Cara ADUC
Fermo amministrativo auto: come chiedere rateizzazione per difficoltà economiche
Domanda
17 ottobre 2026
Buongiorno,
Il Preavviso del Fermo Amministrativo (in allegato) mi è stato consegnato in data 01.10.2026.
Gli avvisi precedenti, credo, che mi siano stati inviati come prescritto, ma ho mancato di dare seguito.
Lunedì prossimo 19.10.2026 sarò a Firenze in Comune per cercare di trovare un accordo.
Ho 72 anni e vivo solo in una borgata montana in prov. di Grosseto non servita dal trasporto pubblico e privo di negozio alimentare o altri.
Ho un reddito bassissimo (ISEE disponibile), percepisco l'Assegno Sociale e sono in carico ai Servizi Sociali locali (documentabile).
Soffro di una leggera depressione per problemi familiari e economici (documentabile).
Non lavorando, la macchina non può figurare come bene strumentale, ma non toglie che è uno strumento fondamentale per la mia sussistenza.
Il valore di mercato della macchina è zero o giù di lì.
Il Comune di Firenze nella comunicazione prevede una soluzione con 12 rate per la cifra di 2300,00 € - per me impossibile. Altre fonti parlano addirittura 100 rate, che potrei pagare.
Cercherò di fare annullare il Fermo per "necessità esistenziale", oppure accordarmi su una rateizzazione laddove rientra nella mia possibilità.
Grato per consigli e considerazioni, saluto cordialmente.
Joerg, dalla provincia di GR
Il Preavviso del Fermo Amministrativo (in allegato) mi è stato consegnato in data 01.10.2026.
Gli avvisi precedenti, credo, che mi siano stati inviati come prescritto, ma ho mancato di dare seguito.
Lunedì prossimo 19.10.2026 sarò a Firenze in Comune per cercare di trovare un accordo.
Ho 72 anni e vivo solo in una borgata montana in prov. di Grosseto non servita dal trasporto pubblico e privo di negozio alimentare o altri.
Ho un reddito bassissimo (ISEE disponibile), percepisco l'Assegno Sociale e sono in carico ai Servizi Sociali locali (documentabile).
Soffro di una leggera depressione per problemi familiari e economici (documentabile).
Non lavorando, la macchina non può figurare come bene strumentale, ma non toglie che è uno strumento fondamentale per la mia sussistenza.
Il valore di mercato della macchina è zero o giù di lì.
Il Comune di Firenze nella comunicazione prevede una soluzione con 12 rate per la cifra di 2300,00 € - per me impossibile. Altre fonti parlano addirittura 100 rate, che potrei pagare.
Cercherò di fare annullare il Fermo per "necessità esistenziale", oppure accordarmi su una rateizzazione laddove rientra nella mia possibilità.
Grato per consigli e considerazioni, saluto cordialmente.
Joerg, dalla provincia di GR
Risposta ADUC
Gentile Joerg,
La situazione che descrive è delicata e la affrontiamo punto per punto, perché si intrecciano più aspetti: la cartella/ingiunzione originaria, il fermo amministrativo e le possibilità di rateizzazione.
Sul fermo amministrativo: il Codice della Strada esclude il fermo per i veicoli strumentali all'attività lavorativa del debitore, ma nel suo caso, non lavorando, questa esimente non è applicabile, come lei stesso correttamente osserva. Non esiste invece, allo stato della normativa che conosciamo con certezza, una causa di esclusione generale del fermo per "necessità esistenziale" slegata dall'uso lavorativo del mezzo: le consigliamo quindi di non fare leva eccessiva su questo argomento in sede di trattativa con l'ufficio riscossione, perché rischia di indebolire la sua posizione se viene respinto come privo di base giuridica. Meglio concentrare la richiesta sulla sostanza, cioè sulla sua condizione economica e di salute, piuttosto che su un'etichetta giuridica che potrebbe non reggere.
