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Cara ADUC

Mancata disdetta vodafone

11 novembre 2018
Domanda 11 novembre 2018
Spett.le ADUC, La presente per richiedere il Vostro competente parere in merito al comportamento da tenere e le azioni da intraprendere nei confronti del gestore di telefonia Vodafone circa i fatti che nel proseguo vi cito.
Ai primi di marzo di quest’anno mi recavo presso un centro Vodafone e Torino a metà di via Lagrange per attivare una linea internet presso la mia abitazione di residenza e, nel contempo, per chiudere tre linee telefoniche fisse in quanto ormai sono più che sufficienti i tre cellulari di cui disponiamo, tutti con Vodafone. Le tre linee telefoniche erano intestate una al sottoscritto, una a mia madre, deceduta, con la quale risiedevo ed una terza a mia sorella, tutte intrattenute col gestore Vodafone, sia fisse che cellulari come detto.
L’addetto del citato centro Vodafone procedeva sia all’apertura di un nuovo contratto internet sia, a suo dire, alla chiusura dei tre contratti per le linee fisse. Tra l’altro per attivare la nuova linea internet mi riapriva, inclusa nell’offerta propostami, un’altra linea telefonica fissa presso la mia abitazione di residenza, dandomi un nuovo telefono uguale identico ai telefoni fissi che dismettevo, senza, peraltro, volere la restituzione dei tre telefoni fissi dismessi. Nel contempo mi assicurava che nessun’altra incombenza era mio carico.
Decorso qualche tempo, cosa che si perpetua tutt’ora, sono iniziate a pervenire le fatture sulle utenze intestate a mia madre deceduta ed a mia sorella, ancorchè disdettate, nonché periodiche e continuative vessatorie telefonate da parte di Vodafone (operatori dall’estero, Albania, Macedonia, ecc,) che rasentano lo stalking nel seguire pedissequamente le loro procedure interne di recupero crediti ed ignorando tutte le mie spiegazioni dell’accaduto e non volendo sentire ragioni su quando effettuato presso il negozio di Vodafone citato.
Faccio presente che subito dopo la prima fattura successiva alla cessazione avvenuta presso il centro Vodafone, avevo proceduto a revocare l’addebito delle medesime in banca: tutte le fatture successive, peraltro, riportano le fatture precedenti ovviamente non pagate per linee telefoniche fisse disdettate non utilizzate più da marzo di quest’anno e una addirittura da settembre 2017.
Secondo questi interlocutori telefonici di Vodafone il problema della mancata disattivazione delle linee telefoniche fisse è legato all’insussistenza della lettera raccomandata di disdetta, fatto peraltro mai citatomi inizialmente da tale addetto Vodafone di via Lagrange. Faccio presente, inoltre, che nelle successive mie visite presso tale soggetto il medesimo mi specificava, tra l’altro, che la raccomandata l’aveva inviata lui stesso allegando copia delle carte di identità di mia sorella e di mia madre unitamente al certificato di decesso della medesima che gli avevo fornito e di non procedere al pagamento delle suddette fatture ignorando sia le telefonate sia le lettere di sollecito.
Nell’ultimo mio accesso presso tale centro avvenuto in settimana il medesimo soggetto però cambiava versione, dicendomi di pagare l’ultima fattura di una delle tre utenze (quella intestata a mia sorella) in quanto trattasi di fattura finale di fatturazione, fatto peraltro non corretto in quanto trattasi di una normale fatturazione del mese di ottobre 2018, che riporta tutte le fatture insolute precedenti: a questo punto sono uscito dal negozio senza fare commenti circa l'atteggiamento tenuto evidentemente da una persona ignara delle procedure interne alla stessa Vodafone e che devo supporre mi abbia preso in giro a suo tempo in quanto volto unicamente evidentemente a farmi sottoscrivere un nuovo contratto, le cui fatture pago regolarmente tramite addebito bancario.
Rimanendo in attesa delle Vostre cortesi indicazioni in merito, porgo cordiali saluti.
Alberto, da Alessandria (AL)

Risposta ADUC
il recesso deve esercitarlo il titolare oppure l'erede, ed è necessaria la sottoscrizione della lettera. Ci pare difficile che lei possa esercitare il recesso anche per una linea intestata a sua sorella, senza la firma di sua sorella.
Questo per dirle che a nostro avviso è probabile che il negoziante le abbia detto che avrebbe fatto cose che non poteva fare.
Per questo, il nostro consiglio è quello di inviare al gestore due lettere raccomandate, una che dovrà firmare sua sorella per l'utenza a lei intestata, ed una firmata da uno degli eredi della mamma (allegando copia del certificato di morte). Solo quando avrà la certezza che queste due lettere sono state inviate, potrà pretendere che il gestore chiuda quei contratti. Nel frattempo, temiamo che lei dovrà pagare le fatture per quelle due utenze.
Per quanto riguarda la responsabilità del negoziante, purtroppo tutto sta nel poter dimostrare l'accaduto: ha testimoni o documentazione che possa dimostrare che il negozio si era preso l'impegno di recedere le due utenze di sua mamma e sua sorella? Se è così, potrebbe chiedere un risarcimento del danno al negozio. Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
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