Cara ADUC
Esame medico rifiutato per codici regionali diversi: cosa fare
Domanda
6 settembre 2026
Ho avuto dal mio medico di base (Trieste, FVG) la prescrizione della "93.08.A (40396) - Elettromiografia semplice (EMG) arto superiore (fino a 6 muscoli)", e con una regolare prenotazione al CUP di Milano, al ospedale (che non cito), la dottoressa XYZ si è letteralmente rifiutata di eseguire l'esame... prima sostenendo che non era possibile farlo fuori regione (subito smentita da qualcuno al telefono), poi che i codici non corrispondevano alla dicitura dell'esame e che, non essendo io della Lombardia, non poteva lei emettere una richiesta per eseguire comunque l'esame.
La dottoressa sosteneva che le sigle esatte, per quel tipo di esame, avrebbero dovuto essere (cito riportando un biglietto scritto di suo pugno): "9309.1 x4 VPVM" & "9309.2 x4 DVCS".
Fatta una ricerca in rete e interrogata una IA (per quanto possono essere affidabili...), mi risulta che, anche in presenza di codici palesemente errati, sarebbe sempre possibile "e doveroso", NON negare un esame ma effettuare una "transcodifica manuale" per forzare il sistema informatico all'esecuzione dell'esame e che comunque, a prescindere dalla regione, la dottoressa, in qualità di medico specialista di una struttura pubblica o convenzionata SSN, avrebbe avuto la possibilità/dovere di farmi una "ricetta interna" (o prescrizione specialistica) con il codice corretto per permettermi di fare l'esame comunque.
Cosa ne pensate voi di questa faccenda? La dottoressa aveva il diritto a rifiutare l'esame o no? Sarebbe possibile fare un ricorso a qualche organismo di controllo della sanità pubblica?
Ogni suggerimento è ben accetto, grazie.
Davide, dalla provincia di TS
La dottoressa sosteneva che le sigle esatte, per quel tipo di esame, avrebbero dovuto essere (cito riportando un biglietto scritto di suo pugno): "9309.1 x4 VPVM" & "9309.2 x4 DVCS".
Fatta una ricerca in rete e interrogata una IA (per quanto possono essere affidabili...), mi risulta che, anche in presenza di codici palesemente errati, sarebbe sempre possibile "e doveroso", NON negare un esame ma effettuare una "transcodifica manuale" per forzare il sistema informatico all'esecuzione dell'esame e che comunque, a prescindere dalla regione, la dottoressa, in qualità di medico specialista di una struttura pubblica o convenzionata SSN, avrebbe avuto la possibilità/dovere di farmi una "ricetta interna" (o prescrizione specialistica) con il codice corretto per permettermi di fare l'esame comunque.
Cosa ne pensate voi di questa faccenda? La dottoressa aveva il diritto a rifiutare l'esame o no? Sarebbe possibile fare un ricorso a qualche organismo di controllo della sanità pubblica?
Ogni suggerimento è ben accetto, grazie.
Davide, dalla provincia di TS
Risposta ADUC
Gentile Davide,
La questione che pone tocca aspetti organizzativo-sanitari specifici (corrispondenza tra codici di nomenclatore regionale e nazionale, prassi di transcodifica, mobilità interregionale in ambito SSN) su cui non possiamo darle una valutazione tecnica definitiva: sono materie che dipendono da regolamenti regionali e da prassi interne delle singole aziende sanitarie, e la valutazione se la dottoressa avesse "diritto" o "dovere" di procedere altrimenti spetta alla direzione sanitaria della struttura e, eventualmente, all'Azienda Sanitaria di competenza.
Detto questo, alcuni punti pratici che le indichiamo con sicurezza. Se effettivamente la prenotazione era stata accettata dal CUP con quel codice, e solo al momento dell'esame è emerso un presunto disallineamento, lei ha comunque titolo a presentare un reclamo formale, perché un servizio prenotato e confermato non erogato per motivi organizzativi interni alla struttura è comunque un disservizio contestabile, a prescindere da chi abbia "ragione" sulla questione tecnica dei codici.
Le consigliamo di procedere così: primo, un reclamo scritto all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell'ospedale in questione, allegando la prescrizione del medico di base, la conferma di prenotazione CUP e, se possibile, una copia o foto del biglietto scritto dalla dottoressa; secondo, chiedere espressamente una risposta scritta che spieghi perché l'esame prenotato non sia stato eseguito nonostante l'accettazione della prenotazione. Se la risposta dell'URP non fosse soddisfacente, può rivolgersi anche alla Direzione Sanitaria dell'azienda ospedaliera e, per la mobilità interregionale, all'assessorato alla sanità della Regione Lombardia, competente sulle procedure di accesso extraregionale nella propria struttura.
Non esiste un "organismo di controllo" unico della sanità pubblica a cui ricorrere come farebbe con un'Autorità di settore: il percorso è quello amministrativo interno appena descritto, eventualmente seguito da un esposto alla Regione se il disservizio si ripetesse o non trovasse risposta.
Per approfondire: la nostra guida sul procedimento amministrativo e l'accesso agli atti
Valuti anche un ricorso al difensore civico della Regione Lombardia, parere autorevole per quanto non generi automatismo per l'applicazione del suo diritto: il sito del Difensore Regionale della Lombardia
La questione che pone tocca aspetti organizzativo-sanitari specifici (corrispondenza tra codici di nomenclatore regionale e nazionale, prassi di transcodifica, mobilità interregionale in ambito SSN) su cui non possiamo darle una valutazione tecnica definitiva: sono materie che dipendono da regolamenti regionali e da prassi interne delle singole aziende sanitarie, e la valutazione se la dottoressa avesse "diritto" o "dovere" di procedere altrimenti spetta alla direzione sanitaria della struttura e, eventualmente, all'Azienda Sanitaria di competenza.
Detto questo, alcuni punti pratici che le indichiamo con sicurezza. Se effettivamente la prenotazione era stata accettata dal CUP con quel codice, e solo al momento dell'esame è emerso un presunto disallineamento, lei ha comunque titolo a presentare un reclamo formale, perché un servizio prenotato e confermato non erogato per motivi organizzativi interni alla struttura è comunque un disservizio contestabile, a prescindere da chi abbia "ragione" sulla questione tecnica dei codici.
Le consigliamo di procedere così: primo, un reclamo scritto all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell'ospedale in questione, allegando la prescrizione del medico di base, la conferma di prenotazione CUP e, se possibile, una copia o foto del biglietto scritto dalla dottoressa; secondo, chiedere espressamente una risposta scritta che spieghi perché l'esame prenotato non sia stato eseguito nonostante l'accettazione della prenotazione. Se la risposta dell'URP non fosse soddisfacente, può rivolgersi anche alla Direzione Sanitaria dell'azienda ospedaliera e, per la mobilità interregionale, all'assessorato alla sanità della Regione Lombardia, competente sulle procedure di accesso extraregionale nella propria struttura.
Non esiste un "organismo di controllo" unico della sanità pubblica a cui ricorrere come farebbe con un'Autorità di settore: il percorso è quello amministrativo interno appena descritto, eventualmente seguito da un esposto alla Regione se il disservizio si ripetesse o non trovasse risposta.
Per approfondire: la nostra guida sul procedimento amministrativo e l'accesso agli atti
Valuti anche un ricorso al difensore civico della Regione Lombardia, parere autorevole per quanto non generi automatismo per l'applicazione del suo diritto: il sito del Difensore Regionale della Lombardia
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