Giovedì 29 ottobre 2026
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Cara ADUC

Corso online sottoscritto in sede: si può annullare il contratto

29 ottobre 2026
Domanda 29 ottobre 2026
Buongiorno,
Il 24/06/2026 ho sottoscritto di persona un contratto per un corso di formazione online della durata di un anno presso l'istituto Davante. Purtroppo, mio zio, che avrebbe dovuto aiutarmi a finanziare il corso, è venuto a mancare; mi trovo quindi in una situazione finanziaria molto difficile. Il 06/08/2026 ho contattato l'istituto per spiegare la mia situazione e chiedere di rinunciare al corso. Poiché il termine di 14 giorni era già trascorso, hanno rifiutato di annullare il contratto. In seguito, ho chiesto di cambiare corso, ma hanno preteso il pagamento di nuove spese di iscrizione pari a 250 €, una somma che non sono in grado di versare. Avevo proposto di suddividere il pagamento dell'iscrizione in due rate, ma la richiesta è stata respinta. Ho inoltre chiesto se fosse possibile passare a un corso meno costoso (inferiore a 2.000 €) per riuscire a far fronte al pagamento spiegando a loro che il mio contratto di lavoro non è stato rinnovato quindi sono senza lavoro e questo ha peggiorato la mia situazione economica, ma anche questa richiesta è stata rifiutata. Infine, ho proposto di versare 500 € (che riceverò a dicembre dal 730) per ottenere l'annullamento del contratto, ma anche questa proposta è stata respinta. Non so più cosa fare e ho bisogno del vostro aiuto.
Grazie.
Afiyo, dalla provincia di RM

Risposta ADUC
Gentile Afiyo,
Comprendiamo la difficoltà della situazione, ma dobbiamo essere onesti sulla cornice giuridica in cui si inserisce.

Il diritto di recesso di 14 giorni per i contratti sottoscritti a distanza non si applica qui, perché lei ha firmato il contratto di persona, presso la sede dell'istituto: si tratta quindi di un contratto concluso in un locale commerciale, per il quale quel diritto di recesso non è previsto dal Codice del Consumo. Il rifiuto dell'istituto di annullare il contratto per questo motivo è quindi, sotto questo profilo, legittimo: l'istituto non ha alcun obbligo di legge di accettare un recesso tardivo né di consentire il cambio corso gratuito o la rateizzazione, che sono facoltà commerciali e non diritti esigibili.

Detto questo, le restano alcuni margini da verificare. Primo: controlli con attenzione il testo del contratto firmato, perché potrebbe contenere clausole relative a recesso convenzionale, penali in caso di rinuncia, o condizioni di risoluzione per sopravvenuta impossibilità economica: se il contratto prevede qualcosa di diverso da quanto le è stato detto a voce, questo può essere fatto valere. Secondo: se nel contratto sono presenti clausole eccessivamente sbilanciate a sfavore del consumatore (per esempio penali manifestamente sproporzionate in caso di recesso), queste potrebbero essere contestate come vessatorie. Terzo: verifichi se l'istituto ha correttamente informato, al momento della firma, su tutte le condizioni di recesso, modifica e costi aggiuntivi: un'informativa precontrattuale carente può essere motivo di contestazione.

Le suggeriamo di mettere per iscritto una richiesta formale all'istituto, chiedendo copia integrale del contratto se non la possiede e specificando la sua situazione, così da avere traccia scritta di ogni rifiuto. Se dopo questo passaggio ritiene di avere elementi concreti per contestare clausole specifiche, lo faccia tramite una diffida. Può generare la lettera di reclamo formale da questo nostro modulo per il reclamo formale.

Per approfondire: la nostra scheda sulle clausole vessatorie
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