Cara ADUC
Fornitura idrica non attivata dopo acquisto casa: come procedere
Domanda
31 agosto 2026
Buongiorno, ho appena effettuato una donazione di 10.00 euro.
Scrivo in merito ad un problema nella richiesta di fornitura idrica, dopo l'acquisto della prima casa. Specifico, pertanto, quanto segue:
- Dalle ex proprietarie mi veniva riferito, in un primo momento, che la casa, NON essendo abitata, pur avendo luce e gas attivi e un contatore per l'acqua funzionante non aveva una contratto attivo dell'acqua, probabilmente perché, il precedente proprietario, deceduto da due anni, padre e marito delle due proprietarie con cui ho concluso l'acquisto, lo aveva disattivato quando era ancora in vita.
- Il 3/07/2026, in sede di rogito, la parte venditrice dichiarava di essere in regola con il pagamento di tasse, imposte, etc, sollevando, comunque, la parte acquirente da qualsiasi onere e spesa venisse a colpire l'immobile con riferimento ad una data anteriore a quella del rogito.
- Il 3/07/2026, dopo il rogito, scattavo una foto al contatore. Dalla stessa, si evince la lettura, la matricola, l'anno di produzione del contatore, il 1998. Preciso, riguardo alla foto che, trattandosi di un documento digitale, ne è impressa la data di acquisizione.
- Qualche settimana dopo, il 13/08/2026, trasferivo la residenza nel Comune e nell'immobile in oggetto e il 18/08/2026, provvedevo ad inviare tramite email semplice le documentazioni indicate per la richiesta di fornitura idrica compilando il modulo (che vi allego), accompagnandolo con visura, carta di identità, foto del contatore. Non ricevo alcuna risposta.
- Il giorno 24/08/2026 chiamo il call center. L'operatrice dice che le richieste di fornitura a distanza vanno formulate in pec (anche se nel modulo allegato sono segnate due caselle: una semplice e l'altra pec). Tuttavia, l'operatrice tenta di aprire una richiesta ed è in questa sede che scopro che il contatore NON risulta registrato e che potrebbe quindi trattarsi di una situazione di morosità, per cui, l'operatrice afferma che nel mio caso è opportuno effettuare la richiesta di fornitura direttamente agli sportelli, eventualmente dichiarando il disconoscimento (ma non era sicura di questo) di un eventuale debito pregresso e portando, in formato "cartaceo", copia della carta di identità, foto contatore, atto notarile e il modulo citato.
- Verrebbe da pensare che il problema non sia soltanto in relazione ad una morosità pregressa dovuta a mancati pagamenti, ma ad una sorta di prelievo abusivo, risalente ad una trentina di anni fa (anche se con contatore presente e funzionante), poiché non risulta mai attivato un contratto. Io eviterei di andare allo sportello perché non so se sarà sufficiente il disconoscimento (sempre che me lo facciano fare). Tenterei piuttosto di mandare una pec, disconoscendo e denunciando la situazione scoperta oltre che allegare nuovamente le documentazioni necessarie per rifare la richiesta di fornitura. Cosa mi consigliate? È prematuro un supporto legale e, nel caso, sareste disponibili a seguire la mia situazione? Ringrazio.
Giovanni, dalla provincia di RI
Scrivo in merito ad un problema nella richiesta di fornitura idrica, dopo l'acquisto della prima casa. Specifico, pertanto, quanto segue:
- Dalle ex proprietarie mi veniva riferito, in un primo momento, che la casa, NON essendo abitata, pur avendo luce e gas attivi e un contatore per l'acqua funzionante non aveva una contratto attivo dell'acqua, probabilmente perché, il precedente proprietario, deceduto da due anni, padre e marito delle due proprietarie con cui ho concluso l'acquisto, lo aveva disattivato quando era ancora in vita.
- Il 3/07/2026, in sede di rogito, la parte venditrice dichiarava di essere in regola con il pagamento di tasse, imposte, etc, sollevando, comunque, la parte acquirente da qualsiasi onere e spesa venisse a colpire l'immobile con riferimento ad una data anteriore a quella del rogito.
- Il 3/07/2026, dopo il rogito, scattavo una foto al contatore. Dalla stessa, si evince la lettura, la matricola, l'anno di produzione del contatore, il 1998. Preciso, riguardo alla foto che, trattandosi di un documento digitale, ne è impressa la data di acquisizione.
- Qualche settimana dopo, il 13/08/2026, trasferivo la residenza nel Comune e nell'immobile in oggetto e il 18/08/2026, provvedevo ad inviare tramite email semplice le documentazioni indicate per la richiesta di fornitura idrica compilando il modulo (che vi allego), accompagnandolo con visura, carta di identità, foto del contatore. Non ricevo alcuna risposta.
- Il giorno 24/08/2026 chiamo il call center. L'operatrice dice che le richieste di fornitura a distanza vanno formulate in pec (anche se nel modulo allegato sono segnate due caselle: una semplice e l'altra pec). Tuttavia, l'operatrice tenta di aprire una richiesta ed è in questa sede che scopro che il contatore NON risulta registrato e che potrebbe quindi trattarsi di una situazione di morosità, per cui, l'operatrice afferma che nel mio caso è opportuno effettuare la richiesta di fornitura direttamente agli sportelli, eventualmente dichiarando il disconoscimento (ma non era sicura di questo) di un eventuale debito pregresso e portando, in formato "cartaceo", copia della carta di identità, foto contatore, atto notarile e il modulo citato.
