Cara ADUC
Estrazione dentale e impianto: tempistiche lunghe sono normali?
Domanda
28 agosto 2026
Vi contatto perché ho bisogno di chiarimenti. Nel giugno del 2025 ho fatto una estrazione di un dente incisivo, pagando a rate 3.000€ in 12 mesi, stando con la protesi. Dopo 12 mesi mi innestano la vite. Dopo una serie infinita di controlli mi dicono che la corona me la innestano a novembre, in pratica ho pagato tutto quei soldi per andare in giro senza dente a 41 anni. È una cosa normale? Tempistiche così lunghe?
Andrea, dalla provincia di FI
Andrea, dalla provincia di FI
Risposta ADUC
Gentile Andrea,
Le tempistiche che descrive possono in parte rientrare nella normale prassi odontoiatrica: dopo un'estrazione occorre attendere che l'osso si consolidi prima di inserire la vite (impianto), e dopo l'inserimento della vite si attende ancora un periodo di osteointegrazione prima di poter applicare la corona definitiva. Complessivamente un percorso di 12-18 mesi da estrazione a corona finale non è di per sé anomalo, soprattutto se il dentista le aveva spiegato in anticipo queste fasi.
Il punto rilevante, però, non è la durata in sé, ma se quanto sta accadendo corrisponde a quanto le era stato preventivato e spiegato all'inizio del percorso. Le chiediamo di verificare alcuni aspetti concreti: le è stato mostrato un piano di cura scritto con le tempistiche previste per ciascuna fase? Il preventivo di 3.000 euro comprendeva già tutte le fasi (estrazione, protesi provvisoria, vite, corona) o rischia di doverne sostenere altri? Le è stato comunicato per iscritto il motivo del rinvio a novembre, o si tratta solo di indicazioni verbali ripetute nel tempo?
Se il piano di cura concordato inizialmente prevedeva tempistiche più brevi e il ritardo non è dovuto a motivi clinici oggettivi (es. il suo osso che non si consolida) ma a disorganizzazione dello studio, questo può configurare un inadempimento contrattuale parziale, contestabile chiedendo per iscritto conto del ritardo e, se necessario, valutando una riduzione del compenso residuo o un risarcimento per i disagi.
Le suggeriamo di richiedere allo studio odontoiatrico, con una comunicazione scritta (anche email con ricevuta di lettura, o meglio raccomandata A/R), la cartella clinica completa e la cronologia delle fasi già svolte, per capire se il rinvio ha una motivazione clinica documentata. Se la risposta non è soddisfacente o rileva anomalie, potrebbe valutare una richiesta danni.
Per approfondire: la nostra guida sulle procedure di risarcimento danni
Le tempistiche che descrive possono in parte rientrare nella normale prassi odontoiatrica: dopo un'estrazione occorre attendere che l'osso si consolidi prima di inserire la vite (impianto), e dopo l'inserimento della vite si attende ancora un periodo di osteointegrazione prima di poter applicare la corona definitiva. Complessivamente un percorso di 12-18 mesi da estrazione a corona finale non è di per sé anomalo, soprattutto se il dentista le aveva spiegato in anticipo queste fasi.
Il punto rilevante, però, non è la durata in sé, ma se quanto sta accadendo corrisponde a quanto le era stato preventivato e spiegato all'inizio del percorso. Le chiediamo di verificare alcuni aspetti concreti: le è stato mostrato un piano di cura scritto con le tempistiche previste per ciascuna fase? Il preventivo di 3.000 euro comprendeva già tutte le fasi (estrazione, protesi provvisoria, vite, corona) o rischia di doverne sostenere altri? Le è stato comunicato per iscritto il motivo del rinvio a novembre, o si tratta solo di indicazioni verbali ripetute nel tempo?
Se il piano di cura concordato inizialmente prevedeva tempistiche più brevi e il ritardo non è dovuto a motivi clinici oggettivi (es. il suo osso che non si consolida) ma a disorganizzazione dello studio, questo può configurare un inadempimento contrattuale parziale, contestabile chiedendo per iscritto conto del ritardo e, se necessario, valutando una riduzione del compenso residuo o un risarcimento per i disagi.
Le suggeriamo di richiedere allo studio odontoiatrico, con una comunicazione scritta (anche email con ricevuta di lettura, o meglio raccomandata A/R), la cartella clinica completa e la cronologia delle fasi già svolte, per capire se il rinvio ha una motivazione clinica documentata. Se la risposta non è soddisfacente o rileva anomalie, potrebbe valutare una richiesta danni.
Per approfondire: la nostra guida sulle procedure di risarcimento danni
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti