite il verificatore ufficiale di Poste. Tale verificatore segnala alcune anomalie relative al certificato e alla catena di certificazione, ma conclude espressamente: «La firma è integra e valida.»

La documentazione ufficiale del Ministero dell'Interno indica che CieSign consente di utilizzare la CIE per apporre una FEA e specifica che la FEA può essere utilizzata salvo i casi nei quali la normativa richieda espressamente una firma elettronica qualificata.

Il mio dubbio è quindi il seguente: Poste può rifiutare una richiesta di revoca SPID sottoscritta tramite FEA CieSign e pretendere una firma digitale qualificata, pur senza indicare quale disposizione normativa o quale specifico requisito della procedura renda necessaria una FEQ per questa richiesta?

A questo si aggiunge un secondo problema. Come alternativa, Poste mi ha richiesto nuovamente l'invio della documentazione personale tramite e-mail. Non intendo utilizzare questo canale per trasmettere documenti personali e ho chiesto l'indicazione di una modalità alternativa che consenta di identificarmi senza inviare tali documenti tramite semplice posta elettronica. Finora non mi è stata indicata una soluzione alternativa.

Vi chiedo quindi, se possibile, un parere sui seguenti punti:
se sia legittimo per Poste non accettare la FEA effettuata tramite CieSign per questa specifica procedura, in assenza di un'indicazione della norma o della regola procedurale che richieda una FEQ;
se Poste debba indicare una modalità alternativa per completare la revoca senza richiedere l'invio di documenti personali tramite semplice e-mail;
quale sia, secondo voi, il modo più opportuno per contestare formalmente la gestione della richiesta.

Grazie
Davide, dalla provincia di MI

Risposta ADUC
Gentile Davide,
Poste può pretendere la FEQ, perché l'art. 60 DPCM 22/2/2013 limita l'uso della FEA ai rapporti con l'erogatore della soluzione, salvo accettazione del destinatario — e Poste è libera di non accettarla. Non è però corretta la motivazione data ("firma non valida"), perché la firma è tecnicamente valida (lo confermano sia AgID che il verificatore Poste). Il problema è di ambito d'uso, non di validità, e Poste ha l'onere di dirlo chiaramente, non di inventare un'invalidità che non esiste.
Per quanto riguarda le modalità di invio, l'alternativa all'email esiste già nella loro modulistica ufficiale — invio via PEC a [email protected].
Infine, non conviene contestare il merito (la pretesa FEQ è difendibile da parte loro). Conviene contestare solo la motivazione fornita, con reclamo PEC che: allega le due verifiche di validità firma, contesta la genericità/scorrettezza della dicitura "non valida", e chiede la motivazione corretta per iscritto (utile se in futuro serve documentare un comportamento scorretto). In parallelo, proceda comunque con l'invio via PEC per chiudere la revoca senza attendere la risposta al reclamo.
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