Giovedì 1 ottobre 2026
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Cara ADUC

Comune Sesto San Giovanni tassa TOSAP

6 gennaio 2018
Domanda 6 gennaio 2018
Puntualmente come tutti gli anni il comune di Sesto San Giovanni ha inviato i bollettini per pagare la tassa sull'occupazione suolo pubblico, che nel mio caso riguarda il passo carrabile.
Senza un motivo valido la tassa è stata suddivisa in due bollettini postali, pertanto doppie spese, ma la cosa che trovo più assurda è che il comune abbia aggiornato la tariffa in funzione della variazione ISTAT (come da allegato).
Vi chiedo se secondo voi è corretto che il comune di Sesto San Giovanni adegui una tassa alla variazione ISTAT?
Ringraziandovi anticipatamente per la risposta porgo cordiali saluti.
Sergio, da Sesto San Giovanni (MI)

Risposta ADUC
Vari comuni hanno adottato un proprio regolamento per l’applicazione del “canone patrimoniale concessorio non ricognitorio” ex art. 27 del D.Lgs. n. 285/1992 (codice della strada) che dispone sia stabilita dall’ente proprietario della strada “per l’uso o l’occupazione delle strade e delle loro pertinenze”. Il problema, stante la titolarità del Comune in materia, ha già formato oggetto di esame da parte del Giudice Amministrativo che lo ha costantemente risolto nel senso della cumulabilità della tassa con il canone concessorio (Cons. St., Sez. V, 26 marzo 2003 n. 1751; Sez. IV 22 aprile 1996 n. 524; TAR Emilia Romagna – Parma – 7 giugno 2001 n. 309; 18 ottobre 1999 n. 651; TAR Lombardia, Milano, Sez. II, 9 gennaio 1995 n. 26; TAR Toscana, Sez. I, 3 maggio 1995 n. 296; Consiglio di Stato 25/2/2013 n. 5;).
Tale orientamento si fonda sulla considerazione della diversità di natura dei due istituti. Mentre il canone di concessione trova la sua giustificazione nella necessità per l’ente pubblico proprietario del terreno di trarre un corrispettivo per l’uso esclusivo e per l’occupazione dello spazio, concessi contrattualmente o in base a provvedimento amministrativo a soggetti terzi, la tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche è istituto di diritto tributario, dovuta al Comune quale ente impositore al verificarsi di determinati presupposti, ritenuti dal legislatore indici seppure indiretti di capacità contributiva.
Stante la diversa natura dei due oneri, è normale che il canone concessorio, sia o non ricognitorio, essendo il corrispettivo del godimento del bene, possa essere assoggettato alle variazioni Istat.
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