Cara ADUC
Iscrizione a sito incontri con addebito non richiesto: come contestarlo
Domanda
30 agosto 2026
Buongiorno, descrivo quanto sicuramente voi conoscete bene, essendo l'ennesimo pesce finito in bocca alla balena dei siti di incontro.
I fatti:
alla fine di luglio mi sono iscritto con un nickname gratuitamente ad un sito di incontri chiamato desiderioproibito. Non ho sottoscritto in maniera palese o evidente alcun abbonamento a pagamento, naturalmente il mio nickname è associato alla mia casella di posta reale. Successivamente nel momento che ho cercato di disiscrivermi mi è arrivata una richiesta di pagamento di un importo di 34 Euro che io non ho pagato, il problema che nella mail mi diceva che per cancellare il mio account dovevo prima pagare. Dopo una settimana mi è arrivato un avviso da una agenzia recupero crediti svizzera di un importo raddoppiato sulla posta ufficiale minacciando gli estremi legali di una azione che avrebbe portato a costi superiori. Ovviamente io imprudentemente ho pagato questo importo di 74 Euro pensando di chiudere la vicenda, invece come da manuale mi è arrivata una richiesta da un altro sito (rivelatosi un dark pattern) di 34 Euro, a questo punto ho inviato seguendo quanto da voi suggerito per altri casi analoghi una raccomandata A/R alla società di riferimento "Dateblaster AG" una diffida e intimazione a cancellare qualsiasi rapporto digitale con il sottoscritto dichiarando di aver fatto una segnalazione alle autorità svizzere e italiane, ora attendo gli sviluppi, ed eventualmente una vostra tutela, chiaramente mi iscriverò alla vostra associazione. Grazie
Carlo, dalla provincia di VC
I fatti:
alla fine di luglio mi sono iscritto con un nickname gratuitamente ad un sito di incontri chiamato desiderioproibito. Non ho sottoscritto in maniera palese o evidente alcun abbonamento a pagamento, naturalmente il mio nickname è associato alla mia casella di posta reale. Successivamente nel momento che ho cercato di disiscrivermi mi è arrivata una richiesta di pagamento di un importo di 34 Euro che io non ho pagato, il problema che nella mail mi diceva che per cancellare il mio account dovevo prima pagare. Dopo una settimana mi è arrivato un avviso da una agenzia recupero crediti svizzera di un importo raddoppiato sulla posta ufficiale minacciando gli estremi legali di una azione che avrebbe portato a costi superiori. Ovviamente io imprudentemente ho pagato questo importo di 74 Euro pensando di chiudere la vicenda, invece come da manuale mi è arrivata una richiesta da un altro sito (rivelatosi un dark pattern) di 34 Euro, a questo punto ho inviato seguendo quanto da voi suggerito per altri casi analoghi una raccomandata A/R alla società di riferimento "Dateblaster AG" una diffida e intimazione a cancellare qualsiasi rapporto digitale con il sottoscritto dichiarando di aver fatto una segnalazione alle autorità svizzere e italiane, ora attendo gli sviluppi, ed eventualmente una vostra tutela, chiaramente mi iscriverò alla vostra associazione. Grazie
Carlo, dalla provincia di VC
Risposta ADUC
Gentile Carlo,
Purtroppo il meccanismo che lei descrive è molto diffuso e ricalca uno schema tipico: iscrizione apparentemente gratuita, addebito successivo poco trasparente, minaccia di recupero crediti per spingere al pagamento immediato, e poi nuove richieste da altri soggetti collegati. Ha fatto bene a non farsi intimidire ulteriormente e a inviare la diffida scritta.
Alcuni punti fermi. Se, come lei riferisce, non ha mai sottoscritto in modo chiaro ed evidente un abbonamento a pagamento, l'addebito è contestabile: le condizioni economiche di un servizio devono essere presentate in modo trasparente prima che il consumatore si vincoli, e un consenso a pagare non può essere presunto da una semplice iscrizione dichiarata gratuita. Se il sito ha reso il recesso più difficile del previsto (subordinandolo a un pagamento), questo è un ulteriore elemento a suo favore, perché il diritto di cancellare un account non può essere legittimamente condizionato al pagamento di importi non pattuiti chiaramente in origine.
Sul pagamento già effettuato: avendo pagato sotto la pressione della richiesta dell'agenzia di recupero crediti, può comunque chiederne la restituzione come indebito, proprio perché il credito sottostante è di dubbia legittimità. La diffida che ha inviato è il primo passo corretto anche per questo.
Sulla nuova richiesta arrivata da un secondo sito: se si tratta effettivamente di un soggetto collegato che replica lo stesso schema, ne conservi ogni comunicazione (email, testata del sito, dati del mittente) perché saranno utili per un'eventuale segnalazione.
Le suggeriamo di segnalare la vicenda anche all'Antitrust italiano (AGCM), competente per le pratiche commerciali scorrette online, e per la parte agenzia di recupero crediti, se le modalità sono state minacciose o scorrette, di valutare anche una segnalazione alle autorità di vigilanza competenti nel paese dell'agenzia. Se il secondo sito è italiano o operante in Italia, può usare il nostro modulo per l'invio di una diffida formale.
Restiamo a disposizione per seguire gli sviluppi della sua diffida.
Per approfondire: la nostra scheda su pubblicità e pratiche commerciali scorrette
Purtroppo il meccanismo che lei descrive è molto diffuso e ricalca uno schema tipico: iscrizione apparentemente gratuita, addebito successivo poco trasparente, minaccia di recupero crediti per spingere al pagamento immediato, e poi nuove richieste da altri soggetti collegati. Ha fatto bene a non farsi intimidire ulteriormente e a inviare la diffida scritta.
Alcuni punti fermi. Se, come lei riferisce, non ha mai sottoscritto in modo chiaro ed evidente un abbonamento a pagamento, l'addebito è contestabile: le condizioni economiche di un servizio devono essere presentate in modo trasparente prima che il consumatore si vincoli, e un consenso a pagare non può essere presunto da una semplice iscrizione dichiarata gratuita. Se il sito ha reso il recesso più difficile del previsto (subordinandolo a un pagamento), questo è un ulteriore elemento a suo favore, perché il diritto di cancellare un account non può essere legittimamente condizionato al pagamento di importi non pattuiti chiaramente in origine.
Sul pagamento già effettuato: avendo pagato sotto la pressione della richiesta dell'agenzia di recupero crediti, può comunque chiederne la restituzione come indebito, proprio perché il credito sottostante è di dubbia legittimità. La diffida che ha inviato è il primo passo corretto anche per questo.
Sulla nuova richiesta arrivata da un secondo sito: se si tratta effettivamente di un soggetto collegato che replica lo stesso schema, ne conservi ogni comunicazione (email, testata del sito, dati del mittente) perché saranno utili per un'eventuale segnalazione.
Le suggeriamo di segnalare la vicenda anche all'Antitrust italiano (AGCM), competente per le pratiche commerciali scorrette online, e per la parte agenzia di recupero crediti, se le modalità sono state minacciose o scorrette, di valutare anche una segnalazione alle autorità di vigilanza competenti nel paese dell'agenzia. Se il secondo sito è italiano o operante in Italia, può usare il nostro modulo per l'invio di una diffida formale.
Restiamo a disposizione per seguire gli sviluppi della sua diffida.
Per approfondire: la nostra scheda su pubblicità e pratiche commerciali scorrette
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