Cara ADUC
Fatturazione trimestrale e conguagli ACEA ATO2
Domanda
14 gennaio 2020
Con la presente si vuole segnalare a codesta Associazione la non correttezza dei corrispettivi fatturati nel 2019 in merito al servizio idrico da parte del gestore ACEA ATO2.
Descrivo il fatto.
Ho ricevuto nel corso dell’anno n. 4 fatture trimestrali emesse nel periodo dal 12/12/2018 al 10/12/2019 comprensive di n. 2 conguagli semestrali (giugno-dicembre) per un totale complessivo di € 1.050,70.
Avendo ritenuto eccessiva la predetta somma ho ricalcolato il tutto utilizzando i dati registrati nelle varie bollette emesse e anziché calcolare i quattro trimestri come ha fatto ACEA ho calcolato un unico periodo dal 12/12/2018 al 10/12/2019 per un totale di 364 giorni e per un totale di mc 376 come registrati e riportati dal predetto Gestore ripartiti secondo il piano tariffario stabilito dallo stesso.
Ebbene, il ricalcolo di tutte le voci iscritte nella fattura, effettuato secondo i criteri fissati dal Gestore, ha dato come risultato l’importo di € 1.010,23 cioè € 40,47 in meno rispetto al totale fatturato nelle quattro bollette.
A seguito di questa discordanza, in data 16/12/2019 ho inoltrato reclamo ad Acea ATO2 contestando il totale importo addebitato e allegando la tabella di ricalcolo da me compilata (e che si allega). Contestualmente ho chiesto la restituzione della differenza.
Ma l’Unità Reclami, con nota del 08/01/2020, ha confermato la bontà della fatturazione sotto ogni profilo negando quindi la restituzione di tale differenza senza fare però alcun cenno alla tabella da me inviata. Ribadisco che il ricalcolo è stato effettuato sulla base dei criteri fissati dal Gestore applicando le modalità e le tariffe in vigore nel corso dell’intero anno 2019.
È possibile che la particolarità della fatturazione con l’alternanza tra fatturazione c.d. in acconto e fatturazioni c.d. effettiva adottata dal Gestore possa dar luogo ad un aggravio di spesa rispetto ad un'unica fatturazione annua complessiva?
Se i calcoli riportati nella tabella sono giusti, come penso che siano, allora sono sbagliati i calcoli del Gestore. E quindi occorre correggere e provvedere a restituire la differenza.
Aggiungo inoltre che se i miei calcoli sono giusti vuol dire che Acea ATO2 sta adottando una procedura di conguaglio scorretta. E questo allora non riguarda solo me, ma tutti gli utenti.
Pagando € 1.050,70 è come se avessi consumato 380 mc, cioè almeno 4 mc in più in tariffa di 3^ Eccedenza. E non è vero, infatti Acea ha fatturato 376 mc e non 380.
In conclusione, il conguaglio effettuato da Acea a mio avviso è sbagliato, altrimenti ci sarebbe stata corrispondenza tra i miei calcoli e quelli di ACEA. Quello che chiedo a codesta Associazione quindi è:
Perché non c’è corrispondenza tra il metodo di calcolo di Acea (fatturazione acconti e conguagli) e quello effettuato da me utilizzando gli stessi dati?
Resto in attesa di una risposta e porgo cordiali saluti.
Domenico, da Vicovaro (RM)
Descrivo il fatto.
Ho ricevuto nel corso dell’anno n. 4 fatture trimestrali emesse nel periodo dal 12/12/2018 al 10/12/2019 comprensive di n. 2 conguagli semestrali (giugno-dicembre) per un totale complessivo di € 1.050,70.
Avendo ritenuto eccessiva la predetta somma ho ricalcolato il tutto utilizzando i dati registrati nelle varie bollette emesse e anziché calcolare i quattro trimestri come ha fatto ACEA ho calcolato un unico periodo dal 12/12/2018 al 10/12/2019 per un totale di 364 giorni e per un totale di mc 376 come registrati e riportati dal predetto Gestore ripartiti secondo il piano tariffario stabilito dallo stesso.
Ebbene, il ricalcolo di tutte le voci iscritte nella fattura, effettuato secondo i criteri fissati dal Gestore, ha dato come risultato l’importo di € 1.010,23 cioè € 40,47 in meno rispetto al totale fatturato nelle quattro bollette.
A seguito di questa discordanza, in data 16/12/2019 ho inoltrato reclamo ad Acea ATO2 contestando il totale importo addebitato e allegando la tabella di ricalcolo da me compilata (e che si allega). Contestualmente ho chiesto la restituzione della differenza.
Ma l’Unità Reclami, con nota del 08/01/2020, ha confermato la bontà della fatturazione sotto ogni profilo negando quindi la restituzione di tale differenza senza fare però alcun cenno alla tabella da me inviata. Ribadisco che il ricalcolo è stato effettuato sulla base dei criteri fissati dal Gestore applicando le modalità e le tariffe in vigore nel corso dell’intero anno 2019.
È possibile che la particolarità della fatturazione con l’alternanza tra fatturazione c.d. in acconto e fatturazioni c.d. effettiva adottata dal Gestore possa dar luogo ad un aggravio di spesa rispetto ad un'unica fatturazione annua complessiva?
Se i calcoli riportati nella tabella sono giusti, come penso che siano, allora sono sbagliati i calcoli del Gestore. E quindi occorre correggere e provvedere a restituire la differenza.
Aggiungo inoltre che se i miei calcoli sono giusti vuol dire che Acea ATO2 sta adottando una procedura di conguaglio scorretta. E questo allora non riguarda solo me, ma tutti gli utenti.
Pagando € 1.050,70 è come se avessi consumato 380 mc, cioè almeno 4 mc in più in tariffa di 3^ Eccedenza. E non è vero, infatti Acea ha fatturato 376 mc e non 380.
In conclusione, il conguaglio effettuato da Acea a mio avviso è sbagliato, altrimenti ci sarebbe stata corrispondenza tra i miei calcoli e quelli di ACEA. Quello che chiedo a codesta Associazione quindi è:
Perché non c’è corrispondenza tra il metodo di calcolo di Acea (fatturazione acconti e conguagli) e quello effettuato da me utilizzando gli stessi dati?
Resto in attesa di una risposta e porgo cordiali saluti.
Domenico, da Vicovaro (RM)
Risposta ADUC
dovrebbe controllare se la divisione dell'intero importo in quattro bollette non abbia comportato l'aggravio di spese fisse per ogni bolletta... che sarebbe anche logico visto che le fatturazioni sono trimestrali. E controlli anche la quantità di questi importi.
Nel caso, questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna entro 50 giorni, fare un tentativo di conciliazione presso l'Autorita' dell'energia Arera (ex Aeegsi):
http://sosonline.aduc.it/scheda/energia+elettrica+gas+conciliazioni+obbligatorie_25396.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, si potra' fare causa presso il proprio giudice di pace, anche senza avvocato per importi inferiori a 1.100 Euro:
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
Nel caso, questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna entro 50 giorni, fare un tentativo di conciliazione presso l'Autorita' dell'energia Arera (ex Aeegsi):
http://sosonline.aduc.it/scheda/energia+elettrica+gas+conciliazioni+obbligatorie_25396.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, si potra' fare causa presso il proprio giudice di pace, anche senza avvocato per importi inferiori a 1.100 Euro:
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
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