Sulla rateizzazione: gli enti di riscossione, anche quelli comunali come in questo caso, hanno facoltà (non sempre obbligo automatico) di concedere piani dilazionati più ampi delle 12 rate standard, specialmente quando il debitore documenta una comprovata difficoltà economica. Il fatto che lei disponga di ISEE basso, percepisca l'assegno sociale, sia in carico ai servizi sociali e possa documentare anche la condizione di salute sono tutti elementi che rafforzano concretamente la richiesta di un piano più lungo (il riferimento a 72 rate o oltre che lei ha sentito citare va verificato caso per caso con l'ufficio, perché dipende dai regolamenti specifici dell'ente riscossore, in questo caso il Comune di Firenze, e non da una regola uniforme nazionale che possiamo garantirle a priori).
Le consigliamo di presentarsi all'appuntamento del 19 ottobre con tutta la documentazione ISEE, l'attestazione dei servizi sociali e, se disponibile, un certificato medico che attesti la condizione di salute, formulando per iscritto (anche a mano, consegnata a mano con ricevuta) una richiesta di rateizzazione straordinaria motivata dalla situazione economica e sociale, chiedendo esplicitamente quale sia il numero massimo di rate concedibile secondo il regolamento comunale vigente. Se l'ufficio negasse ogni margine di trattativa, può eventualmente far valutare la questione, anche su consiglio dei servizi sociali stessi, a un avvocato o a un CAF per l'impatto fiscale della vicenda.
La situazione che descrive è delicata e la affrontiamo punto per punto, perché si intrecciano più aspetti: la cartella/ingiunzione originaria, il fermo amministrativo e le possibilità di rateizzazione.
Sul fermo amministrativo: il Codice della Strada esclude il fermo per i veicoli strumentali all'attività lavorativa del debitore, ma nel suo caso, non lavorando, questa esimente non è applicabile, come lei stesso correttamente osserva. Non esiste invece, allo stato della normativa che conosciamo con certezza, una causa di esclusione generale del fermo per "necessità esistenziale" slegata dall'uso lavorativo del mezzo: le consigliamo quindi di non fare leva eccessiva su questo argomento in sede di trattativa con l'ufficio riscossione, perché rischia di indebolire la sua posizione se viene respinto come privo di base giuridica. Meglio concentrare la richiesta sulla sostanza, cioè sulla sua condizione economica e di salute, piuttosto che su un'etichetta giuridica che potrebbe non reggere.
Sulla rateizzazione: gli enti di riscossione, anche quelli comunali come in questo caso, hanno facoltà (non sempre obbligo automatico) di concedere piani dilazionati più ampi delle 12 rate standard, specialmente quando il debitore documenta una comprovata difficoltà economica. Il fatto che lei disponga di ISEE basso, percepisca l'assegno sociale, sia in carico ai servizi sociali e possa documentare anche la condizione di salute sono tutti elementi che rafforzano concretamente la richiesta di un piano più lungo (il riferimento a 72 rate o oltre che lei ha sentito citare va verificato caso per caso con l'ufficio, perché dipende dai regolamenti specifici dell'ente riscossore, in questo caso il Comune di Firenze, e non da una regola uniforme nazionale che possiamo garantirle a priori).
Le consigliamo di presentarsi all'appuntamento del 19 ottobre con tutta la documentazione ISEE, l'attestazione dei servizi sociali e, se disponibile, un certificato medico che attesti la condizione di salute, formulando per iscritto (anche a mano, consegnata a mano con ricevuta) una richiesta di rateizzazione straordinaria motivata dalla situazione economica e sociale, chiedendo esplicitamente quale sia il numero massimo di rate concedibile secondo il regolamento comunale vigente. Se l'ufficio negasse ogni margine di trattativa, può eventualmente far valutare la questione, anche su consiglio dei servizi sociali stessi, a un avvocato o a un CAF per l'impatto fiscale della vicenda.
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