Cara ADUC
Recupero crediti Pula Parking Croazia: come contestare importi sproporzionati
Domanda
7 settembre 2026
Buongiorno,
chiedo un vostro parere in merito a una richiesta di pagamento avanzata da Pula Parking d.o.o. (Croazia) tramite uno studio legale croato.
Il fatto risale al 12/08/2025. Durante un soggiorno a Pola ho parcheggiato la mia auto in un'area a pagamento gestita da Pula Parking. Non risultava acquistato un valido titolo di sosta e venne emessa una carta di parcheggio giornaliera di 31,20 euro.
Non ho provveduto al pagamento e, alcuni mesi dopo, ho iniziato a ricevere in Italia richieste di pagamento da parte di uno studio legale incaricato da Pula Parking. L'importo richiesto è progressivamente aumentato fino agli attuali 226,20 euro, principalmente per spese amministrative e legali.
Ho contestato la sproporzione tra il credito originario (31,20 euro) e gli importi richiesti, evidenziando inoltre che si trattava di un parcheggio privato e che non era chiaro come effettuare il pagamento. Lo studio ha respinto le contestazioni sostenendo che l'utilizzo del parcheggio comporta la conclusione di un contratto disciplinato dalla normativa croata.
L'11/08/2026 ho ricevuto un "Terzo invito con allegato atto introduttivo del giudizio". Nella lettera si afferma che, se non pagherò 226,20 euro entro 8 giorni, l'atto verrà depositato presso il Tribunale Comunale di Pola.
All'atto è allegata una traduzione italiana della citazione. Viene richiesto il pagamento del credito di 31,20 euro oltre a interessi e spese processuali. Lo studio stima tali spese in almeno 739,93 euro (compensi legali, traduzioni, tasse giudiziarie e altri costi).
Vorrei sapere:
se il Tribunale croato possa essere competente nei confronti di una consumatrice residente in Italia;
se la richiesta di importi accessori molto superiori al credito originario sia contestabile sotto il profilo della tutela del consumatore e della proporzionalità;
quali sarebbero le conseguenze pratiche di un eventuale giudizio in Croazia;
se una eventuale sentenza croata potrebbe essere riconosciuta ed eseguita in Italia;
quale strategia ritenete più opportuna tra contestazione, tentativo di accordo transattivo o pagamento.
Dispongo di tutta la documentazione (diffide, risposte dello studio, atto di citazione tradotto, procura, prospetto spese e fotografie) che posso trasmettere integralmente.
Ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto.
Cordiali saluti
Diana
chiedo un vostro parere in merito a una richiesta di pagamento avanzata da Pula Parking d.o.o. (Croazia) tramite uno studio legale croato.
Il fatto risale al 12/08/2025. Durante un soggiorno a Pola ho parcheggiato la mia auto in un'area a pagamento gestita da Pula Parking. Non risultava acquistato un valido titolo di sosta e venne emessa una carta di parcheggio giornaliera di 31,20 euro.
Non ho provveduto al pagamento e, alcuni mesi dopo, ho iniziato a ricevere in Italia richieste di pagamento da parte di uno studio legale incaricato da Pula Parking. L'importo richiesto è progressivamente aumentato fino agli attuali 226,20 euro, principalmente per spese amministrative e legali.
Ho contestato la sproporzione tra il credito originario (31,20 euro) e gli importi richiesti, evidenziando inoltre che si trattava di un parcheggio privato e che non era chiaro come effettuare il pagamento. Lo studio ha respinto le contestazioni sostenendo che l'utilizzo del parcheggio comporta la conclusione di un contratto disciplinato dalla normativa croata.
L'11/08/2026 ho ricevuto un "Terzo invito con allegato atto introduttivo del giudizio". Nella lettera si afferma che, se non pagherò 226,20 euro entro 8 giorni, l'atto verrà depositato presso il Tribunale Comunale di Pola.
All'atto è allegata una traduzione italiana della citazione. Viene richiesto il pagamento del credito di 31,20 euro oltre a interessi e spese processuali. Lo studio stima tali spese in almeno 739,93 euro (compensi legali, traduzioni, tasse giudiziarie e altri costi).
Vorrei sapere:
se il Tribunale croato possa essere competente nei confronti di una consumatrice residente in Italia;
se la richiesta di importi accessori molto superiori al credito originario sia contestabile sotto il profilo della tutela del consumatore e della proporzionalità;
quali sarebbero le conseguenze pratiche di un eventuale giudizio in Croazia;
se una eventuale sentenza croata potrebbe essere riconosciuta ed eseguita in Italia;
quale strategia ritenete più opportuna tra contestazione, tentativo di accordo transattivo o pagamento.
Dispongo di tutta la documentazione (diffide, risposte dello studio, atto di citazione tradotto, procura, prospetto spese e fotografie) che posso trasmettere integralmente.
Ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto.
Cordiali saluti
Diana
Risposta ADUC
Gentile Diana,
rispondiamo in ordine
1 - il tribunale è competente, altro problema è il procedimento per eventualmente far valere la sentenza in Italia. Procedimento lungo costoso che difficilmente prenderanno in considerazione.
2 - sulla proporzionalità non le sappiamo che dire, non conoscendo la legge croata. Sul fatto che un debito aumenti quando passa del tempo senza che sia stato onorato, è prassi diffusa in tutto il mondo. Ci sembra decisamente eccessivo perché non è una sanzione che raddoppia, triplica etc, ma un debito privato.
3 - per la sentenza le abbiamo già scritto al punto 1, consideri che, nel caso di sentenza, potrebbe essere un problema quando lei si ripresenti alla dogana croata per rientrare in quel Paese.
4 - il metodo per ottenere il dovuto non è conforme alla nostra procedura. Per farlo dovrebbero rivolgersi ad un giudice italiano che, riconosciute le loro ragioni, dovrebbe intimarle il pagamento. Crediamo che, visti gli importi, sarebbe una procedura che difficilmente prenderebbero in considerazione.
rispondiamo in ordine
1 - il tribunale è competente, altro problema è il procedimento per eventualmente far valere la sentenza in Italia. Procedimento lungo costoso che difficilmente prenderanno in considerazione.
2 - sulla proporzionalità non le sappiamo che dire, non conoscendo la legge croata. Sul fatto che un debito aumenti quando passa del tempo senza che sia stato onorato, è prassi diffusa in tutto il mondo. Ci sembra decisamente eccessivo perché non è una sanzione che raddoppia, triplica etc, ma un debito privato.
3 - per la sentenza le abbiamo già scritto al punto 1, consideri che, nel caso di sentenza, potrebbe essere un problema quando lei si ripresenti alla dogana croata per rientrare in quel Paese.
4 - il metodo per ottenere il dovuto non è conforme alla nostra procedura. Per farlo dovrebbero rivolgersi ad un giudice italiano che, riconosciute le loro ragioni, dovrebbe intimarle il pagamento. Crediamo che, visti gli importi, sarebbe una procedura che difficilmente prenderebbero in considerazione.
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