Cara ADUC
Retta RSA
Domanda
18 gennaio 2016
Buongiorno,
in questi giorni avrò un appuntamento con l'amministratore di sostegno di mia madre per decidere come procedere alle sue cure.
Mia madre 79 anni, vedova, dopo un'operazione al cervello nel 2008 ha avuto un deperimento cognitivo che l'ha portata a nn essere più autosufficiente. Inutile dirvi quanti accertamenti ho dovuto fare prima di farle riconoscere un'indennità di accompagnamento. Vive con mia sorella la quale ha un disturbo mentale di schizofrenia, ho dovuto per contrasti famigliari chiedere appunto un'amministratore.
Come dicevo, vivono in una casa di proprietà molto grande in comproprietà con i figli del fratello di mio padre anche lui deceduto, i quali al momento della successione hanno riscontrato un debito importante con equitalia, per cui in passato, l'intenzione di vendere una parte dell'immobile o l'intera abitazione per trasferirsi in una piu' piccola è stata resa impossibile. Oltretutto mia madre dava sostentamento a mia sorella la quale ha sempre avuto una gestione pessima dei suoi soldi.
Mia sorella non ha un'invalidità per sua scelta, è in mobilità e senza un lavoro oltre ad avere scompensi e peggioramenti del suo percorso di cura, lei stessa e i suo tratti caratteriali ne sono la causa.
Ora mia madre si trova in un centro di riabilitazione dopo un'operazione x la rottura del femore, quindi l'avvocato che l'amministra parlando con il medico della struttura, è convenuta alla decisione di ricoverarla presso una struttura.
Mia madre prende la pensione di reversibilità di mio padre circa 600 uero e l'indennità di accompagnamento circa 500 euro.
L'avvocato ieri ci vuole convocare per decidere come monetizzare il ricovero di mia madre scrivendomi che il restante dovrà essere dato o dalla vendita della casa o da noi due figlie.
Io lavoro in un settore fortemente in crisi nn percepisco lo stipendio da ottobre, mia sorella se si pensasse di vendere casa andrebbe in mezzo ad una strada anche perchè non potrebbe sostenere le spese continuando a viverci da sola.
Che dire, nn so da che parte girarmi, inutile dire che sono paralizzata dalla paura.
Ho bisogno di un vostro consiglio, una soluzione con un'occhio giuridico.
In compenso ho intercettato una struttura x mia madre che mi farebbe stare tranquilla se così si puo' dire dove tutt'ora è ricoverata la sua sorella, ma ci sono liste di attesa e non so se questo caso con la valenza dell'amministratore di sostegno possa avere una precedenza.
Non vedo la luce oltre alla preoccupazione di mia sorella e di eventuali suoi comportamenti dannosi.
Spero di essere stata chiara e spero di ricevere una risposta che sia di sostegno da parte vostra.
Grazie è cmq riduttivo.
Daniela, da Busto Garolfo (MI)
in questi giorni avrò un appuntamento con l'amministratore di sostegno di mia madre per decidere come procedere alle sue cure.
Mia madre 79 anni, vedova, dopo un'operazione al cervello nel 2008 ha avuto un deperimento cognitivo che l'ha portata a nn essere più autosufficiente. Inutile dirvi quanti accertamenti ho dovuto fare prima di farle riconoscere un'indennità di accompagnamento. Vive con mia sorella la quale ha un disturbo mentale di schizofrenia, ho dovuto per contrasti famigliari chiedere appunto un'amministratore.
Come dicevo, vivono in una casa di proprietà molto grande in comproprietà con i figli del fratello di mio padre anche lui deceduto, i quali al momento della successione hanno riscontrato un debito importante con equitalia, per cui in passato, l'intenzione di vendere una parte dell'immobile o l'intera abitazione per trasferirsi in una piu' piccola è stata resa impossibile. Oltretutto mia madre dava sostentamento a mia sorella la quale ha sempre avuto una gestione pessima dei suoi soldi.
Mia sorella non ha un'invalidità per sua scelta, è in mobilità e senza un lavoro oltre ad avere scompensi e peggioramenti del suo percorso di cura, lei stessa e i suo tratti caratteriali ne sono la causa.
Ora mia madre si trova in un centro di riabilitazione dopo un'operazione x la rottura del femore, quindi l'avvocato che l'amministra parlando con il medico della struttura, è convenuta alla decisione di ricoverarla presso una struttura.
Mia madre prende la pensione di reversibilità di mio padre circa 600 uero e l'indennità di accompagnamento circa 500 euro.
L'avvocato ieri ci vuole convocare per decidere come monetizzare il ricovero di mia madre scrivendomi che il restante dovrà essere dato o dalla vendita della casa o da noi due figlie.
Io lavoro in un settore fortemente in crisi nn percepisco lo stipendio da ottobre, mia sorella se si pensasse di vendere casa andrebbe in mezzo ad una strada anche perchè non potrebbe sostenere le spese continuando a viverci da sola.
Che dire, nn so da che parte girarmi, inutile dire che sono paralizzata dalla paura.
Ho bisogno di un vostro consiglio, una soluzione con un'occhio giuridico.
In compenso ho intercettato una struttura x mia madre che mi farebbe stare tranquilla se così si puo' dire dove tutt'ora è ricoverata la sua sorella, ma ci sono liste di attesa e non so se questo caso con la valenza dell'amministratore di sostegno possa avere una precedenza.
Non vedo la luce oltre alla preoccupazione di mia sorella e di eventuali suoi comportamenti dannosi.
Spero di essere stata chiara e spero di ricevere una risposta che sia di sostegno da parte vostra.
Grazie è cmq riduttivo.
Daniela, da Busto Garolfo (MI)
Risposta ADUC
l'amministratore di sostegno potra' richiedere a lei e a sua sorella i cosiddetti "alimenti". Il codice civile (artt. 433 e seguenti) prevede infatti che la persona in stato di bisogno e non in grado di provvedere al proprio mantenimento possa, anche tramite amministratore di sostegno, chiedere a determinate categorie di parenti (fra i quali i figli), un aiuto economico, in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli.
L'amministratore di sostegno potra' quindi chiedere a lei e a sua sorella un aiuto economico, se ne siete in grado. In caso di mancato accordo con l'amministratore di sostegno (magari perche' la cifra richiesta e' troppo alta rispetto ai vostri redditi, sara' il giudice a stabilire se siate tenute a pagare e, se si', in che misura.
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
L'amministratore di sostegno potra' quindi chiedere a lei e a sua sorella un aiuto economico, se ne siete in grado. In caso di mancato accordo con l'amministratore di sostegno (magari perche' la cifra richiesta e' troppo alta rispetto ai vostri redditi, sara' il giudice a stabilire se siate tenute a pagare e, se si', in che misura.
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
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