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Cara ADUC

Appropriazione indebita da venditore online

25 novembre 2018
Domanda 25 novembre 2018
Il 2/10/2018 mio figlio nota sul sito di compravendite Subito.it un annuncio per la vendita di un obiettivo fotografico di nostro interesse. Avendo una certa età e non usando i social, chiedo a mio figlio di verificare per quanto possibile l’identità del venditore. Contattato telefonicamente afferma di essere un fotografo sportivo (e questo sarebbe provato dall'essere il suo numero di telefono collegato a una pagina Facebook di una attività di fotografia sportiva e da un profilo omonimo ricco e utilizzato da otto anni).
Ci accordiamo per una compravendita a distanza con spedizione assicurata al costo di 40 euro ulteriori oltre al prezzo di 400 euro della lente. Il venditore ci invia un IBAN collegato a una carta prepagata, a cui rifiuto di inoltrare un solo euro. Due giorni dopo propone di effettuare un bonifico a un diverso IBAN che risulta stavolta appartenere a un regolare conto corrente. Il venditore conferma che il 15/10/18 tale bonifico è stato ricevuto. Da allora, nonostante i solleciti telefonici e/o tramite mail, non ha effettuato mai la spedizione della lente, adducendo ogni giorno a problemi famigliari, al lavoro da svolgere, a un presunto controllo preventivo fatto fare dal suo fotoriparatore di fiducia o, semplicemente, negandosi. Tra il 29/10/18 e i giorni successivi è arrivato persino a simulare di avere effettuato la spedizione dichiarando tramite mail a mio figlio di avere consegnato la lente allo spedizioniere designato (che, contattato in seguito al rifiuto del venditore di rivelare il codice di tracking, conferma non esistere nessuna spedizione a me destinata), salvo poi inventarsene di ogni quando messo alle strette.
Recentemente siamo stati poi ricontattati da un responsabile dell’azienda di spedizioni citata (abbiamo verificato si trattasse effettivamente di loro) il quale ci ha chiesto se fossimo disposti a fornire una testimonianza scritta dell’accaduto per via di un’indagine interna che stanno conducendo da mesi in relazione a una possibile truffa sui rimborsi assicurativi dei loro colli. Se due indizi fanno una prova…
A questo punto, volevo chiedervi due informazioni: il bonifico l’ho effettuato io da un c/c di cui mio figlio è cointestatario perché mi aiuta con le incombenze domestiche: possiamo presentare la lettere di messa in mora a nome di entrambi (è lui che ha tenuto i contatti e ha tutte le informazioni, mail, chat ecc), affinché possa portare avanti i passi successivi anche in mia vece (vedi allegato)? Abbiamo già provveduto a recuperare i certificati anagrafici per inoltrare l’atto.
Essendo oramai acclarato che questa lente non la vedremo mai (e neppure il rimborso, sono 15 giorni che promette di effettuarlo a vuoto) ed avendo lui dichiarato di avere effettuato tramite mail una spedizione inesistente, possiamo utilizzare oltre allo strumento del decreto ingiuntivo dal giudice di pace anche quello della querela per appropriazione indebita e/o della denuncia per truffa?
Vi ringrazio anticipatamente
Antonio, dalla provincia di RM

Risposta ADUC
tutte le azioni che ha prospettato vanno bene, a partire dalla messa in mora, che può effettuare suo figlio, visto che le trattative sono state tenute da lui:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Fallito questo tentativo, potrà procedere con gli altri.
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