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Cara ADUC

Esercizio diritto di ripensamento TIM

29 novembre 2019
Domanda 29 novembre 2019
Buongiorno a tutti e grazie,
In data 06.11.2019, mi sono lasciata convincere da un'operatrice TIM, alla portabilità della mia utenza fissa da Vodafone, con le promesse che avrebbero pensato loro alle pratiche.
Passano dieci giorni dal mio assenso al contratto,e la procedura di perfezionamento dell'attivazione, come confermato da un sms ricevuto da TIM il giorno 19.11.2011, avrebbe avuto decorso dal giorno 27.11.2019 con l’appuntamento del tecnico per l’istallazione del modem TIM HUB presso la mia abitazione.
Ho deciso di chiamare vodafone per verificare se tim avesse o meno avviato pratica, ricevendo risposta negativa: in buona sostanza avrei dovuto avere attivi ben due contratti e noleggi di modem.
In data 25.11.2018 ho quindi provveduto ad annullare, telefonando al numero verde fornito, l’appuntamento con il tecnico, manifestando in modo esplicito la mia volontà di annullare la portabilità della linea e l’attivazione dei servizi, nonché la ricezione del modem.
Tengo inoltre a far presente che, nelle precedenti telefonate con operatrice che ha preso in carico la procedura, nonostante mie ripetute richieste esplicite di indicarmi termini e modalità del diritto di ripensamento, dopo aver tergiversato, mi ha confermato la decorrenza dei termini a partire dall’installazione del modem TIM HUB e successiva attivazione della linea, ma non sono stata informata in modo completo, chiaro, trasparente e sufficiente in maniera da permettermi di esercitare un mio legittimo diritto.
Violazione palese dell’articolo 49 del già menzionato Codice del Consumo, che infatti stabilisce l’obbligo di informare il consumatore circa l’esistenza del diritto di recesso e ripensamento, nonché l’onere di metterlo in condizione di poter esercitare tale facoltà rendendogli disponibile una esauriente spiegazione sulle fasi che regolano la procedura.
Cosa che non è avvenuta, e che configura, ai sensi di legge, un allungamento del periodo di recesso fino a dodici mesi dopo la fine del periodo di recesso iniziale, come determinato a norma.
Confermo inoltre che TIM non mi ha fornito la documentazione contrattuale prevista dal codice, riservando l’invio delle condizioni informative e contrattuali in una fase successiva all’attivazione, come da mail ricevuta da TIM il giorno 06.11.2019.
Ho subito provveduto dunque all'invio del modulo di recesso scaricato dalla modulistica del sito TIM e fotocopia di carta di identità e codice fiscale, tramite posta elettronica certificata e fax.
Sono tutelata o possono avanzare ancora pretese creditorie nei miei confronti?
Preciso che non ho ricevuto documentazione contrattuale e che ad oggi la pratica risultava in lavorazione, non attiva.
Come tutelarmi ancora?
Grazie
Alessia, dalla provincia di RM

Risposta ADUC
in teoria ha fatto le cose come dovrebbero.... ma non si stupisca che poi non sia così. Nel caso, questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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