Cara ADUC
Enel Distribuzione e fattura vaga
Domanda
10 gennaio 2018
Buonasera
Vi scrivo per chiedervi assistenza circa una fattura ricevuta da Enel distribuzione vagamente descritta. Mi chiedono il pagamento di 122€ a fronte di un non meglio specificato contributo a forfait da connessione BT. NOTE 100913090_contr. per realizzazione TICA per connessione. produttore BT_3_SALDO.
Ebbene si sono ignorante in materia e neanche un tecnico. Ho installato un impianto fotovoltaico da 3kw in convenzione scambio sul posto, non riesco a interloquire con GSE per chiedere chiarimenti circa gli scarsi 50€ che ricevo a fronte di ben oltre i 2000kwh prodotti e immessi in rete. Non posso stare a giornate al computer cercando di capire per ogni fattura, cosa sto pagando. A dirla tutta una simile fattura di questo importo senza che ENEL DISTRIBUZIONE si degni di informarmi a riguardo mi da di truffa. Cosa devo fare?
Cordiali saluti
Claudio, da Pescia (PT)
Vi scrivo per chiedervi assistenza circa una fattura ricevuta da Enel distribuzione vagamente descritta. Mi chiedono il pagamento di 122€ a fronte di un non meglio specificato contributo a forfait da connessione BT. NOTE 100913090_contr. per realizzazione TICA per connessione. produttore BT_3_SALDO.
Ebbene si sono ignorante in materia e neanche un tecnico. Ho installato un impianto fotovoltaico da 3kw in convenzione scambio sul posto, non riesco a interloquire con GSE per chiedere chiarimenti circa gli scarsi 50€ che ricevo a fronte di ben oltre i 2000kwh prodotti e immessi in rete. Non posso stare a giornate al computer cercando di capire per ogni fattura, cosa sto pagando. A dirla tutta una simile fattura di questo importo senza che ENEL DISTRIBUZIONE si degni di informarmi a riguardo mi da di truffa. Cosa devo fare?
Cordiali saluti
Claudio, da Pescia (PT)
Risposta ADUC
Chi installa un impianto fotovoltaico al servizio della propria abitazione o azienda lo fa con l’obiettivo di autoconsumare una parte dell’energia prodotta. E’ questa, infatti, la modalità maggiormente conveniente per chi decide di investire in un impianto. L’energia generata dai pannelli FV viene quindi in parte autoconsumata e in parte immessa in rete. Tutta l’energia immessa in rete viene ritirata dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) con due possibili modalità: il ritiro dedicato, oggi non più conveniente come un tempo, oppure attraverso lo scambio sul posto.
Lo scambio sul posto è un meccanismo attraverso il quale viene valorizzata tutta l’energia immessa dall’utente nella rete elettrica. Non si tratta di una “vendita”, ma di una forma, appunto, di valorizzazione dell’energia immessa nella rete. Potremmo definirlo un “rimborso parziale” delle bollette pagate, in relazione all’energia immessa in rete.
Tale valorizzazione tiene conto non solo dell’elettricità immessa, ma anche dell’energia che viene prelevata dalla rete per i propri consumi. Si tratta, in altre parole, di una forma di compensazione economica tra immissioni e prelievi.
Ad esempio: se cedo alla rete 2.000 kWh in un anno e ne prelevo 800, avrò pagato le bollette per gli 800 prelevati, ma con lo scambio sul posto posso ottenere un contributo a titolo di “rimborso parziale” delle bollette pagate. Quando si parla di compensazione tra immissioni e prelievi non si fa riferimento, come un tempo, alla quantità di energia, ma al suo valore economico, agli oneri e servizi normalmente addebitati in bolletta.
In effetti per il calcolo del contributo sono sufficienti due soli dati di lettura: chilowattora immessi e prelevati. I primi sono quelli riconosciuti dal GSE, i secondi sono quelli che vengono pagati in bolletta dall’utente al proprio operatore elettrico. Se a fine anno il valore dell’energia immessa in rete è maggiore del valore dell’energia prelevata dalla rete, si hanno delle eccedenze. Queste possono, a richiesta, essere liquidate dal GSE.
Lo scambio sul posto, in definitiva, prevede due forme di contributo:
il contributo in conto scambio (Cs)
le eventuali eccedenze, se l’energia immessa è maggiore dell’energia prelevata nell’anno in corso.
Qualora la quantità di energia immessa fosse superiore a quella prelevata, il proprietario dell’impianto fotovoltaico riceve dal gestore un Contributo in Conto Scambio, ovvero un contributo economico sotto forma di conguaglio annuale e acconti a scadenza quadrimestrale. Attenzione però, perché se è vero che questo rimborso economico consente di recuperare la spesa in bolletta, ci sono alcune voci che non sono prese in considerazione, come ad esempio le imposte e le tasse.
Per il calcolo e le info in dettaglio può sentire l'impresa che ha installato l'impianto.
Lo scambio sul posto è un meccanismo attraverso il quale viene valorizzata tutta l’energia immessa dall’utente nella rete elettrica. Non si tratta di una “vendita”, ma di una forma, appunto, di valorizzazione dell’energia immessa nella rete. Potremmo definirlo un “rimborso parziale” delle bollette pagate, in relazione all’energia immessa in rete.
Tale valorizzazione tiene conto non solo dell’elettricità immessa, ma anche dell’energia che viene prelevata dalla rete per i propri consumi. Si tratta, in altre parole, di una forma di compensazione economica tra immissioni e prelievi.
Ad esempio: se cedo alla rete 2.000 kWh in un anno e ne prelevo 800, avrò pagato le bollette per gli 800 prelevati, ma con lo scambio sul posto posso ottenere un contributo a titolo di “rimborso parziale” delle bollette pagate. Quando si parla di compensazione tra immissioni e prelievi non si fa riferimento, come un tempo, alla quantità di energia, ma al suo valore economico, agli oneri e servizi normalmente addebitati in bolletta.
In effetti per il calcolo del contributo sono sufficienti due soli dati di lettura: chilowattora immessi e prelevati. I primi sono quelli riconosciuti dal GSE, i secondi sono quelli che vengono pagati in bolletta dall’utente al proprio operatore elettrico. Se a fine anno il valore dell’energia immessa in rete è maggiore del valore dell’energia prelevata dalla rete, si hanno delle eccedenze. Queste possono, a richiesta, essere liquidate dal GSE.
Lo scambio sul posto, in definitiva, prevede due forme di contributo:
il contributo in conto scambio (Cs)
le eventuali eccedenze, se l’energia immessa è maggiore dell’energia prelevata nell’anno in corso.
Qualora la quantità di energia immessa fosse superiore a quella prelevata, il proprietario dell’impianto fotovoltaico riceve dal gestore un Contributo in Conto Scambio, ovvero un contributo economico sotto forma di conguaglio annuale e acconti a scadenza quadrimestrale. Attenzione però, perché se è vero che questo rimborso economico consente di recuperare la spesa in bolletta, ci sono alcune voci che non sono prese in considerazione, come ad esempio le imposte e le tasse.
Per il calcolo e le info in dettaglio può sentire l'impresa che ha installato l'impianto.
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