Cara ADUC
Retta casa di riposo, chi paga?
Domanda
13 gennaio 2016
Buongiorno, La mia situazione è questa: un mio zio che abitava da solo (casa di sua proprietà), tramite sindaco e medico condotto è andato alla casa di riposo. Ora il problema è che la sua pensione non copre tutta la retta (mancano 600 €. e al momento non versa in condizioni da richiedere l'accompagnamento). Ora il sindaco dice che dobbiamo fagli vendere la casa e se finiranno i soldi dovranno
integrarli mio papà e i suoi 2 fratelli. La mia domanda è: visto che mio zio non aveva più rapporti con i fratelli e che gli stessi non navigano nell'oro, sono obbligati in un futuro a pagare? Se la risposta fosse no gentilmente chiedo dei riferimenti normativi da esporre al sindaco. Grazie
Viviana, da Leffe (BG)
Viviana, da Leffe (BG)
Risposta ADUC
premettiamo che se suo zio ha un patrimonio immobiliare e intende venderlo per coprire le spese di degenza in RSA e' libero di farlo. In caso non fosse in grado (compromissione della capacità di intendere e volere dovute a patologie) chiunque (servizi sociali, lui stesso, parenti, ecc.) puo' chiedere al giudice tutelare la nomina di un amministratore di sostegno (esterno o familiare) che lo aiuti nell'ordinaria amministrazione. In questo caso, la vendita dell'immobile dovrebbe essere autorizzata dal giudice. Fatta questa premessa, e' chiaro che non siete "voi" a "fargli vendere la casa", poiche' non c'entrate nulla con il suo patrimonio.
In relazione alla prospettata integrazione economica, il sindaco e' in errore. Non puo' obbligare i parenti (siano essi figli, fratelli o nipoti) a pagare la retta dello zio. In questo senso vi sconsigliamo di firmare documenti in cui "spontaneamente" vi obbligate al pagamento.
Da ultimo, le segnaliamo che sulla base dell'articolo 433 del codice civile chi si trovi in stato di bisogno puo' chiedere aiuto economico ai propri familiari: coniuge, figli, generi e nuore. Il codice civile specifica poi, all'art. 439 che si puo' chiedere aiuto a fratelli e sorelle solo nei limiti dello "stretto necessario". Per un approfondimento le suggeriamo la lettura di questo articolo:
http://www.aduc.it/articolo/rette+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_22158.php
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
In relazione alla prospettata integrazione economica, il sindaco e' in errore. Non puo' obbligare i parenti (siano essi figli, fratelli o nipoti) a pagare la retta dello zio. In questo senso vi sconsigliamo di firmare documenti in cui "spontaneamente" vi obbligate al pagamento.
Da ultimo, le segnaliamo che sulla base dell'articolo 433 del codice civile chi si trovi in stato di bisogno puo' chiedere aiuto economico ai propri familiari: coniuge, figli, generi e nuore. Il codice civile specifica poi, all'art. 439 che si puo' chiedere aiuto a fratelli e sorelle solo nei limiti dello "stretto necessario". Per un approfondimento le suggeriamo la lettura di questo articolo:
http://www.aduc.it/articolo/rette+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_22158.php
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
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