Cara ADUC
IMU terreno zona D anziché agricolo: come contestare l'accertamento
Domanda
6 settembre 2026
Alla cortese attenzione di ADUC
Oggetto: contenzioso IMU
Ho ricevuto dal mio comune (Arzergrande Padova) una missiva nella quale in via informativa mi avvisava di un contenzioso per l'anno 2020 di euro 800 di evasione IMU di un pezzo di terreno di 2000 metri circa.
Terreno che è sempre stato agricolo ma per il comune di Arzergrande è considerato agroindustriale cosiddetta zona D.
Ovvio per il comune la retroattività che per legge è di 5 anni quindi per un contenzioso di 4000 euro.
Credo sia eccessivo pagare una somma del genere solo perché chi ha fatto il PRN nel lontano anni 80 hanno considerato (senza avviso) anche il mio terreno agroindustriale abbinandolo al mio confinante che ha una attività (essiccatoio di cereali) anomala perché situata in una zona agricola invece su una zona industriale.
Tuttavia è mia intenzione (cosa già fatto) chiedere da subito al comune di Arzergrande di modificare la cosiddetta zona D agroindustriale in zona agricola e rivedere se ci sono gli intenti per eliminare il contenzioso rilevato dall'ufficio tributi.
Pertanto chiedo a voi se il contenzioso di 4000 € sia da pagare al comune.
Chiedo cortesemente un vostro giudizio e sempre disponibile alle richieste di atti e documenti.
Nel ringraziarvi invio distinti saluti.
Giovanni, dalla provincia di PD
Oggetto: contenzioso IMU
Ho ricevuto dal mio comune (Arzergrande Padova) una missiva nella quale in via informativa mi avvisava di un contenzioso per l'anno 2020 di euro 800 di evasione IMU di un pezzo di terreno di 2000 metri circa.
Terreno che è sempre stato agricolo ma per il comune di Arzergrande è considerato agroindustriale cosiddetta zona D.
Ovvio per il comune la retroattività che per legge è di 5 anni quindi per un contenzioso di 4000 euro.
Credo sia eccessivo pagare una somma del genere solo perché chi ha fatto il PRN nel lontano anni 80 hanno considerato (senza avviso) anche il mio terreno agroindustriale abbinandolo al mio confinante che ha una attività (essiccatoio di cereali) anomala perché situata in una zona agricola invece su una zona industriale.
Tuttavia è mia intenzione (cosa già fatto) chiedere da subito al comune di Arzergrande di modificare la cosiddetta zona D agroindustriale in zona agricola e rivedere se ci sono gli intenti per eliminare il contenzioso rilevato dall'ufficio tributi.
Pertanto chiedo a voi se il contenzioso di 4000 € sia da pagare al comune.
Chiedo cortesemente un vostro giudizio e sempre disponibile alle richieste di atti e documenti.
Nel ringraziarvi invio distinti saluti.
Giovanni, dalla provincia di PD
Risposta ADUC
Gentile Giovanni,
La questione che pone riguarda la classificazione urbanistica di un terreno ai fini IMU, materia che richiede una valutazione tecnico-tributaria specifica che esula dalle nostre competenze dirette: il calcolo dell'imposta dovuta, la verifica della correttezza dell'accertamento e l'impostazione di un eventuale ricorso tributario sono compiti che richiedono l'assistenza di un commercialista esperto in fiscalità locale o, meglio ancora, di un avvocato tributarista, vista la complessità della vicenda e l'importo in gioco.
Possiamo però aiutarla a orientarsi sul piano dei principi generali. Se effettivamente il terreno risulta classificato come area edificabile o a destinazione produttiva (zona D) nello strumento urbanistico comunale, ai fini IMU l'imposta si calcola sulla base di quella classificazione catastale-urbanistica, indipendentemente dall'uso di fatto agricolo che lei ne fa: questo è un principio consolidato in giurisprudenza. Il fatto che il terreno sia coltivato non esclude di per sé la tassazione come area fabbricabile, se tale è la sua destinazione di piano.
Detto questo, se lei ritiene che l'inclusione nella zona D sia avvenuta per un errore materiale del PRG originario o per un abbinamento indebito al fondo confinante, ha due strade parallele da percorrere: la richiesta di variante urbanistica che sta già portando avanti presso il comune, e contestualmente, se l'atto ricevuto è un vero e proprio avviso di accertamento (non una semplice comunicazione informativa), verificare con un tributarista i termini per il ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria, che sono di 60 giorni dalla notifica dell'accertamento vero e proprio.
Le suggeriamo di non lasciar decorrere questi termini nell'attesa dell'esito urbanistico: vanno gestiti in parallelo, con l'aiuto di un professionista che esamini la delibera di classificazione e l'atto ricevuto.
Per approfondire: la nostra guida su come fare ricorso contro gli atti del fisco alla Corte di Giustizia Tributaria
La questione che pone riguarda la classificazione urbanistica di un terreno ai fini IMU, materia che richiede una valutazione tecnico-tributaria specifica che esula dalle nostre competenze dirette: il calcolo dell'imposta dovuta, la verifica della correttezza dell'accertamento e l'impostazione di un eventuale ricorso tributario sono compiti che richiedono l'assistenza di un commercialista esperto in fiscalità locale o, meglio ancora, di un avvocato tributarista, vista la complessità della vicenda e l'importo in gioco.
Possiamo però aiutarla a orientarsi sul piano dei principi generali. Se effettivamente il terreno risulta classificato come area edificabile o a destinazione produttiva (zona D) nello strumento urbanistico comunale, ai fini IMU l'imposta si calcola sulla base di quella classificazione catastale-urbanistica, indipendentemente dall'uso di fatto agricolo che lei ne fa: questo è un principio consolidato in giurisprudenza. Il fatto che il terreno sia coltivato non esclude di per sé la tassazione come area fabbricabile, se tale è la sua destinazione di piano.
Detto questo, se lei ritiene che l'inclusione nella zona D sia avvenuta per un errore materiale del PRG originario o per un abbinamento indebito al fondo confinante, ha due strade parallele da percorrere: la richiesta di variante urbanistica che sta già portando avanti presso il comune, e contestualmente, se l'atto ricevuto è un vero e proprio avviso di accertamento (non una semplice comunicazione informativa), verificare con un tributarista i termini per il ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria, che sono di 60 giorni dalla notifica dell'accertamento vero e proprio.
Le suggeriamo di non lasciar decorrere questi termini nell'attesa dell'esito urbanistico: vanno gestiti in parallelo, con l'aiuto di un professionista che esamini la delibera di classificazione e l'atto ricevuto.
Per approfondire: la nostra guida su come fare ricorso contro gli atti del fisco alla Corte di Giustizia Tributaria
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