Cara ADUC
Findomestic: app bloccata e link privacy sospetto, cosa fare
Domanda
5 agosto 2026
Buongiorno, segnalo un blocco totale dei servizi della banca Findomestic. Con l'ultimo agg.to dell'app non è possibile gestire nulla ne dal web ne dall'app. Inoltre il link presente nell'app di rif.to all'accettazione della normativa privacy rimanda in realtà ad un file di trasferimento addebito servizi! Ho inviato pec per rimborso e riserva di chiusura conto e chiesto info alla polizia postale che rimanda ad eseguire una denuncia.
Cosa si può fare?
Grazie
Giovanni, dalla provincia di CT
Cosa si può fare?
Grazie
Giovanni, dalla provincia di CT
Risposta ADUC
Gentile Giovanni,
Il disagio segnalato riguarda due aspetti distinti, ed è opportuno trattarli separatamente.
Sul blocco operativo dell'app e del sito web: se la banca ha reso inaccessibili i propri servizi a seguito di un aggiornamento, questo costituisce un disservizio contrattuale che la banca è tenuta a risolvere. La pec già inviata è un ottimo punto di partenza perché attribuisce data certa alla contestazione. Se la banca non risponde o non risolve in tempi ragionevoli, può presentare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che è lo strumento stragiudiziale gratuito per le controversie con le banche. Prima di accedere all'ABF occorre aver già presentato un reclamo formale (la pec vale come tale) e attendere 30 giorni senza risposta o con risposta insoddisfacente. Il sito dell'ABF è arbitrobancariofinanziario.it.
Sul link che rimanda a un documento diverso da quello atteso: questa è una circostanza che merita attenzione, ma le suggeriamo di non amplificare l'inquadramento prima di avere certezza su cosa si tratti. Potrebbe essere un errore tecnico nell'app (un link errato inserito per sbaglio), non necessariamente una condotta fraudolenta. È importante conservare uno screenshot del collegamento anomalo come prova. Se dopo aver ricevuto risposta dalla banca dovesse risultare che il documento collegato al consenso privacy era effettivamente diverso da quello indicato, potrebbe valere la pena segnalarlo al Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it), poiché riguarderebbe una scorretta informativa sul trattamento dei dati.
In merito alla denuncia alla polizia postale: non è uno strumento consigliabile in questa fase, se i fatti si limitano a quanto descritto. Prima di procedere su quel piano, è più utile ottenere una risposta scritta dalla banca. Può usare il nostro generatore di moduli per una diffida o reclamo formale aggiuntivo.
Per approfondire: la nostra guida sull'Arbitro Bancario Finanziario e la nostra guida su privacy, regole e diritti sul trattamento dei dati.
Il disagio segnalato riguarda due aspetti distinti, ed è opportuno trattarli separatamente.
Sul blocco operativo dell'app e del sito web: se la banca ha reso inaccessibili i propri servizi a seguito di un aggiornamento, questo costituisce un disservizio contrattuale che la banca è tenuta a risolvere. La pec già inviata è un ottimo punto di partenza perché attribuisce data certa alla contestazione. Se la banca non risponde o non risolve in tempi ragionevoli, può presentare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che è lo strumento stragiudiziale gratuito per le controversie con le banche. Prima di accedere all'ABF occorre aver già presentato un reclamo formale (la pec vale come tale) e attendere 30 giorni senza risposta o con risposta insoddisfacente. Il sito dell'ABF è arbitrobancariofinanziario.it.
Sul link che rimanda a un documento diverso da quello atteso: questa è una circostanza che merita attenzione, ma le suggeriamo di non amplificare l'inquadramento prima di avere certezza su cosa si tratti. Potrebbe essere un errore tecnico nell'app (un link errato inserito per sbaglio), non necessariamente una condotta fraudolenta. È importante conservare uno screenshot del collegamento anomalo come prova. Se dopo aver ricevuto risposta dalla banca dovesse risultare che il documento collegato al consenso privacy era effettivamente diverso da quello indicato, potrebbe valere la pena segnalarlo al Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it), poiché riguarderebbe una scorretta informativa sul trattamento dei dati.
In merito alla denuncia alla polizia postale: non è uno strumento consigliabile in questa fase, se i fatti si limitano a quanto descritto. Prima di procedere su quel piano, è più utile ottenere una risposta scritta dalla banca. Può usare il nostro generatore di moduli per una diffida o reclamo formale aggiuntivo.
Per approfondire: la nostra guida sull'Arbitro Bancario Finanziario e la nostra guida su privacy, regole e diritti sul trattamento dei dati.
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