Lunedì 26 ottobre 2026
Menu
Cara ADUC

Inquinamento acustico e burnout da lavoro: a chi rivolgersi per tutele

26 ottobre 2026
Domanda 26 ottobre 2026
Sono una donna di 32 anni, dipendente a tempo indeterminato presso l'università di Firenze. Ad aprile ho ricevuto diagnosi di ADHD in un centro privato (Centro Psicodiagnostico Italiano) a cui mi sono rivolta a causa di un nuovo periodo di impulsività legata allo stress del lavoro monotono.
Ho dovuto cambiare casa a luglio, trasferendomi nell'unica abitazione che mi posso permettere. Questa casa ha un problema di inquinamento acustico, è stretta da un lato da via del Gelsomino (dove c'è traffico perenne e intenso) e dall'altro dallo stadio della Rondinella (allenamenti quotidiani e partite di tutta giornata nei weekend).
Questa situazione sta mettendo a dura prova il mio sistema nervoso, già affaticato dal lavoro noioso e ripetitivo. Ho iniziato a prendere dei farmaci (tutto a spese mie) e la situazione è stata mitigata più per quello che riguarda l'ansia sociale e la task paralisi. Mi sono rivolta ad un CSM per ulteriore supporto, ma da luglio continua ancora un nuovo percorso di valutazione che il personale sanitario ha insistito di voler rifare (nonostante abbia ammesso che la mia relazione privata sia ben fatta). Io però ad oggi mi ritrovo esausta e in uno stato pietoso. Ho chiesto al comune maggiore attenzione per l'inquinamento acustico della zona e maggiori controlli sui limiti di velocità, ma nonostante a parole le mie richieste siano state accolte, nei fatti non è stato messo in atto alcun accorgimento.
Non so a chi rivolgermi per tutele o per fare rispettare i miei diritti di cittadinanza (che attualmente paga le tasse, ma visto lo stato di salute chissà cosa succederà a breve). Io non voglio impazzire e finire male prima di ricevere il supporto a cui ho diritto, perciò chiedo anche a voi se c'è un modo di ricevere aiuto.
Grazie
Serena, dalla provincia di FI

Risposta ADUC
Gentile Serena,
Comprendiamo la situazione di forte stress che ci descrive e proviamo a distinguere i diversi piani della questione, perché richiedono percorsi diversi.

Sul fronte sanitario, il fatto che il Centro di Salute Mentale insista per una nuova valutazione nonostante lei abbia già una diagnosi privata non è di per sé illegittimo: le strutture pubbliche hanno facoltà di adottare propri protocolli diagnostici indipendenti, anche quando una relazione privata appare ben fatta, specie se la valutazione incide su eventuali prescrizioni o certificazioni a uso pubblico. Questo però non significa che lei debba subire tempi indefiniti: ha diritto a chiedere per iscritto tempi certi di conclusione del percorso di valutazione, e se i ritardi le sembrano ingiustificati può presentare reclamo all'ufficio relazioni con il pubblico (URP) della ASL Toscana Centro, chiedendo per iscritto risposta sui tempi di presa in carico. Se la situazione psicologica si aggrava nel frattempo, le consigliamo di non attendere la conclusione del percorso CSM per cercare supporto: può rivolgersi anche al medico di medicina generale per un invio urgente o per una valutazione della necessità di supporto più tempestivo, oltre a proseguire il percorso farmacologico già avviato sotto controllo medico.

Sul fronte dell'inquinamento acustico, qui il diritto è più nettamente azionabile. Se il comune ha accolto a parole le sue richieste ma non ha attivato controlli concreti, può presentare una diffida scritta formale al Sindaco e all'ufficio ambiente, chiedendo l'attivazione di rilevazioni fonometriche da parte di ARPAT (l'agenzia regionale competente in Toscana) sia per il traffico veicolare che per le attività sportive dello stadio. Se i rilievi dovessero confermare il superamento dei limiti acustici previsti dalla normativa, il comune è tenuto ad adottare provvedimenti; in caso di inerzia persistente, può anche valutare un esposto alla ASL o un ricorso civile per il risarcimento del danno da immissioni rumorose, ma per questa strada specifica le consigliamo di rivolgersi a un avvocato, perché richiede la documentazione tecnica del superamento dei limiti.

Le ricordiamo infine che la tutela della salute mentale sul lavoro, se il carico lavorativo sta aggravando la sua condizione, può essere discussa anche con il medico competente aziendale dell'università, che ha compiti di sorveglianza sanitaria.

Per approfondire: la nostra guida sul risarcimento del danno: come provarlo e quantificarlo e la nostra guida su inquinamento acustico e rumori molesti dei vicini

Ha risposto Claudia Moretti: pagina informativa di Claudia Moretti
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →