Cara ADUC
controlli sicurezza porti
Domanda
5 settembre 2018
Salve. Recentemente mi sono recato in un porto della penisola per imbarcarmi in un traghetto diretto in Sardegna. Acquistato il titolo di viaggio, mi sono diretto a piedi al punto di accesso che immette nell'area portuale dov'era attraccato il traghetto.
Superato il limite che divide l'area esterna da quella destinata ai passeggeri che dovevano imbarcarsi, a piedi o a bordo di un automezzo, sono stato richiamato da una persona che mi ha intimato di mostrargli il titolo di viaggio cosa che ho fatto senza alcuna esitazione. Ma, poi, vedendo che costui continuava ad osservarmi dando l'impressione di non essere molto convinto di ciò che aveva letto nel biglietto di viaggio marittimo, dopo avermelo restituito, gli ho domandato se vi fossero dei problemi anche in relazione al bagaglio a mano che portavo con me, oggetto delle sue particolari attenzioni; costui, continuando a fissarmi intensamente, ha replicato che poteva guardare ciò che gli pareva perché addetto alla "security". Gli ho così risposto in tono scherzoso che non stavo espatriando al ché mi ha invitato perentoriamente e sgarbatamente a dirigermi verso un prefabbricato per effettuare il controllo elettronico del bagaglio, richiamando l'attenzione di due addetti che erano poco distanti e invitandoli a procedere al controllo. A quel punto, considerato che sembrava, prima che gli replicassi ironicamente, che volesse comunque lasciarmi accedere all'imbarco, notando peraltro che non aveva indosso alcun distintivo che mi permettesse di appurare la sua effettiva qualifica (tesserino con codice e foto), gli ho chiesto di qualificarsi dandomi il suo nominativo, visto che indossava solo una semplice pettorina ad alta visibilità col logo della autorità portuale. Costui, invece, alzando il tono della voce, non solo s'è rifiutato di qualificarsi ma con l'aiuto dei due addetti ai controlli mi ha invitato in modo pressante a entrare in questo locale per sottoporre i bagagli e me stesso a verifica di sicurezza attraverso strumentazione che rileva oggetti metallici nei bagagli e nell'abbigliamento. A quel punto, ho opposto un rifiuto a questa richiesta, spiegando che se non si fossero qualificati, la loro richiesta sarebbe stata ingiusta (infatti non avevano alcun tesserino identificativo esposto ma indossavano una divisa da guardia giurata). Ho avuto come risposta da parte di uno di questi due addetti che loro non erano tenuti a qualificarsi, citando ad esempio gli agenti di p.s. che indossavano una divisa come loro. Ho, comunque, continuato a chiedere le loro generalità ma invano. Nel frattempo è giunta una pattuglia della Polizia di Stato di stanza nel porto richiamata da costoro che dopo aver visto la carta d'identità, m'ha intimato di sottostare alle richieste degli addetti alla "security", a cui ho dato seguito senza ulteriori rimostranze.
Vorrei ora sapere se la mia richiesta di qualificazione di costoro è legittima e se in assenza posso rifiutarmi di eseguire i loro "ordini" senza problemi. Grazie.
Stefano, dalla provincia di TV
Superato il limite che divide l'area esterna da quella destinata ai passeggeri che dovevano imbarcarsi, a piedi o a bordo di un automezzo, sono stato richiamato da una persona che mi ha intimato di mostrargli il titolo di viaggio cosa che ho fatto senza alcuna esitazione. Ma, poi, vedendo che costui continuava ad osservarmi dando l'impressione di non essere molto convinto di ciò che aveva letto nel biglietto di viaggio marittimo, dopo avermelo restituito, gli ho domandato se vi fossero dei problemi anche in relazione al bagaglio a mano che portavo con me, oggetto delle sue particolari attenzioni; costui, continuando a fissarmi intensamente, ha replicato che poteva guardare ciò che gli pareva perché addetto alla "security". Gli ho così risposto in tono scherzoso che non stavo espatriando al ché mi ha invitato perentoriamente e sgarbatamente a dirigermi verso un prefabbricato per effettuare il controllo elettronico del bagaglio, richiamando l'attenzione di due addetti che erano poco distanti e invitandoli a procedere al controllo. A quel punto, considerato che sembrava, prima che gli replicassi ironicamente, che volesse comunque lasciarmi accedere all'imbarco, notando peraltro che non aveva indosso alcun distintivo che mi permettesse di appurare la sua effettiva qualifica (tesserino con codice e foto), gli ho chiesto di qualificarsi dandomi il suo nominativo, visto che indossava solo una semplice pettorina ad alta visibilità col logo della autorità portuale. Costui, invece, alzando il tono della voce, non solo s'è rifiutato di qualificarsi ma con l'aiuto dei due addetti ai controlli mi ha invitato in modo pressante a entrare in questo locale per sottoporre i bagagli e me stesso a verifica di sicurezza attraverso strumentazione che rileva oggetti metallici nei bagagli e nell'abbigliamento. A quel punto, ho opposto un rifiuto a questa richiesta, spiegando che se non si fossero qualificati, la loro richiesta sarebbe stata ingiusta (infatti non avevano alcun tesserino identificativo esposto ma indossavano una divisa da guardia giurata). Ho avuto come risposta da parte di uno di questi due addetti che loro non erano tenuti a qualificarsi, citando ad esempio gli agenti di p.s. che indossavano una divisa come loro. Ho, comunque, continuato a chiedere le loro generalità ma invano. Nel frattempo è giunta una pattuglia della Polizia di Stato di stanza nel porto richiamata da costoro che dopo aver visto la carta d'identità, m'ha intimato di sottostare alle richieste degli addetti alla "security", a cui ho dato seguito senza ulteriori rimostranze.
Vorrei ora sapere se la mia richiesta di qualificazione di costoro è legittima e se in assenza posso rifiutarmi di eseguire i loro "ordini" senza problemi. Grazie.
Stefano, dalla provincia di TV
Risposta ADUC
i porti come le stazioni ferroviarie e gli aeroporti come luoghi di imbarco dei passeggeri, hanno problemi di sicurezza e di controllo delle merci per sventare gli attentati. Vengono quindi organizzati corsi di formazione per gli addetti alla security, che hanno tutti i requisiti e le facoltà delle forze dell'ordine statali. Quando i soggetti indossano una uniforme che li caratterizza come SECURITY, e richiedono di controllare la merce appresso, riteniamo che non debbano essere tenuti a mostrare cartelli con nome e matricola, allo stesso modo dei Carabinieri.
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