- Verrebbe da pensare che il problema non sia soltanto in relazione ad una morosità pregressa dovuta a mancati pagamenti, ma ad una sorta di prelievo abusivo, risalente ad una trentina di anni fa (anche se con contatore presente e funzionante), poiché non risulta mai attivato un contratto. Io eviterei di andare allo sportello perché non so se sarà sufficiente il disconoscimento (sempre che me lo facciano fare). Tenterei piuttosto di mandare una pec, disconoscendo e denunciando la situazione scoperta oltre che allegare nuovamente le documentazioni necessarie per rifare la richiesta di fornitura. Cosa mi consigliate? È prematuro un supporto legale e, nel caso, sareste disponibili a seguire la mia situazione? Ringrazio.
Giovanni, dalla provincia di RI
Risposta ADUC
Gentile Giovanni,
Grazie per il sostegno con la donazione, e veniamo alla sua situazione.
Il punto di partenza corretto è quello che lei stesso individua: la dichiarazione ricevuta in sede di rogito, con cui la parte venditrice l'ha sollevata da qualsiasi debito o pendenza relativa all'immobile antecedente alla data del rogito, è un elemento a suo favore che vale a prescindere da come si risolva la questione con il gestore. Se dovesse emergere una morosità pregressa relativa a un prelievo mai formalizzato con contratto, quella dichiarazione le consente comunque di rivalersi civilmente sulle venditrici, che lei ha già correttamente individuato e i cui riferimenti ha allegato al modulo.
Sul piano operativo nei confronti del gestore, riteniamo che la strada della PEC sia effettivamente preferibile allo sportello fisico, perché le consente di avere traccia scritta e data certa di quanto comunicato. Le suggeriamo di inviare una comunicazione formale in cui: dichiara di aver acquistato l'immobile in data 3 luglio 2026, allega nuovamente tutta la documentazione già trasmessa (visura, carta d'identità, foto del contatore con evidenza della data di acquisizione, atto notarile), richiede l'attivazione della fornitura a proprio nome da tale data, e contestualmente disconosce qualsiasi debito o consumo riferito a periodi anteriori al rogito, richiamando espressamente la clausola di manleva contenuta nell'atto notarile. Chieda inoltre per iscritto chiarimenti sulla presunta situazione di irregolarità del contatore, in modo che il gestore sia costretto a motivare per iscritto la propria posizione.
Se il gestore non risponde in tempi ragionevoli o dovesse comunque pretendere di addebitarle importi pregressi, può presentare reclamo scritto e, se necessario, attivare la conciliazione presso l'ARERA, obbligatoria prima di rivolgersi al Giudice di Pace per le controversie di acqua, gas ed energia.
Sul fronte legale, non è affatto prematuro tutelarsi, ma al momento la questione è ancora gestibile con una diffida scritta e documentata; solo se il gestore dovesse insistere nel richiederle somme non dovute converrà valutare un'azione giudiziaria.
Grazie per il sostegno con la donazione, e veniamo alla sua situazione.
Il punto di partenza corretto è quello che lei stesso individua: la dichiarazione ricevuta in sede di rogito, con cui la parte venditrice l'ha sollevata da qualsiasi debito o pendenza relativa all'immobile antecedente alla data del rogito, è un elemento a suo favore che vale a prescindere da come si risolva la questione con il gestore. Se dovesse emergere una morosità pregressa relativa a un prelievo mai formalizzato con contratto, quella dichiarazione le consente comunque di rivalersi civilmente sulle venditrici, che lei ha già correttamente individuato e i cui riferimenti ha allegato al modulo.
Sul piano operativo nei confronti del gestore, riteniamo che la strada della PEC sia effettivamente preferibile allo sportello fisico, perché le consente di avere traccia scritta e data certa di quanto comunicato. Le suggeriamo di inviare una comunicazione formale in cui: dichiara di aver acquistato l'immobile in data 3 luglio 2026, allega nuovamente tutta la documentazione già trasmessa (visura, carta d'identità, foto del contatore con evidenza della data di acquisizione, atto notarile), richiede l'attivazione della fornitura a proprio nome da tale data, e contestualmente disconosce qualsiasi debito o consumo riferito a periodi anteriori al rogito, richiamando espressamente la clausola di manleva contenuta nell'atto notarile. Chieda inoltre per iscritto chiarimenti sulla presunta situazione di irregolarità del contatore, in modo che il gestore sia costretto a motivare per iscritto la propria posizione.
Se il gestore non risponde in tempi ragionevoli o dovesse comunque pretendere di addebitarle importi pregressi, può presentare reclamo scritto e, se necessario, attivare la conciliazione presso l'ARERA, obbligatoria prima di rivolgersi al Giudice di Pace per le controversie di acqua, gas ed energia.
Sul fronte legale, non è affatto prematuro tutelarsi, ma al momento la questione è ancora gestibile con una diffida scritta e documentata; solo se il gestore dovesse insistere nel richiederle somme non dovute converrà valutare un'azione giudiziaria.
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