Cara ADUC
Parcheggio discoteca
Domanda
15 settembre 2016
Salve Spett.le ASSOCIAZIONE.
Desideravo una cortese informazione riguardo alla mia seguente vicenda: nel mese di febbraio del presente anno, mi sono recato presso una discoteca usufruendo del parcheggio chiuso a pagamento in uso al locale (pagando 1 euro come da scontrino fiscale in mio possesso) e mentre mi accingevo ad abbandonare il locale, ho rinvenuto sulla mia autovettura un danno quantificato in 1631 euro (come può confermare lo stesso parcheggiatore che ho tempestivamente informato e invitato a verificare l’accaduto provvedendo a fotografare il tutto). A riguardo ho fatto esplicita e formale richiesta di risarcimento danni tramite il mio legale senza ad oggi aver ricevuto nessuna risposta dalla direzione del locale appellandomi alla “sentenza numero 1957 del 27 gennaio 2009 della Terza Sezione Civile della suprema Corte di Cassazione” che ha fatto giurisprudenza e ha confermato quanto segue: I proprietari ed i gestori di parcheggi a pagamento sono obbligati a risarcire il furto ed eventuali danni riportati dal veicolo durante il periodo in cui staziona nell’area di sosta, anche nel caso in cui sia esposto il cartello “parcheggio non custodito”. Tale sentenza, ha infatti stabilito, che l’obbligo di risarcire, è motivato dal fatto che il pagamento del biglietto (o scontrino, come nel presente caso, che attesti il pagamento del suddetto servizio e di chi riceve il denaro), implica la custodia del bene a carico di chi riceve il denaro. Premo a precisare, che la sera sono stato invitato a parcheggiare in un modo alquanto insolito e grottesco assieme ad altri utenti da un posteggiatore al momento presente, quando ormai il numero delle auto disponibili all’interno dell’area, a mio parere, era ormai satura, relegandomi a una postazione di fortuna a limite di rischio intralcio con le altre vetture parcheggiate, tale da assumere a tratti, più che un parcheggio, un assembramento di vetture di un’autorimessa. Per quanto su esposto credo sia sufficiente a essere riconosciuto il mio diritto di risarcimento, già ipotizzate e presentate di persona la sera stessa, prima al parcheggiatore resosi responsabile del suddetto parcheggio scellerato, (in possesso di materiale fotografico rilevato con il proprio Smartphone quale prova dell’accadimento materiale del fatto), e per ultimo, alla direzione del locale, il quale, quest’ultimo, con fermezza, ha manifestato l’estraneità e ha declinato e respinto ogni responsabilità su quanto accaduto e rappresentato dal sottoscritto, precisando, inoltre, che non mi sarebbe stato utile nemmeno la videosorveglianza in dotazione esterna al locale orientata sul parcheggio, in quanto, priva di registrazione. Considerato quanto sopra, trattandosi chiaramente di una violazione degli obblighi di custodia di quanto affidato, desideravo sapere se ci sarebbero i presupposti di imbastire un eventuale causa legale e quante possibilità ho di vincerla. In attesa di un cortese riscontro, Vi porgo i miei più cordiali saluti. Grazie.
Giovanni, da Lodi
Desideravo una cortese informazione riguardo alla mia seguente vicenda: nel mese di febbraio del presente anno, mi sono recato presso una discoteca usufruendo del parcheggio chiuso a pagamento in uso al locale (pagando 1 euro come da scontrino fiscale in mio possesso) e mentre mi accingevo ad abbandonare il locale, ho rinvenuto sulla mia autovettura un danno quantificato in 1631 euro (come può confermare lo stesso parcheggiatore che ho tempestivamente informato e invitato a verificare l’accaduto provvedendo a fotografare il tutto). A riguardo ho fatto esplicita e formale richiesta di risarcimento danni tramite il mio legale senza ad oggi aver ricevuto nessuna risposta dalla direzione del locale appellandomi alla “sentenza numero 1957 del 27 gennaio 2009 della Terza Sezione Civile della suprema Corte di Cassazione” che ha fatto giurisprudenza e ha confermato quanto segue: I proprietari ed i gestori di parcheggi a pagamento sono obbligati a risarcire il furto ed eventuali danni riportati dal veicolo durante il periodo in cui staziona nell’area di sosta, anche nel caso in cui sia esposto il cartello “parcheggio non custodito”. Tale sentenza, ha infatti stabilito, che l’obbligo di risarcire, è motivato dal fatto che il pagamento del biglietto (o scontrino, come nel presente caso, che attesti il pagamento del suddetto servizio e di chi riceve il denaro), implica la custodia del bene a carico di chi riceve il denaro. Premo a precisare, che la sera sono stato invitato a parcheggiare in un modo alquanto insolito e grottesco assieme ad altri utenti da un posteggiatore al momento presente, quando ormai il numero delle auto disponibili all’interno dell’area, a mio parere, era ormai satura, relegandomi a una postazione di fortuna a limite di rischio intralcio con le altre vetture parcheggiate, tale da assumere a tratti, più che un parcheggio, un assembramento di vetture di un’autorimessa. Per quanto su esposto credo sia sufficiente a essere riconosciuto il mio diritto di risarcimento, già ipotizzate e presentate di persona la sera stessa, prima al parcheggiatore resosi responsabile del suddetto parcheggio scellerato, (in possesso di materiale fotografico rilevato con il proprio Smartphone quale prova dell’accadimento materiale del fatto), e per ultimo, alla direzione del locale, il quale, quest’ultimo, con fermezza, ha manifestato l’estraneità e ha declinato e respinto ogni responsabilità su quanto accaduto e rappresentato dal sottoscritto, precisando, inoltre, che non mi sarebbe stato utile nemmeno la videosorveglianza in dotazione esterna al locale orientata sul parcheggio, in quanto, priva di registrazione. Considerato quanto sopra, trattandosi chiaramente di una violazione degli obblighi di custodia di quanto affidato, desideravo sapere se ci sarebbero i presupposti di imbastire un eventuale causa legale e quante possibilità ho di vincerla. In attesa di un cortese riscontro, Vi porgo i miei più cordiali saluti. Grazie.
Giovanni, da Lodi
Risposta ADUC
quella che lei cita e' una sentenza che, per quanto autorevole, e' pur sempre una sentenza, a cui fare riferimento per ottenere un giudizio positivo da parte del giudice. Noi nutriamo dubbi sulla potenzialita' positiva di un simile procedimento, ma stiamo scrivendo in astratto, poiche' va visto il caso specifico e le circostanze. Situazione che dovra' verificare col su legale.
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