Cara ADUC
Acquisto mai consegnato su Boomba.it: chargeback, diffida e denuncia già avviati
Domanda
7 settembre 2026
Gentile ADUC,
vi scrivo per chiedere un vostro parere in merito a una situazione già in corso con il sito Boomba.it.
In data 2 agosto 2026 ho acquistato un iPhone 17 Pro per 979 €, mai ricevuto né rimborsato.
Ho già attivato le seguenti procedure:
· PEC inviata a Boomba (con ricevuta di accettazione)
· Denuncia sporta alle autorità competenti
· Chargeback richiesto alla mia banca
Volevo sapere se, secondo la vostra esperienza, c'è qualcos'altro che posso fare per accelerare il rimborso, o se devo semplicemente attendere l'esito del chargeback.
Ho letto sul vostro sito che in casi come questo si può procedere con una diffida formale via PEC (cosa che ho già fatto) e che il venditore ha l'obbligo di consegnare entro 30 giorni dall'acquisto, termine ampiamente superato. Ho visto anche che la Partita IVA di Boomba risulta cessata.
Vi ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un vostro cortese riscontro.
Cordialmente,
Raffaele ***
vi scrivo per chiedere un vostro parere in merito a una situazione già in corso con il sito Boomba.it.
In data 2 agosto 2026 ho acquistato un iPhone 17 Pro per 979 €, mai ricevuto né rimborsato.
Ho già attivato le seguenti procedure:
· PEC inviata a Boomba (con ricevuta di accettazione)
· Denuncia sporta alle autorità competenti
· Chargeback richiesto alla mia banca
Volevo sapere se, secondo la vostra esperienza, c'è qualcos'altro che posso fare per accelerare il rimborso, o se devo semplicemente attendere l'esito del chargeback.
Ho letto sul vostro sito che in casi come questo si può procedere con una diffida formale via PEC (cosa che ho già fatto) e che il venditore ha l'obbligo di consegnare entro 30 giorni dall'acquisto, termine ampiamente superato. Ho visto anche che la Partita IVA di Boomba risulta cessata.
Vi ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un vostro cortese riscontro.
Cordialmente,
Raffaele ***
Risposta ADUC
Gentile Raffaele,
Ha già attivato i passaggi corretti, e nell'ordine giusto: diffida scritta, chargeback, denuncia. Se i fatti sono effettivamente andati come li descrive, ovvero pagamento avvenuto e merce mai consegnata oltre il termine pattuito o comunque oltre il termine legale di 30 giorni previsto dal Codice del Consumo per le vendite a distanza quando non sia specificata una data di consegna, il diritto al rimborso integrale è pieno e non ci sono margini di discussione sul principio.
Sul piano pratico le indichiamo cosa aspettarsi e cosa fare in parallelo:
Il chargeback è oggi la strada con maggiori probabilità concrete di successo, soprattutto se ha pagato con carta di credito o debito. I tempi tecnici variano da poche settimane a 2-3 mesi a seconda della banca e dell'eventuale opposizione del circuito, ma se la merce non risulta consegnata (e questo è verificabile oggettivamente tramite tracking) l'esito è solitamente favorevole. Le consigliamo di sollecitare per iscritto la sua banca se non ha ricevuto aggiornamenti entro 30 giorni dalla richiesta.
Sulla Partita IVA cessata: questo è un elemento rilevante ma va verificato con attenzione, perché se la società ha davvero cessato l'attività prima o subito dopo la vendita, un eventuale decreto ingiuntivo o azione civile contro la società rischia di essere inutile in caso di insolvenza o irreperibilità del legale rappresentante. In questo scenario il chargeback e la denuncia penale restano gli strumenti più concreti, mentre un'azione legale civile diretta richiederebbe una valutazione da parte di un avvocato sulla reale escutibilità del credito, anche verificando se dietro la società ci sono soggetti perseguibili personalmente per truffa.
Per ora le suggeriamo di attendere l'esito del chargeback mantenendo traccia scritta di ogni comunicazione con la banca, e di verificare che la denuncia sia stata formalizzata con numero di protocollo, utile anche alla banca come ulteriore elemento a supporto della contestazione.
Per approfondire: la nostra scheda sul nuovo Codice del Consumo per beni e servizi digitali
Ha già attivato i passaggi corretti, e nell'ordine giusto: diffida scritta, chargeback, denuncia. Se i fatti sono effettivamente andati come li descrive, ovvero pagamento avvenuto e merce mai consegnata oltre il termine pattuito o comunque oltre il termine legale di 30 giorni previsto dal Codice del Consumo per le vendite a distanza quando non sia specificata una data di consegna, il diritto al rimborso integrale è pieno e non ci sono margini di discussione sul principio.
Sul piano pratico le indichiamo cosa aspettarsi e cosa fare in parallelo:
Il chargeback è oggi la strada con maggiori probabilità concrete di successo, soprattutto se ha pagato con carta di credito o debito. I tempi tecnici variano da poche settimane a 2-3 mesi a seconda della banca e dell'eventuale opposizione del circuito, ma se la merce non risulta consegnata (e questo è verificabile oggettivamente tramite tracking) l'esito è solitamente favorevole. Le consigliamo di sollecitare per iscritto la sua banca se non ha ricevuto aggiornamenti entro 30 giorni dalla richiesta.
Sulla Partita IVA cessata: questo è un elemento rilevante ma va verificato con attenzione, perché se la società ha davvero cessato l'attività prima o subito dopo la vendita, un eventuale decreto ingiuntivo o azione civile contro la società rischia di essere inutile in caso di insolvenza o irreperibilità del legale rappresentante. In questo scenario il chargeback e la denuncia penale restano gli strumenti più concreti, mentre un'azione legale civile diretta richiederebbe una valutazione da parte di un avvocato sulla reale escutibilità del credito, anche verificando se dietro la società ci sono soggetti perseguibili personalmente per truffa.
Per ora le suggeriamo di attendere l'esito del chargeback mantenendo traccia scritta di ogni comunicazione con la banca, e di verificare che la denuncia sia stata formalizzata con numero di protocollo, utile anche alla banca come ulteriore elemento a supporto della contestazione.
Per approfondire: la nostra scheda sul nuovo Codice del Consumo per beni e servizi digitali
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